LAR-NA / richiesta di delucidazioni

P-Gianluca Navarrini (Studio de Propris) g.navarrini a GALACTICA.IT
Dom 27 Ott 2002 16:14:05 CET


----- Original Message -----
From: <ambrosini a andreamonti.net>
To: <iTA-PE a NA.nic.it>
Sent: Sunday, October 27, 2002 1:03 PM
Subject: Re: LAR-NA / richiesta di delucidazioni


> A questo punto chiedo a Gianluca di spiegare meglio il suo punto di vista
e, ancora, di
> esplicitare (a scanso di possibili fraintendimenti) se - secondo il suo
pensiero -
> l'abolizione della LAR possa in qualche modo esautorare la NA.
>
> Per quanto riguarda la mia personale opinione, l'abolizione della LAR non
esautora la
> NA (visto che l'assegnatario - nel mio modello - approva comunque le
regole di
> naming).

carissimi alessia ed eusebio,

voi forse non ci crederete ma io in queste ultime ore mi sono scompisciato
(toto' docet) dalle risate nel vedere (rectius: nel leggere) i vostri post,
evidentemente generati da un "qui pro quo". non ero fin qui intervenuto -
non me ne vogliate - non per ridere alle vostre spalle, ma (molto piu'
innocentemente) perche' non avrei mai pensato che una mia considerazione
"incidenter tantum" potesse essere oggetto di animata discussione.

dopo aver avuto *l'onore* (e dico davvero) di essere citato da alessia
ambrosini (sul libro della quale ho appreso l'abc dei nomi a dominio e che,
pertanto, considero - pur senza conoscerla di persona - spiritualmente la
mia Maestra), adesso mi incombe *l'onere* di fornire chiarimenti su quel che
ho scritto.
confesso che - con i "riflettori" addosso - mi tremano i polsi sulla
tastiera ;-). un conto e' scrivere senza sentire il peso di alcuna
responsabilita', altro conto e' assumersi la responsabilita' di aver
intercettato ed interpretato un movimento di pensiero ;-) (la mente corre ad
eusebio giandomenico, al quale va la tutta mia solidarieta' per essere stato
vittima del "qui pro quo" :-)).

a mia discolpa vorrei, preliminarmente, sottolineare che le parole riportate
nella richiamata nota 4 sono state da me scritte il 23.10.02, prima di
conoscere nel dettaglio la proposta di alessia ambrosini. la quale ha
ragione nel sostenere che *nel suo modello* l'eliminazione della LAR non
incide sugli attuali assetti. per non brevissime considerazioni sul modello
di riforma in discorso, mi permetto di rinviare al messaggio che ho postato
ieri (sabato) e con il quale ho espresso il mio voto.

entrando "in medias res", debbo subito rilevare che la mia osservazione sub
e) - sempre in nota 4 - è l'appendice ultima di un piu' ampio discorso volto
a confutare la tesi della semplice eliminazione della LAR, *senza modificare
altro*.
il chiarimento che mi sento in dovere di rendere e', pertanto, il seguente:
a) le regole di naming - mi pare ormai un dato acquisito pacificamente -
hanno natura privata e negoziale, al pari di condizioni generali di
contratto;
b) organo deputato a scriverle e' la NA (meglio: il CE della NA);
c) tali regole non determinano soltanto i protocolli tecnici per la
registrazione di un nome a dominio, ma attribuiscono al "conservatore del
registro" (la RA) alcuni poteri ispettivi e sanzionatori (non importa se mai
utilizzati in concreto) e pongono la disciplina per la risoluzione
alternativa delle controversie (PdR ed arbitrato), senza escludere la
possibilita' di ricorrere alla giurisdizione statale (nel qual caso, si
attribuisce alla RA - su richiesta dell'interessato - il potere di annotare
"a margine" della registrazione del dominio, che il valore è contestato);
d) tali regole non sono munite dell'imperativita' caratteristica della
legge; non si applicano, in altre parole, a tutti, ma *solo a chi le abbia
accettate*;
e) la LAR, fino ad oggi, e' l'unico atto in cui l'assegnatario del nome a
dominio dichiara di accettare le regole di naming (e, per quel che puo'
valere, la netiquette);
f) eliminare la LAR, senza sostituirla con un'altra forma di accettazione
delle regole di naming, significa eliminare le regole di naming (e
determinare il caos normativo in materia di assegnazione dei domini sotto il
TLD .it, almeno finche' non intervenga il parlamento con una legge);
g) mandare in pensione le regole di naming significa pensionare anche la NA,
a meno che non si voglia sostenere che la NA ha una qualche funzione (che a
me in questo momento sfugge) ulteriore rispetto alla stesura delle regole
medesime.

[cerchero' di essere piu' chiaro con un esempio:
chi ha un contratto di lavoro subordinato, probabilmente si ritrova con in
mano un semplice foglio di carta (una lettera, o una dichiarazione di poche
righe), che richiama il CCNL della categoria cui appartiene (commercio,
industria, turismo, ecc.). per effetto di questo rinvio, il rapporto di
lavoro individuale (quello tra singolo datore di lavoro e singolo
lavoratore) viene disciplinato da regole pattuite da soggetti diversi (i
rappresentanti dei datori e quelli dei lavoratori).
cosa succede se il contratto individuale non contiene il rinvio al CCNL?
oppure se il lavoratore sgobba senza avere contratto? assolutamente nulla,
si applica ugualmente il contratto collettivo (spesso con dolorose
conseguenze, in caso di vertenza, per il datore di lavoro).
a si? direte voi. e allora - stabilita una proporzione secondo la quale la
LAR sta al contratto di lavoro individuale, come le regole di naming stanno
al CCNL - perché navarrini insiste con la LAR. eliminiamola, tanto non
cambiera' nulla.
qui (come diceva mia madre) casca l'asino! il CCNL si applica comunque, in
quanto lo dispone la legge. quella stessa legge che, al contrario, non sa
neppure cosa siano le regole di naming (passigli docet)]

conseguenza principale della inopponibilita' all'assegnatario delle regole
di naming e' la riduzione della RA a "scribacchino di corte", visto che
tutti i suoi poteri derivano dalle regole di naming.
conseguenza secondaria - meno grave - e' la possibilita' di chiedere la
registrazione di nomi a domino anche fuori dei casi previsti dall'art. 4.
"Le associazioni che non siano dotate di partita IVA o codice fiscale (o
equivalente) e le persone fisiche non dotate di partita IVA (o equivalente)
possono registrare un solo nome a dominio".
(rilevo, sempre e solo incidentalemte, che il primo inciso dell'art. 4 forse
si pone in contrato con l'art. 2597 cc ed andrebbe riformato o giustificato
diversamente; la parte da me richiamata, al contrario, e' perfettamente
lecita, visto che incide su soggetti che sono gia' assegnatari di un dominio
ed hanno dunque accettato le regole di naming e le limitazioni non
vessatorie che esse comportano).


fatevi sotto per ulteriori delucidazioni.

buona domenica a tutti

gianluca navarrini



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