Re: tecnici -avvocati

l.albertini avv.albertini a LIBERO.IT
Mer 4 Set 2002 10:27:00 CEST


il menchettipensiero è sempre stimolante ed è pure privo di dubbi.
Di fronte a sì drastiche affermazioni, tuttavia, sono in difficoltà, in
quanto diverrebbe necessaria una risposta articolata, qui non
possibile.
sinteticamente:
- quanto all’ordinamento giuridico, trattasi di questione capitale e
tutt’altro che semplice (almeno per me), su cui hanno scritto i
migliori giuristi e filosofi del diritto, italiani e non. Diciamo che
la nozione tecnico-giuridica di “o.g.” afferisce al modo in cui nei
fatti, non nei presupposti teorici, un’organizzazione vive e spt. si
pone nei confronti di altre: quindi il giudizio va dato ex post, non ex
ante. Riferito ad internet, è un ipotesi di lavoro, non una
conclusione, che io peraltro non scarterei a priori.
- Quanto all’opportunità di una deregulation + o - totale, fiumi di
inchiostro di analisi economica del diritto ci dicono di essere cauti
prima di lasciare tutto al mercato: i suoi fallimenti sono all’ordine
del giorno, soprattutto (ma non solo) in vista di una tutela di valori
preminenti, come la tutela della persona.
- non vedo nesso significativo tra la quantità di leggi già esistenti e
la scelta se regolare o no (e se farlo con le norme vecchie o con norme
apposite) un fenomeno nuovo.
- quanto alla lezione che dovremmo apprendere dall’esperienza svizzera,
ripeto di non essere in grado di valutarla: la comparazione è
utilissima, ma non certo sulla base di una menzione manualistica, bensì
solo di un serio ed apposito studio che illustri quantomeno la
normativa straniera e i casi giudiziari che ne hanno palesato i profili
di inadeguatezza: leggerei molto volentieri un simile studio (se invece
ti limitavi alla conclusione del contratto in base al nostro art. 1326
cod. civ., conosco il tema un po’ meglio: mi sembrava tuttavia che tu
sostenessi una maggiore efficienza dell’ordinamento italiano rispetto a
quello svizzero).
- che, infine, i giuristi, dotati di dimestichezza con la materia
tecnica, possano ad essa applicare  meglio degli altri le categorie
giuridiche tradizionali, è scontato. Questo tuttavia mi pare dica ben
poco sull’opportunità per la collettività (non per i citati giuristi :-
), che il fenomeno nuovo venga regolato o meno e in che modo (è da
vedere se sia complessivamente preferibile una ristretta casta di
sacerdoti del diritto, che in pratica diventerebbero gli unici
detentori dell’approccio della normativa tradizionale alle nuove
tecnologie, ovvero una regolamentazione specifica controllabile e
verificabile in modo esteso e generalizzato).
Ripeto, non sono contrario a quanto scrivi tu, solo non riesco ad avere
granitiche certezze talebane valide urbi et orbi: stimo preferibile un
approccio caso per caso in realzione ai vari profili che coinvolgono la
rete (dato che ciascuno presenta peculiarità).
ti ringrazio per l’attestazione di stima (anche se condizionata
all’adesione al tuo pensiero :-)))  )
Fine della soap opera (da parte mia) e buon lavoro a tutti

l.a.

> > Tue, 3 Sep 2002 18:50:53 +0200
> > Reply-To:     Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-
PE a NIC.IT>
> > Sender:       Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-
PE a NIC.IT>
> > From:         "l.albertini" <avv.albertini a LIBERO.IT>
> > Subject:      Re: tecnici -avvocati
> > Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
>
> Non credo che siano cose particolarmente noiose. Comunque, giusto per
chiudere, internet
> non e' un ordinamento a parte: e' uno strumento di comunicazione che e
' stato realizzato e
> gestito da un government contractor del governo federale americano, se
gnatamente prima
> del Department of Defense, poi della National Science Foundation, ed i
nfine del Department
> of Commerce. Se si dicesse "l'ordinamento della radio e' un ordinament
o a parte" o
> "L'ordinamento dei telefoni e' un ordinamento a parte" si passerebbe p
er matti. Le
> straordinarie doti di affabulazione, technical standing ed intelligenz
a di Postel e di pochi altri,
> insieme (va riconosciuto) alla disponibilita' delle autorita' statunit
ensi a buttare palate di soldi
> in esperimenti che noi europei nemmeno ci si sognerebbe, ha fatto il r
esto. Ovviamente non
> sono pensieri miei, anche se sono pensieri in cui mi riconosco abbasta
nza. Inutile fare
> citazioni. E' chiaro che l'idea che Internet sia un ordinamento a part
e, come quello sportivo o
> ecclesiastico, puo' essere interessante da vendere per chi oggi riesce
 a regolare
> internazionalmente un sistema di comunicazioni mondiale da un singolo
stato senza dover
> sottoscrivere un trattato che sia uno, ma ho troppa stima di te per pe
nsare che tu ci caschi :)
> Per quanto riguarda le norme, senza entrare nel dettaglio, cito un mag
istrato amministrativo:
> "Va ricordato a tal proposito che in Italia sono in vigore circa 200.0
00 leggi, un numero
> spropositato se si pensa alle leggi in vigore in altri paesi europei (
meno di diecimila in
> Francia e in Germania)" (F. Brugaletta, Brevissime considerazioni su p
ubblicità delle leggi,
> reti telematiche e Internet, Interlex, 1996 http://www.interlex.it/acc
esso/brugal3.htm)
> Onestamente, se si guardano le cose da quel punto di vista certe affer
mazioni sul fatto che
> sarebbe semplicistico pensare di limitare l'introduzione di nuove norm
e allo stretto
> necessario diventano un po' speciose, non trovi?
> Per i contratti per telefono basta aprire un qualsiasi manuale di isti
tuzioni di diritto privato,
> che si fa al primo anno, o un qualsiasi commentario all'art. 1326 del
codice civile. Non mi
> sembrava cosi' difficile. Comunque, effettivamente queste sono cose un
 po' off-topic.
>
>
>
> ------------------------------------------------
> Patrizio Menchetti
> Avvocato
> E-mail patrizio.menchetti a menchlaw.com
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