proposta ABAG: controproposta contorta

Tullio Andreatta tullio a LOGICOM.IT
Mar 29 Ott 2002 10:52:21 CET


Io:
>>   La lettera e il certificato consentono a RA di RIBADIRE I DIRITTI E I
>>   DOVERI DELL'ASSEGNATARIO DEL NOME A DOMINIO.

Eusebio Giandomenico <e.giandomenico a gorgia.it>:
>Il risultato mi sembra sintetizzabile in pochi punti:
>- l'assegnatario non assume impegni diretti con la RA e la cosa rende
>  impraticabili le gia' deboli sanzioni previste per la violazione
>  della netiquette

>- il MNT assume oneri e responsabilita' che di fatto non gli competono

Se non gli competono, perche' adesso se li assume? Ti ricordo che la
nostra proposta prevede per il mnt che tutto possa continuare come prima.
Se il mnt pensa che gli oneri di identificare il suo cliente siano
eccessivi - e ti garantisco che e' un onere che chi vuole farsi pagare
si assume comunque - puo' usare la vecchia maniera ...

>- la RA e' meno tutelata

Sono stati sempre espressi dubbi sulla tutela garantita dalla LAR.
Non credo che le clausole controfirmate di un contratto valgano
meno della firma su un fax. In ogni caso, penso che la RA abbia
sempre il diritto di ricevere una copia del contratto tra
assegnatario e maintainer, visto che ora fa parte dei documenti
richiesti per la registrazione ...

>e spende di piu' sia per l'invio del

Stiamo parlando di un euro - che tranquillamente potrebbe essere a
carico del cliente, visto che il costo di registrazione di un dominio
non incide praticamente nulla rispetto al costo dei servizi che vi
si affiancano.
Pensa solo che c'e' ancora chi registra domini a dicembre pagando la
quota annuale per una manciata di giorni ...
E comunque, se io fossi al posto della RA, lo considererei un costo
opportunita' trascurabile. E mettiamo che alla fine della lettera ci
sia uno spazio pubblicitario: quante aziende pagherebbero piu' di un
euro a lettera per avere un banner li'?

>certificato che per la gestione del processo di spedizione e verifica
>di un certificato i cui dati sono da sempre gratuitamente disponibili
>tramite il database del NIC e la cui comunicazione puo' avvenire
>tranquillamente per posta elettronica.

Certo. Pero' adesso i clienti non hanno in mano nulla; credi che siano
cosi' tanti quelli che vanno a vedere i dati nel database del NIC? che
controllano se l'admin-c del dominio e' ancora un loro dipendente? che
verificano che il provider non si sia intestato il dominio a se'?

>Provo con una controproposta (contorta ma formalmente dovrebbe funzionare):
>In caso di procedura paper-less, il MNT invia alla RA - all'interno
>del modulo elettronico firmato digitalmente - la chiave pubblica
>relativa alla firma elettronica dell'assegnatario, chiave generata
>inserendo nel commento la limitazione d'uso alle comunicazioni con il
>nic italiano e con la quale l'assegnatario firma la LAR che viene
>inviata contestualmente al modulo del MNT (la chiave potra' poi
>essere utilizzata per le successive variazioni, in caso di cambio MNT
>la chiave pubblica andra' rispedita alla RA dal nuovo MNT che la
>riconvalida con la propria firma).

Se la firma serve solo per le comunicazioni con la RA, scommetto 20
contro 1 che la maggioranza degli assegnatari la lascera' in mano al
proprio provider (lo fanno adesso con la chiave lasciata in mano al
commercialista, che ha persino un valore legale maggiore ...)

>                                     La procedura termina con l'invio
>del certificato di assegnazione (o variazione dello stesso), criptato
>(non solo firmato) utilizzando la chiave pubblica dell'assegnatario,
>all'indirizzo di posta elettronica dello stesso (come risulta dal
>modulo di registrazione)

Quindi arriva al provider. Tieni presente che di solito chi registra il
primo dominio mette come indirizzo di risposta un indirizzo del dominio
nuovo, che ovviamente non e' solitamente tutto configurato ...

>                            con un'adeguata informativa (stavolta in
>chiaro) sulla procedura eseguita, questo ultimo passaggio risolverebe
>il punto segnalato da Navarrini:
>At 19:16 +0200 26-10-2002, g.navarrini a GALACTICA.IT wrote:
>>c) la prova della conoscibilita' - ai fini dell'efficacia - grava sul
>>predisponente, nel nostro caso la RA, e non mi sembra particolarmente
>>facile in assenza di un qualche documento (foss'anche un fax!) dal
>>quale emerga che l'assegnatario era almeno stato messo sull'avviso
>>(ed era dunque in grado di informarsi, usando l'ordinaria diligenza);
>
>In un caso simile penso sia sufficiente un modulo integrativo del
>contratto RA-MNT con il quale i MNT che intendono adottare la
>procedura paper-less accettino i vincoli della nuova procedura.

Resta il problema che l'assegnatario puo' facilmente sostenere di non
avere mai avuto in mano la firma digitale - "ce l'aveva il provider,
io non so usare la posta elettronica firmata", di non aver mai letto
il messaggio e-mail di RA ne' tantomeno aver saputo di aver firmato
il modulo - "firmato cosa? ma se quando ho registrato il dominio non
avevo ancora il PC!" ...


--
Tullio Andreatta Logicom S.r.l. (Gruppo Finmatica) http://www.logicom.it/
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