R: R: tecnici -avvocati

Pieremilio Sammarco psammarco a STUDIOSAMMARCO.COM
Gio 5 Set 2002 16:14:41 CEST


Con molta franchezza, e senza che il redattore si possa sentire offeso, mi
pare quest'ultimo intervento sia confuso e non centri il punto della
questione. Ciò che deve essere tenuto presente, a mio avviso, è che è
assolutamente condivisibile "un necessario ripensamento delle
ripartizioni accademiche del diritto positivo", ma che tale opera di
riclassificazione non possa non tenere conto delle elaborazioni della
dottrina, per la quale ogni termine che viene impiegato nel diritto oltre ad
essere frutto di lunghe meditazioni, reca con sé un significato ben preciso.
In quest'ottica, non avrebbe molto fondamento parlare di "diritto di
Internet"; perché, infatti, limitare la realtà ed i beni informatici solo al
mondo di Internet ? E' opportuno settorializzare e frazionare l'informatica
applicata al diritto e viceversa ?


Pieremilio Sammarco




-----Messaggio originale-----
Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di
avv.Pierani
Inviato: mercoledì 4 settembre 2002 17.17
A: ITA-PE a NIC.IT
Oggetto: Re: R: tecnici -avvocati


Io penso esattamente il contrario, a mio modo di vedere l'aspetto
tassonomico non va mai, infatti, collegato brutalmente a finalità
commerciali o di marketing - per certi versi e in alcuni casi potrebbe anche
darsi - ma, più in generale, come accennavo prima, ad una approfondita
analisi epistemologica dalla quale deriva un necessario ripensamento delle
ripartizioni accademiche del diritto positivo.

marco pierani


Pieremilio Sammarco Scrive:

