R: LAR

Mario Pisapia mario.pisapia a TIN.IT
Gio 24 Ott 2002 23:05:38 CEST


> > Sei proprio sicuro che il fax valga come prova documentale? Io ti
> > dico di no e lo stesso dicono i giudici non corrotti di questo Paese
> > cosi' come del resto dice lo stesso articolo da te citato. Che mi
> > dici invece delle clausole vessatorie. Sorvoliamo che e' meglio.
> > La LAR non ha alcun valore legale e'  solo un pezzo di carta inutile.
>


Ho letto le sentenze riportate, ma non mi sembra che siano di aiuto nel
sostenere la piena efficacia di prova documentale del fax. Eppure ne sarei
felice: se fosse così avrei risolto una questione a cui sto lavorando.


> "Fra le riproduzioni meccaniche indicate, con elencazione meramente
> esemplificativa, dall'art. 2712 c. c., le quali formano piena prova dei
> fatti o delle cose rappresentati, se colui contro il quale sono prodotte
non
> ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesimi, rientra anche
la
> riproduzione di un atto mediante il servizio <telefax>, che costituisce un
> sistema di posta elettronica volto ad accelerare il trasferimento della
> corrispondenza mediante la riproduzione a distanza (con l'utilizzazione di
> reti telefoniche e terminali fac-simile) del contenuto di documenti"
> (Cass. civ., Sez.lav., 13/02/1989, n.886)

> "L'impugnativa del licenziamento nel termine di 60 giorni previsto
dall'art.
> 6 legge n. 604 del 1966, non può essere effettuata tramite telefax il
quale,
> a differenza del telegramma o del telex, può offrire una prova solo al
> destinatario del messaggio mentre il mittente non può dimostrare
l'avvenuta
> trasmissione"
> (Pret. Lucca, 27/05/1994) - pur sembrando contraria all'efficacia
probatoria
> del fax, in realta' non lo è affatto, visto che il fax costituisce - come
> ogni porva documentale - prova contro chi lo invia e non a favore.


In entrambe le sentenze citate è abbastanza chiaro che il valore del fax
come prova è subordinato al riconoscimento del soggetto contro cui esso è
prodotto. Dunque, il suo valore non è assoluto. Nella seconda, poi, se ne
limita ulteriormente il valore probatorio, affermando che solo il
destinatario può servirsene contro il mittente (...sempre ammesso che questi
ne riconosca la conformità!)


> La "convention ecrite" richiesta dall'art. 2 della convenzione di New York
> del 1958 per la validità della clausola compromissoria può essere
contenuta
> in uno scambio di fax.
> (Trib. Genova, 17/12/1999)
>
> E' omologabile l'atto costitutivo di una s.r.l. il cui statuto preveda, in
> alternativa al termine previsto dall'art. 2484 c.c. di 8 giorni a mezzo
> raccomandata per la convocazione dell'assemblea, un termine di
convocazione
> di 5 giorni a mezzo telegramma, telex o telefax per quei soci che ne
abbiano
> indicato i relativi numeri nel libro soci.
> (Trib. Roma, 03/12/1998)
>
> Le adesioni dei creditori al concordato preventivo pervenute tramite
telefax
> entro venti giorni dalla chiusura del verbale sono pienamente valide ed
> efficaci; pertanto tale termine perentorio non subisce limiti di orario
> alcuno, in quanto l'ufficio del commissario giudiziale, dotato di fax, non
> sottostà ad alcun vincolo se non quello delle ore ventiquattro dell'ultimo
> giorno utile.
> (Trib. Piacenza, 20/01/1995)


Le tre sentenze citate fanno tutte riferimento al fax, quale strumento
idoneo a porre in essere atti giuridici, ma non ne parlano come strumento
probatorio. In altre parole, è possibile che due soggetti concludano un
contratto scambiandosi proposta e accettazione tramite fax, ma nessuno dei
due potrà mai dimostrare l'esistenza di proposta o accettazione dimostrando
l'avvenuta trasmissione di un fax. Infatti, secondo le sentenze della
Cassazione e della Pretura di Lucca sopra riportate, solo il destinatario
può servirsi del fax ricevuto contro il mittente e sempre che questi ne
riconosca la conformità.


> "Integrano il requisito della forma scritta richiesta dalla contrattazione
> collettiva, le dimissioni del lavoratore trasmesse via telefax, tendendo
la
> disciplina collettiva a realizzare, attraverso la forma scritta, un mezzo
> che obblighi la parte recedente a comprendere e valutare la portata della
> propria manifestazione della volontà in ragione degli effetti risolutivi
che
> comporta. La norma contrattuale in tema di forma delle dimissioni, non
> richiede la presenza di un "documento", ma di una comunicazione per
iscritto
> in contrapposizione alla comunicazione semplicemente verbale. Requisito
per
> la validità delle dimissioni comunicate via telefax è la paternità della
> lettera trasmessa nel senso che l'autore deve essere effettivamente il
> lavoratore dimissionario. Le dimissioni trasmesse via "fax" non possono
più
> essere revocate dopo l'accettazione da parte del datore di lavoro, e il
> rapporto di lavoro deve intendersi definitivamente risolto".
> (Pret. Milano, 09/12/1993)
>


In questa sentenza sembra si voglia addirittura sostenere che il fax non ha
valore documentale. Requisito per la validità delle dimissioni, infatti, non
è il fax in se, ma il fatto che esso provenga da un determinato soggetto.
Se, per esempio, il dimissionario avesse un ripensamento e non fosse
possibile dimostrare la provenienza del fax, questo non avrebbe nessun
valore.


> "E' da escludere la sussistenza della forma scritta, ove essa sia
richiesta
> dalla legge per la conclusione di un contratto, qualora la dichiarazione
di
> accettazione sia stata trasmessa a mezzo di telefax. L'efficacia del
telefax
> resta circoscritta al *piano della prova*, potendo offrire idonea
> dimostrazione del fatto che la scrittura privata da esso riprodotta è
stata
> formata".
> (Trib. Padova, 07/04/1993)


Quest'ultima sentenza sembra confermare le precedenti. "L'efficacia del
telefax resta circoscritta al *piano della prova*", però non oltre i limiti
che abbiamo visto direi.


> in dottrina - tra i processualisti - sostiene con buoni argomenti
> l'applicabilita' dell'art. 2719 cc G.F. Ricci, Le prove atipiche, Milano,
> Giuffre', 1999, pp. 389 e ss., seguito da A. Proto Pisani, Lezioni di
> diritto processuale civile, Jovene, Napoli, 1996, p. 473, e da C.
Mandrioli,
> Corso di diritto processuale civile, II, Torino, Giappichelli, 1991, p.
183.
> i civilisti arrivano a riconoscere al fax "valore di scrittura privata, a
> fini non solo probatori, ma anche a fini sostanziali: il contratto che
> richiede forma scritta si conclude validamente con proposta e accettazione
> scambiate per telefax" (cosi' V. Roppo, Il contratto, in Trattato di
diritto
> privato a cura di G. Iudica e P. Zatti, Milano, Giuffre', 2001, p. 235 e
s.)

Le parole degli insigni giuristi non sembrano in contrasto con
l'orientamento della giurisprudenza. Almeno le poche parole riportate non
sono sufficienti a capire quale sia la portata del valore probatotorio
riconosciuto al fax.
In ogni caso, le sentenze citate provengono tutte da Tribunali e Preture,
mentre in molti casi la Cassazione ha negato esplicitamente il valore
probatorio del telefax.

Forse, mi viene da pensare, la LAR inviata a mezzo fax è inutile!

Saluti
Mario Pisapia



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