LAR: proposta Ariosto/Bruschi/Andreatta/Giunchi

Antonio Ruggiero a.ruggiero a NETFLY.IT
Mar 29 Ott 2002 16:58:05 CET


At 14.27 29/10/2002, Ettore Panella wrote:
>Sono daccordo con Giorgio, a chi registra un dominio va dato qualcosa, un
>attestato, sono in tanti che lo chiedono visto che ancora in pochi sanno
>fare i conti con l'immaterialita' della merce acquistata


        Si, magari stampato su pergamena con qualche ghirigoro
intorno, da incorniciare ed appendere dietro la poltrona del
direttore megagalattico dell'azienda.

        Visto che alle domande di Giorgio Giunchi, pensando fosse
una mail speditami in privato, ho risposto in privato, metto a parte
la lista della risposta inviata a Giunchi. Perdonatemi, se il tono
della mail e' a tratti un po' troppo personale.

Antonio Ruggiero wrote:
>>> ............................ tra il rischiare un aumento del costo del
>>> dominio (potrebbe aumentare anche del 50% se si considera il costo di
>>> una raccomandata)

Giorgio Giunchi wrote:
>D' accordo: una lettera di posta ordinaria, diciamo prioritara, COSTA un
>Euro [francobollo, busta, carta, quota di spese generali, spedizione in
>gruppo 3 o come si chiamano quelle cose li' ...]
>Ma quanto VALE?

        Dal punto di vista dell'assegnatario vale certamente meno di
un altro pezzo di carta con la propria firma sopra. Io quando faccio
firmare una LAR ne consegno sempre una copia al cliente con spillata
una copia della netiquette e non manco di sensibilizzarlo sulle
responsabilita' che si assume. Non gli dico mai che deve firmare la
richiesta del nome a dominio, ma sempre che deve firmare l'assunzione
di responsabilita' per l'uso di quel dominio.


Giorgio Giunchi wrote:
>Onestamente non lo so, pensiamoci un poco insieme.
>Siamo il cctld.it, io non so nemmeno quanti italiani prendano i gTLD
>[qualcuno me lo puo' dire, anche approssimativamente?]; siamo a 730.000.

        Da piccolo ISP ti posso dire che abbiamo un rapporto di 100 .it
contro 10 di altri gTLD, e i miei colleghi dal Consorzio ASSO e di
Assoprovider sono vicini a questo rapporto.

Giorgio Giunchi wrote:
>Ci manca pur sempre qualcosa ai 3 milioni e mezzo di .UK, ai 5 milioni
>di .DE.

        Non si puo' dare la colpa alla LAR di decenni di ritardo
nell'uso delle nuove tecnologie. In Italia si e' preferito lobotomizzare
la gente con tanta TV demenziale invece di insegnarle a comunicare.
Qui si sta facendo una questione di lana caprina, LAR si, LAR no,
ma i problemi stanno altrove.


Giorgio Giunchi wrote:
>Va be' il marketing e le strategie a breve, ma basta, e cosa serve? Io
>ad esempio sospetto che il radicamento della storia e della cultura di
>Internet, della storia e della cultura, soprattutto presso i giovani e
>la scuola [e in generale presso la P.A.] sia anche un volano economico,
>penso che forse potrebbe valere la pena pensare pure di investirci.
>Forse anche qui, perche' non lo so. Cosi' come ho l' impressione che
>tutto questo sbattimento per mantenere buone regole sul cctld.it, in
>qualche modo, magari sul medio, e' una cosa che VALE

        Siamo d'accordo. Il cctld.it e' qualcosa di prezioso che deve
essere salvaguardato. Io sono reduce da un secondo viaggio negli USA
e ti posso garantire che della parola "Italian" ne fanno uso ed abuso,
anche quando in un prodotto di italiano non c'e' assolutamente niente.
Altro che marchio, l'Italia dovrebbe difendere piu' di quanto fanno
CocaCola, Microsoft et similia il proprio marchio. Dovrebbe fare causa
a tutti coloro che lo usano inopportunamente e comunque permetterne
l'uso solo dopo autorizzazione.
        Io faccio anche formazione nelle scuole pubbliche da esperto
esterno, e ti posso garantire che l'idea che la generazione dei 16-18enni
ha di Internet e' qualcosa di aberrante. Non vanno oltre la chat, il
sito porno e le suonerie per i cellulari. Un mio amico che fa il
ricercatore all'Universita' di Salerno e che si occupa di sicurezza
informatica mi descrisse gli utenti Internet italiani come: "un gregge
di pecore indifese in balia di branco di lupi affamati" e secondo me
l'affermazione non e' lontana dalla realta'.


Giorgio Giunchi wrote:
>E se anche questo pezzo di carta di cui si parla, un pezzo di
>identificazione,  coinvolgimento, ri-conoscimento, responsabilita',
>fosse un valore aggiunto; una cosa che che *gira* - e qualifica?

        Ti ho gia' risposto sopra, non credo che se ne facciano
granche' di un pezzo di carta che gli sancisca il diritto ad una
cosa che magari utlizzano gia' e che hanno gia' pagato. Sarebbe un
po' come la lettera della banca che ti comunica che 20 giorni prima
hai ricevuto un bonifico sul tuo C/C che sapevi gia' di aver ricevuto
perche' hai attivo il remote banking. Alla banca pero' gli conviene
mandarti la lettera, perche' ti fa pagare 1,5 euro per spedirtela.
Ho tentato di impedire alla mia banca l'invio di queste lettere
ma non c'e' stato verso.

Giorgio Giunchi wrote:
>Se RENDESSE, Antonio, oltre a COSTARE?

        Beh, io le mie tesi le ho esposte e credo di essere stato
abbastanza chiaro. Fammi capire quali possono essere i vantaggi
di una lettera da parte della RA ad ogni assegnatario.

        Ciao, Antonio Ruggiero.



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