tecnici -avvocati

avv.Pierani avv.pierani a CYBERLAWYERS.IT
Mer 4 Set 2002 15:07:17 CEST


Carissimi Patrizio e Lorenzo,

sono felice di ritrovarvi su questa lista e mi sembra stimolante il vostro
acceso dibattito. Ne approfitto per presentarmi quale new entry e per
cercare - come si suol dire - di dare una botta al cerchio ed una alla botte
! Ho letto ed apprezzato sia "Allocazione di domain names, antitrust ed
autorita' di regolazione: un approccio tradizionale" di Patrizio sia "Segni
distintivi, titoli di opera dell’ingegno e nomi a dominio (con cenni alle
nuove regole di naming italiane)" di Lorenzo, nel quale si ipotizza
l’applicabilità ad Internet ed al cyberspazio della celeberrima teoria della
pluralità degli ordinamenti giuridici. “Non c’è infatti dubbio che i
soggetti di Internet costituiscano un’istituzione e cioè un corpo sociale,
esteriore e visibile, manifestazione della natura sociale e non puramente
individuale dell’uomo, dotato di propria individualità distinta da quella
dei suoi componenti, ferma e permanente, nel senso che non perde la sua
identità al mutare dei membri. Dal momento, poi, che questa organizzazione
si è dotata di regole sue proprie, diviene ordinamento giuridico autonomo da
quello statale”. Ora, tale tesi è stata per me molto stimolante tanto che vi
ho dedicato buona parte del mio "Marchi e nomi a dominio: un doppio binario
per la risoluzione delle controversie" ... Quello che mi sento di poter
aggiungere al dibattito odierno - posto che entrambe le tesi sono comunque
perfettamente sostenibili - è che, a mio avviso, il diritto di Internet,
quello che negli Stati Uniti è definito cyberlaw, seppur molto spesso
trasversale rispetto alle ripartizioni accademiche del diritto positivo che
interviene a sconvolgere, attesa la intrinseca portata rivoluzionaria del
nuovo medium sui tradizionali assunti epistemologici, ha acquisito a pieno
titolo una sua dignità quale autonoma materia di studio. D'altra parte,
invece, la querelle tra chi sostiene che le nuove fattispecie legate ad
Internet ed al commercio elettronico possono essere ridotte ai principi già
esistenti nell’ordinamento giuridico e che, pertanto, non vi sarebbe alcun
bisogno di norme introdotte ex novo, e chi, invece, ritiene che la cyberlaw
debba rispondere a principi e regole giuridiche nuove alla cui costruzione
ci si dovrebbe adoperare prevalentemente in ambito transnazionale rischia di
essere vuota di significato. Entrambe le posizioni rischiano, infatti, di
essere fuorvianti qualora non si inquadrino esattamente le ragioni del
problema. A mio avviso i principi fondamentali di diritto presenti nelle
varie giurisdizioni e in parte ad esse comuni risultano sufficienti, con
qualche sporadica eccezione, a fondare le norme necessarie a regolamentare
le nuove fattispecie che si vanno a diffondere nel cyberspazio a patto che
queste ultime vengano comprese ed affrontate nella loro diversità rispetto a
quelle analoghe del mondo “reale”.

Marco Pierani

Patrizio Menchetti Scrive:

>> Date:         Wed, 4 Sep 2002 10:27:00 +0200
>> Reply-To:Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>> Sender:       Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>> From:         "l.albertini" <avv.albertini a LIBERO.IT>
>> Subject:Re: tecnici -avvocati
>> Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
>>
>>
>> il menchettipensiero è sempre stimolante ed è pure privo di dubbi. Di fronte a sì drastiche affermazioni, tuttavia, sono in difficoltà, in quanto
>> diverrebbe necessaria una risposta articolata, qui non possibile.
> Mah, onestamente su queste cose di dubbi ne ho molti, ma sulle sulle certezze altrui. Sono
> rammaricato di dover constatare come le tue osservazioni contengano molti argomenti ad
> personam e poche argomentazioni. Per gli approfondimenti, sono d'accordo che questa non
> e' la sede giusta per farli, ma ti devo garbatamente far notare che queste cose le ho gia'
> sviluppate in diverse mie pubblicazioni, e le riassumo qui per un pubblico che non e' di
> giuristi. So bene che tu leggi solo cattedratici illustri, ma ti esorterei a sforzarti di leggere
> anche cose un po' piu' modeste, anche di chi di industrialista rifiuta l'etichetta, e a far
> guadagnare qualche soldo di diritti d'autore a questo modesto pratico :)  Per segnalarti
> l'ultima (la prima e' del 1996), in "Allocazione di domain names, antitrust ed autorita' di
> regolazione: un approccio tradizionale" pubblicato nel "Trattato breve di diritto della rete", a
> cura di Andrea Sirotti Gaudenzi, 2001, troverai il menchettipensiero un po' piu' articolato,
> con tutte le note a pie' di pagina. Il seguito sara' finito tra un mesetto, cosi' almeno facciamo
> anche un po' di vaporware :) Poi ovviamente aspetto una tua pubblicazione articolata e con
> dignita' scientifica che dia gli approfondimenti che tu invochi e confuti in radice il
> menchettipensiero, dato che fino ad ora di tuo al massimo ho letto qualche nota a sentenza.
> Ovviamente, se mi fosse sfuggito qualcosa gia' scritto da te ben lieto di leggerti se me la
> segnali. Imparare e' un privilegio. Oppure, come disse la volpe dell'uva, non val la pena di
> scrivere qualcosa per confutare il povero menchetti? :)
>
>
> ------------------------------------------------
> Patrizio Menchetti
> avvocato in pausa / off-duty lawyer
> http://www.menchlaw.it
> Professional address: patrizio.menchetti a menchlaw.com



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