sulla LAR e sulla legge

Alessandro Nosenzo nosenzo a IDEA.IT
Mar 29 Ott 2002 10:18:38 CET


Interessanti le discussioni sulla validita' della LAR ed il contenuto
della sentenza napoletana.
Vi stupirebbe scentire i commenti che un uomo vissuto 100 anni fa
farebbe alle nostre attuali procedure. Pensate al fatto che egli
offeso vorrebbe sfidare a duello il rivale ed invece qui dovrebbe
fargli una querela. Pensate poi che fra 100 anni non gli farebbe
neppure piu' la querela (ammesso che ci sia ancora qualche pazzo
nell'Italia del nord che risolve le proprie questioni con una
querela).
Mai a nessuno e' venuto in mente che cio' che e' stato capace di fare
Internet e' molto piu' rilevante di qualsiasi stupidaggine scritta da
un legislatore o da un giudice in questo paese arretrato. Mai pensato
che forse invece di incastrare Internet nel pazzo impianto legale di
questo paese bisognerebbe invece aiutarlo e copiare dalla pregevole
anarchia che ha portato al suo grande successo.
Bisogna ribellarsi all'ignoranza imperante che crede che il nostro
sistema legale anche minimamente possa funzionare. Se qualcuno crede
che la giustizia sia uguale per tutti allora stia con gli avvocati ed
i giudici altrimenti cominciamo a protestare e magari a gridare viva
ai giudici toscani che, come sempre meno allienati e meno legati a
mondi bigotti ed ignoranti, hanno cercato di far capire che non e'
Internet troppo avanti ma e' il nostro sistema legale troppo
indietro.
Mi associo alla protesta di G.B. Frontera sulle responsabilita'
civili del provider ed aggiungo che in questo paese sorprende che chi
distribuisce pesanti responsabilita' civili in capo a tutti i
soggetti con il criterio paghi chi ha i soldi e non chi ha sbagliato,
non abbia mai accettato alcuna responsabilita' civile. Infatti se
molti dei provider in Italia sopportano gli elevati costi di una
assicurazione per la responsabilita' civile patrimoniale del
provider, stranamente nessun giudice ha mai ritenuto di comprare una
simile polizza e sono pochissimi gli avvocati che si assicurano la
propria responsabilita' civile contrattuale. Non mi sorprendera'
vedere prima o poi un Giudice che di fronte al rifiuto del provider a
registrare un certo nome a dominio condanni lo stesso al pagamento di
danni. E tutto questo a solo vantaggio delle societa' nord americane
che oltre ad essere aiutate dal proprio governo non hanno giudici
cosi' stravaganti da rendere in pratica l'attivita' del provider
italiano semplicemente impossibile sepolto fra vincoli legali e
burocratici e senza il minimo aiuto.
Saluti.

Alessandro Nosenzo



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