Una sentenza interessante

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mar 29 Ott 2002 03:19:20 CET


Rispondo ad A.Monti

> Salve a tutti,
> ecco una sentenza (sentenza, non ordinanza) che mi pare interessante. In
> alcuni punti ci sono delle considerazioni che non condivido ma
> sostanzialmente mi pare un provvedimento serio. Specie nella parte in cui
> parla della responsabilita' di MNT e RA. Un caro saluto Andrea Monti
> http://www.comellini.it/domini_file/sent2002-02-26.htm

Non che sia avvezzo a leggere regolarmente sentenze ma rispetto a quelle
sensibilmente piu' sbrigative che mi e' capitato di leggere in altri momenti mi
sembra che questa sia una di quelle che va davvero in profondita'.
Rispetto a cio' che ci riguarda direttamente (aldila' di una contraddizione in
merito al fatto che si indicano indipendenti NA e RA e poi si cita che
ambedue fanno capo al CNR) mi sembra che, aldila' dell'esito finale, renda
evidenti ove e' necessario intervenire sulle regole correnti.

1)
La LAR deve diventare un contratto vero e proprio e diretto con il registrante
per poter dare alla RA strumenti necessari per poter intervenire in qualunque
momento sulla assegnazione anche solo in via cautelativa. (sembra fuori
tema ma non lo e')

2)
La questione di un "filtro" alle registrazioni non e' una novita'  e ai tempi  la
RA "filtrava" le richieste di registrazione (tra l'altro la dichiarazione di filtro
preventivo del .it e' agli atti del survey dei ccTLD in allegato al famigerato
report WIPO). In quel momento storico, sulla spinta di un certo "stupore"
aiutato dal cattivo esempio citato  ("lancia.it" e gli amici della FIAT)  la NA
stabili' che non doveva essere applicato nessun tipo di filtro perche' la LAR
gia' sollevava la RA dall'incombenza. Il caso in sentenza si riferisce pero' ad
un caso in cui entra in gioco la "rinomanza" o "celebrita'" per cui alla RA e'
stata riconosciuta "colpa grave". In questo caso la sola LAR non e'
sufficiente a dare opportuna copertura alla RA (come potrebbe secondo me
invece essere sufficiente nel caso di nomi non celebri) ed e' necessario
affrontare il problema diversamente. (WIPO citava un ventaglio di soluzioni
possibili ma la NA era gia' contraria a fare discorsi specifici sui "Famous
names" sin da quando e' stata chiamata a contribuire al report WIPO quando
era ancora un draft)
L'esigenza di "filtro" non e' solo correlata ai marchi ma anche altre
problematiche in cui viene richiesta la registrazione di un nome a dominio  in
contrasto, oltre che a leggi dello stato, anche con la comune sensibilita'
della platea a cui tali nomi vengono esposti (blasfemia, apologia di reato,
istigazione a delinquere, pedopornografia etc.)
Non dico certo che la soluzione sia facile e/o a basso costo ma qualcosa
bisogna pur mettere in pista.

3) Nel percorso delle rispettive responsabilita' da attribuire ai soggetti in
gioco al momento della registrazione di un nome a dominio la struttura
'mediata' corrente, che prevede la figura del maintainer, e' di particolare
impiccio perche' abbassa il livello e la certezza del controllo e la possibilita'
di reinforzare sanzioni (prima ancora di essere chiamati in causa da terzi) in
maniera efficace e tempestiva .
Il maintainer puo' tranquillamente esistere come figura intermedia ma deve
diventare piu' un ruolo "commerciale"  che di intermediario "fiduciario"  come
invece sembra si voglia ulteriormente caratterizzare se si leggono le ultime
discussioni sulla eliminazione della LAR.

In ogni caso la sentenza, aldila' di alcuni punti su cui si puo'  ovviamente
discutere, e' assolutamente d'interesse per capire come venga al momento
inquadrata e percepita in ambito italiano la realta' della registrazione dei
nomi.  Se questa sentenza, insieme agli altri segnali al contorno (gia' ricevuti
anche in passato) riuscisse a provocare anche e solo un piccolo ma
significativo rigurgito di onesta' intellettuale (togliendo di mezzo quella lieve
aura da "piccolo interessie di bottega" che talvolta impregna le discussioni in
lista)  sarebbe gia' un bel passo avanti.
Che ci riesca davvero, beh... francamente non saprei....

Cordiali saluti.
Giorgio Griffini



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