Re: tecnici -avvocati

l.albertini avv.albertini a LIBERO.IT
Lun 2 Set 2002 20:36:45 CEST


il tema è decisamente interessante e ringrazio ettore pannella per lo
spunto.
nessuno dubita, penso, che nella storia della rete (né poteva essere
diversamente) i giuristi siano arrivati “dopo” i tecnici, che
ringraziamo di cuore.
Tuttavia, come per tutti i fenomeni che subiscono una rilevante
diffusione, così anche di internet lo Stato non può disinteressarsene
e, prima o poi, dovrà regolarlo in modo specifico e/o non frammentario.
Non potendo mancare dunque il profilo giuridico, non possono mancare
gli avvocati. Questo in generale.
Nel caso specifico, poi, cioè nel caso di un ente “privato” deputato
alla creazione di regole (naming autorithy) -e quindi anche senza
mettersi nell’ottica dell’ordinamento statale-, ugualmente il ruolo del
giurista è difficilmente sostituibile, dato che si tratta appunto di
creare regole che dovranno governare conflitti di interessi (latamente
intesi): non si tratta di specifiche tecniche (ISO, UNI etc.), intendo
dire, bensì di norme destinate a comporre conflitti tra pretese, sicchè
l’importanza di una cultura giuridica in sede di redazione e/o
applicazione di tali norme (anche se –ripeto- non statali, ma private)
mi sembra difficilmente contestabile.
Stimolante poi la distinzione tra due categorie di avvocati (diciamo:
giuristi). Se ben capisco, è basata sul fatto che da una parte stanno
quelli che si sforzano di capire il mondo nuovo cui si avvicinano,
mentre dall’altra stanno quelli che pensano di applicarvi puramente e
semplicemente le categorie tradizionali e tranquillizzanti.
Quanto alla filosofia open source, no siae e no logo, è tutto molto
bello e per certi versi anche contagioso: solo che è (quasi)
inevitabile, come detto, che quando un fenomeno nuovo si diffonde a
macchia d’olio, venga ritenuto di interesse da parte dello Stato, che
lo sottoposto quindi a propria regolamentazione. E nello scontro tra
ordinamenti giuridici è (quasi) sempre lo Stato a vincere!!!
Io mi limitavo –per usare ancora le parole di ettore pannella- a
spingere per diffondere una mentalità da categoria n° 2 (moderati),
unica che può permettere un lavoro proficuo tra due categorie
professionali entrambe necessarie.
buona serata
l.a.
PS: la direttiva CE 2002/58 del 12.07.2002 (gazzetta ufficiale CE  L
201 del 31 luglio 2002) sulla privacy nel settore delle comunicazioni
elettroniche, tra le altre norme, ha pure  regolato la pubblicità non
desiderata (art. 13: non ammessa se non preliminarmente consentita)
(dovrà essrer recepita entro il 31.10.2003)


> Ho cambiato il subject che era dissonante con l'argomento
>
> > From: L.albertini
> > ** tralascio il merito e mi permetto una sola osservazione:
> > noto che tra tecnici e giuristi (volendo così  sintetizzare le
> > categorie prof. qui preesenti) non c'è grande dialogo costruttivo
> > (talora nemmeno tra tecnici,
> > purtroppo), bensì spesso una velata arroganza, talora
> > nemmeno velata,
>
> Vorrei aggiungere alla mail cumulativa inviata ieri.
>
> Il conflitto tecnici-
avvocati si basa non tanto sulle diverse professioni
> cosa di per se positiva ma su un diverso insieme di valori.
>
> I tecnici che si occupano di gestione di Internet sono generalmente qu
elli
> che negli anni 90 hanno contribuito a farla sviluppare e giustamente s
i
> sentono i pionieri. Sono cresciuti con i valori e le aspirazioni della
 rete
> che possono essere banalizzati in:
>
> OPEN SOURCE
> un po' di NO SIAE
> ed una variegata sensibilita' alle argomentazioni NO LOGO
>
> chi piu' chi meno, di destra o di sinistra (anche se oggi dire di esse
re di
> destra o di sinistra equivale a dichiararsi guelfo o ghibellino ovvero
 roba
> vecchia e dalla confusione attuale presto uscira' una nuova linea di
> confine che sostituira' la vecchia)
> ha in qualche modo respirato questi valori ed in un qualche modo condi
visi.
>
> Gli avvocati portano generalmente un sistema di valori fortemente anco
rato
> alla visione classica (del secolo scorso) del mondo con protezione
> intellettuale spinta e religione dei marchi fortemente contrapposta al
le
> argomentazioni no logo e open source. Mi sembra naturale che gli avvoc
ati
> arrivati generalmente con la seconda ondata cioe' quando il lavoro era
> praticamente tutto fatto vengano visti dagli autoctoni come verrebbero
> visti dei colonizzatori islamici in una terra cristiana o buddista.
> E' miope vedere le frizioni solo in funzione di ipv6 o di conflitto
> professionale.
>
> Io vedo queste tre macro categorie
>
> 1) Tecnici (ma categoria piu' correttamente definibile come i pionieri
 ed i
> primi sviluppatori ed utilizzatori) estremisti, cioe' internet non e'
degli
> avvocati (ne' dei politici) punto.
> 2) tecnici e avvocati moderati con varie sfumature
> cioe' cerchiamo un comune sistema che possa essere abbastanza condivis
o da
> tutti
> 3) avvocati estremisti (per semplificare ma categoria definibile piu'
> correttamente come  nuovi arrivati)
> riproponiamo il sistema classico su internet.
>
> Sara' dura. Ma anche interessante vedere cosa succedera' soprattutto
> perche' mentre si cerca di importare il sistema classico su internet n
el
> mondo reale il sistema classico viene messo in discussione.
>
> della serie dotte (ma interessanti) disquisizioni.
>
> ciao a tutti
>
>
> desiderandosi -più che sviluppare progetti-
> > esternare o fare affermare una propria idea, quale che sia.
> > è opportuno un atteggiamento intellettuale di maggiore obiettività e
> > disponibilità.
> > lorenzo albertini
>



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