> Se posso intromettermi nel dibattito in corso, io non credo che possa
> fondatamente parlarsi di "diritto di Internet". Infatti, al di là delle
> questioni strettamente tassonomiche - che hanno però per i giuristi pur
> sempre la loro rilevanza - credo che tale denominazion non possa
> rispecchiare l'intero complesso della realtà e dei beni informatici. Mi
pare
> di più una etichetta adottata per finalità commerciali o di marketing.
>
>
> Pieremilio Sammarco
>
>
>
>
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di
> avv.Pierani
> Inviato: mercoledì 4 settembre 2002 15.07
> A: ITA-PE a NIC.IT
> Oggetto: Re: tecnici -avvocati
>
>
> Carissimi Patrizio e Lorenzo,
>
> sono felice di ritrovarvi su questa lista e mi sembra stimolante il vostro
> acceso dibattito. Ne approfitto per presentarmi quale new entry e per
> cercare - come si suol dire - di dare una botta al cerchio ed una alla
botte
> ! Ho letto ed apprezzato sia "Allocazione di domain names, antitrust ed
> autorita' di regolazione: un approccio tradizionale" di Patrizio sia
"Segni
> distintivi, titoli di opera dell’ingegno e nomi a dominio (con cenni alle
> nuove regole di naming italiane)" di Lorenzo, nel quale si ipotizza
> l’applicabilità ad Internet ed al cyberspazio della celeberrima teoria
della
> pluralità degli ordinamenti giuridici. “Non c’è infatti dubbio che i
> soggetti di Internet costituiscano un’istituzione e cioè un corpo sociale,
> esteriore e visibile, manifestazione della natura sociale e non puramente
> individuale dell’uomo, dotato di propria individualità distinta da quella
> dei suoi componenti, ferma e permanente, nel senso che non perde la sua
> identità al mutare dei membri. Dal momento, poi, che questa organizzazione
> si è dotata di regole sue proprie, diviene ordinamento giuridico autonomo
da
> quello statale”. Ora, tale tesi è stata per me molto stimolante tanto che
vi
> ho dedicato buona parte del mio "Marchi e nomi a dominio: un doppio
binario
> per la risoluzione delle controversie" ... Quello che mi sento di poter
> aggiungere al dibattito odierno - posto che entrambe le tesi sono comunque
> perfettamente sostenibili - è che, a mio avviso, il diritto di Internet,
> quello che negli Stati Uniti è definito cyberlaw, seppur molto spesso
> trasversale rispetto alle ripartizioni accademiche del diritto positivo
che
> interviene a sconvolgere, attesa la intrinseca portata rivoluzionaria del
> nuovo medium sui tradizionali assunti epistemologici, ha acquisito a pieno
> titolo una sua dignità quale autonoma materia di studio. D'altra parte,
> invece, la querelle tra chi sostiene che le nuove fattispecie legate ad
> Internet ed al commercio elettronico possono essere ridotte ai principi
già
> esistenti nell’ordinamento giuridico e che, pertanto, non vi sarebbe alcun
> bisogno di norme introdotte ex novo, e chi, invece, ritiene che la
cyberlaw
> debba rispondere a principi e regole giuridiche nuove alla cui costruzione
> ci si dovrebbe adoperare prevalentemente in ambito transnazionale rischia
di
> essere vuota di significato. Entrambe le posizioni rischiano, infatti, di
> essere fuorvianti qualora non si inquadrino esattamente le ragioni del
> problema. A mio avviso i principi fondamentali di diritto presenti nelle
> varie giurisdizioni e in parte ad esse comuni risultano sufficienti, con
> qualche sporadica eccezione, a fondare le norme necessarie a regolamentare
> le nuove fattispecie che si vanno a diffondere nel cyberspazio a patto che
> queste ultime vengano comprese ed affrontate nella loro diversità rispetto
a
> quelle analoghe del mondo “reale”.
>
> Marco Pierani
>
> Patrizio Menchetti Scrive:
>
>>> Date:         Wed, 4 Sep 2002 10:27:00 +0200
>>> Reply-To:Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>>> Sender:       Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>>> From:         "l.albertini" <avv.albertini a LIBERO.IT>
>>> Subject:Re: tecnici -avvocati
>>> Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
>>>
>>>
>>> il menchettipensiero è sempre stimolante ed è pure privo di dubbi. Di
> fronte a sì drastiche affermazioni, tuttavia, sono in difficoltà, in
quanto
>>> diverrebbe necessaria una risposta articolata, qui non possibile.
>> Mah, onestamente su queste cose di dubbi ne ho molti, ma sulle sulle
> certezze altrui. Sono
>> rammaricato di dover constatare come le tue osservazioni contengano molti
> argomenti ad
>> personam e poche argomentazioni. Per gli approfondimenti, sono d'accordo
> che questa non
>> e' la sede giusta per farli, ma ti devo garbatamente far notare che
queste
> cose le ho gia'
>> sviluppate in diverse mie pubblicazioni, e le riassumo qui per un
pubblico
> che non e' di
>> giuristi. So bene che tu leggi solo cattedratici illustri, ma ti
esorterei
> a sforzarti di leggere
>> anche cose un po' piu' modeste, anche di chi di industrialista rifiuta
> l'etichetta, e a far
>> guadagnare qualche soldo di diritti d'autore a questo modesto pratico :)
> Per segnalarti
>> l'ultima (la prima e' del 1996), in "Allocazione di domain names,
> antitrust ed autorita' di
>> regolazione: un approccio tradizionale" pubblicato nel "Trattato breve di
> diritto della rete", a
>> cura di Andrea Sirotti Gaudenzi, 2001, troverai il menchettipensiero un
> po' piu' articolato,
>> con tutte le note a pie' di pagina. Il seguito sara' finito tra un
> mesetto, cosi' almeno facciamo
>> anche un po' di vaporware :) Poi ovviamente aspetto una tua pubblicazione
> articolata e con
>> dignita' scientifica che dia gli approfondimenti che tu invochi e confuti
> in radice il
>> menchettipensiero, dato che fino ad ora di tuo al massimo ho letto
qualche
> nota a sentenza.
>> Ovviamente, se mi fosse sfuggito qualcosa gia' scritto da te ben lieto di
> leggerti se me la
>> segnali. Imparare e' un privilegio. Oppure, come disse la volpe dell'uva,
> non val la pena di
>> scrivere qualcosa per confutare il povero menchetti? :)
>>
>>
>> ------------------------------------------------
>> Patrizio Menchetti
>> avvocato in pausa / off-duty lawyer
>> http://www.menchlaw.it
>> Professional address: patrizio.menchetti a menchlaw.com



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe