Limitazione alle speculazioni e furti domini .it

P-Gianluca Navarrini (Studio de Propris) g.navarrini a GALACTICA.IT
Gio 24 Ott 2002 16:03:11 CEST


----- Original Message -----
From: "dott. Enrico Tinazzi" <enrico.tinazzi a studiotinazzi.it>
To: "Naming Authority" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Thursday, October 24, 2002 1:57 PM
Subject: Limitazione alle speculazioni e furti domini .it


> Rispondo con piacere all'Avv. Gianluca Navarrini,

il piacere di colloquiare pacatamente con un interlocutore cordiale e'
reciproco (e si accresce assai, a mio giudizio, eliminando titoli e fronzoli
inessenziali ;-)))... percio' consentiamoci - ops, mi e' scappata una mezza
berlusconata - l'uso reciproco del tu).

> per quanto riguarda il termine "furto" io faccio riferimento alla subdola
> tecnica utilizzata per ottenere la riassegnazione di un dominio registrato
> da terzi; ossia l'invio della richiesta di riassegnazione fatta a proprio
> favore, apponendo firma falsa o duplicata (ossia fingendosi
l'assegnatario).

non conosco tale subdola tecnica, e saro' grato a chiunque mi spieghi in che
consiste... in quanto temo di non aver capito :-(
(capita a tutti, perdonatemi :-))))

> In merito alla seconda osservazione, ritengo importante chiarire che un
> domino non pu˛ in nessun caso essere alienabile, dato che l'assegnatario
non
> ne ha la proprietÓ, ma solo il diritto all'uso per un ben definito arco
> temporale. I domini .it (in questo caso) possono ad oggi essere solo
> riassegnati a terzi con apposita manifestazione di volontÓ da parte
> dell'assegnatario.

quanto a questa osservazione, invece, temo proprio ...di aver capito bene
;-). confermo percio' quanto giÓ detto.
sul punto, pero', mi sembra opportuna una precisazione (proprio per dovere
di chiarezza, che non e' mai troppa).
la *legge* consente al titolare di disporre di *qualsiasi diritto* non sia
espressamente reso indisponibile dalla stessa legge [ad es. la
disponibilita' del proprio corpo Ŕ esclusa dall'art. 5 cc, allorche'
comporti una diminuzione permanente della integrita' fisica: come dire che
mi posso tagliare le unghie ed i capelli, mi posso (forse, visto il limite
costituito dalla contrarieta' al buon costume) prostituire, ma non mi posso
vendere, ad es., un occhio].
non solo il proprietario puo' disporre (alienandola) della cosa oggetto di
proprieta', ma anche il creditore puo' cedere il credito (artt. 1260 e ss.
cc). non vedo dunque alcun limite alla possibile alienabilita' del diritto
all'uso del dominio, solo perche' esso non e' *di proprieta'*
dell'assegnatario.

> La mia proposta mira ad annullare questa facoltÓ (simile nel principio a
> quella di negare il sub-affitto degli immobili in locazione).

attenzione. un conto e' il subcontratto, un altro conto e' la cessione del
contratto.

francamente non mi sono mai posto il problema della possibilita' di
sub-locare (i giuristi in lista mi perdonino per questo orrore giuridico
;-))) un dominio, visto che - almeno io ho questa impressione - tale
sub-locazione forse non servirebbe a nulla, potendo bastare la cessione non
del dominio ma di una o piu' pagine web da pubblicare sul sito. in questo
caso, pero', non si configura una sub-locazione del dominio, ma
semplicemente un rapporto (non importa se gratuito o a titolo oneroso) di
prestazione di un servizio. mi sembra, per intenderci, che si rientri nel
tipo di servizi offerto, ad es., da geocities...

ad ogni buon conto, la caratteristica del sub-contratto Ŕ la derivazione del
diritto del sub-acquirente direttamente dal sub-alienante e non
dall'alienante, il quale (di solito) non ha alcun rapporto (e soprattutto
*non ha alcuna azione*) nei confronti del sub-acquirente. faccio un esempio:
il locatore cede il godimento di una cosa al conduttore, il quale a sua
volta la cede ad un sub-conduttore. il locatore se vuole recuperare la cosa
agisce non nei confronti di chi la detiene materialmente (il subconduttore)
ma nei confronti del suo diretto interlocutore (cioe' il conduttore). se, ad
es., il giudice risolve il contratto principale, salta anche il subcontratto
(dicevano gli antichi: resoluto iure dantis resolvitur ac ius accipientis).
in sintesi: l'alienante ed il sub-acquirente non si conoscono (almeno
giuridicamente) e non hanno tra loro alcun rapporto.
la *legge* non disciplina in generale il subcontratto (e talvolta lo
consente e tal altra lo vieta).
certo e' che il subcontratto non pu˛ mai sostituire il sub-acquirente nella
posizione del sub-alienante, altrimenti si avrebbe una vera e propria
cessione del contratto (disciplinata dagli artt. 1406 e ss. cc). ora, mi
sembra che sia proprio questo cio' che si configura con la cessione del nome
a dominio: la traslazione della posizione dell'assegnatario da una soggetto
(alienante) ad un altro (acquirente), che per essere efficace deve essere
"annotata" nel registro della RA. dunque il rapporto tra RA (alienante),
cedente e cessionario non da vita ad un subcontratto, ma ad una cessione di
contratto.
e vietare in via generale ed astratta la cessione del contratto a me non
sembra possibile.

cordiali saluti
gianluca navarrini

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Avv. Gianluca Navarrini
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