tecnici -avvocati

Ettore Panella box a STARNET.IT
Lun 2 Set 2002 21:34:53 CEST


mi hai dato una n di troppo, e la cosa come gia' detto mi costringerebbe a
qualche digiuno di troppo :-)


> il tema è decisamente interessante e ringrazio ettore pannella per lo
> spunto.
> nessuno dubita, penso, che nella storia della rete (né poteva essere
> diversamente) i giuristi siano arrivati “dopo” i tecnici,
> che ringraziamo di cuore.
> Tuttavia, come per tutti i fenomeni che subiscono una rilevante
> diffusione, così anche di internet lo Stato non può disinteressarsene
> e, prima o poi, dovrà regolarlo in modo specifico e/o non frammentario.
> Non potendo mancare dunque il profilo giuridico, non possono mancare
> gli avvocati. Questo in generale.

sicuramente gli avvocati sono indispensabili specie per tradurre in un
sistema coerente l'esistente, magari con l'ambizione di proporre qualcosa
di nuovo e migliorativa rispetto all'attuale modo di concepire le cose a
cui internet con la sua stessa esistenza si contrappone in maniera evidente.


> Nel caso specifico, poi, cioè nel caso di un ente “privato”
> deputato alla creazione di regole (naming autorithy) -e quindi anche
> senza
> mettersi nell’ottica dell’ordinamento statale-, ugualmente
> il ruolo del giurista è difficilmente sostituibile,

assolutamente vero

 dato che si tratta
> appunto di creare regole che dovranno governare conflitti di interessi
> (latamente intesi): non si tratta di specifiche tecniche (ISO, UNI
> etc.), intendo dire, bensì di norme destinate a comporre conflitti tra
> pretese, sicchè l’importanza di una cultura giuridica in sede di
> redazione e/o applicazione di tali norme (anche se –ripeto- non
> statali, ma private) mi sembra difficilmente contestabile.
> Stimolante poi la distinzione tra due categorie di avvocati (diciamo:
> giuristi). Se ben capisco, è basata sul fatto che da una parte stanno
> quelli che si sforzano di capire il mondo nuovo cui si avvicinano,
> mentre dall’altra stanno quelli che pensano di applicarvi
> puramente e semplicemente le categorie tradizionali e tranquillizzanti.

Ovviamente questa e' una mia opinione ma mi sembra che se dobbiamo trovare
due macrocategorie queste si avvicinano molto alla situazione attuale.

> Quanto alla filosofia open source, no siae e no logo, è tutto molto
> bello e per certi versi anche contagioso: solo che è (quasi)
> inevitabile, come detto, che quando un fenomeno nuovo si diffonde a
> macchia d’olio, venga ritenuto di interesse da parte dello Stato,
> che lo sottoposto quindi a propria regolamentazione. E nello scontro
> tra ordinamenti giuridici è (quasi) sempre lo Stato a vincere!!!

si e' vero anche se mentre da un lato si discute il modello internet
dall'altro lato si sta discutendo il modello classico. Sara' un bello
scontro ricco di spunti e dialettica.

> Io mi limitavo –per usare ancora le parole di ettore pannella- a
> spingere per diffondere una mentalità da categoria n° 2 (moderati),
> unica che può permettere un lavoro proficuo tra due categorie
> professionali entrambe necessarie.

sicuramente, specie se ci abituiamo a pensare che il problema vero non e'
il latino o l'ipv6, e che certi scatti di simil arroganza sono motivati
piu' dalla messa in discussione di alcuni valori ritenuti cardini che da
una reale volonta' discriminatoria (della serie chi e' senza peccato scagli
la prima pietra).


ciao

> buona serata
> l.a.
> PS: la direttiva CE 2002/58 del 12.07.2002 (gazzetta ufficiale CE  L
> 201 del 31 luglio 2002) sulla privacy nel settore delle comunicazioni
> elettroniche, tra le altre norme, ha pure  regolato la pubblicità non
> desiderata (art. 13: non ammessa se non preliminarmente consentita)
> (dovrà essrer recepita entro il 31.10.2003)
>
>
>> Ho cambiato il subject che era dissonante con l'argomento
>>
>> > From: L.albertini
>> > ** tralascio il merito e mi permetto una sola osservazione:
>> > noto che tra tecnici e giuristi (volendo così  sintetizzare le
>> > categorie prof. qui preesenti) non c'è grande dialogo costruttivo
>> > (talora nemmeno tra tecnici,
>> > purtroppo), bensì spesso una velata arroganza, talora
>> > nemmeno velata,
>>
>> Vorrei aggiungere alla mail cumulativa inviata ieri.
>>
>> Il conflitto tecnici-
> avvocati si basa non tanto sulle diverse professioni
>> cosa di per se positiva ma su un diverso insieme di valori.
>>
>> I tecnici che si occupano di gestione di Internet sono generalmente qu
> elli
>> che negli anni 90 hanno contribuito a farla sviluppare e giustamente s
> i
>> sentono i pionieri. Sono cresciuti con i valori e le aspirazioni della
>  rete
>> che possono essere banalizzati in:
>>
>> OPEN SOURCE
>> un po' di NO SIAE
>> ed una variegata sensibilita' alle argomentazioni NO LOGO
>>
>> chi piu' chi meno, di destra o di sinistra (anche se oggi dire di esse
> re di
>> destra o di sinistra equivale a dichiararsi guelfo o ghibellino ovvero
>  roba
>> vecchia e dalla confusione attuale presto uscira' una nuova linea di
>> confine che sostituira' la vecchia)
>> ha in qualche modo respirato questi valori ed in un qualche modo condi
> visi.
>>
>> Gli avvocati portano generalmente un sistema di valori fortemente anco
> rato
>> alla visione classica (del secolo scorso) del mondo con protezione
>> intellettuale spinta e religione dei marchi fortemente contrapposta al
> le
>> argomentazioni no logo e open source. Mi sembra naturale che gli avvoc
> ati
>> arrivati generalmente con la seconda ondata cioe' quando il lavoro era
>> praticamente tutto fatto vengano visti dagli autoctoni come verrebbero
>> visti dei colonizzatori islamici in una terra cristiana o buddista. E'
>> miope vedere le frizioni solo in funzione di ipv6 o di conflitto
>> professionale.
>>
>> Io vedo queste tre macro categorie
>>
>> 1) Tecnici (ma categoria piu' correttamente definibile come i pionieri
>  ed i
>> primi sviluppatori ed utilizzatori) estremisti, cioe' internet non e'
> degli
>> avvocati (ne' dei politici) punto.
>> 2) tecnici e avvocati moderati con varie sfumature
>> cioe' cerchiamo un comune sistema che possa essere abbastanza condivis
> o da
>> tutti
>> 3) avvocati estremisti (per semplificare ma categoria definibile piu'
>> correttamente come  nuovi arrivati)
>> riproponiamo il sistema classico su internet.
>>
>> Sara' dura. Ma anche interessante vedere cosa succedera' soprattutto
>> perche' mentre si cerca di importare il sistema classico su internet n
> el
>> mondo reale il sistema classico viene messo in discussione.
>>
>> della serie dotte (ma interessanti) disquisizioni.
>>
>> ciao a tutti
>>
>>
>> desiderandosi -più che sviluppare progetti-
>> > esternare o fare affermare una propria idea, quale che sia.
>> > è opportuno un atteggiamento intellettuale di maggiore obiettività e
>> > disponibilità.
>> > lorenzo albertini



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