ordinamento Internet??

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Ven 6 Set 2002 00:34:05 CEST


Mi infilo quasi abusivamente in uno dei pochi thread che, sulla lista ITA-PE e
almeno a mia memoria, trattano un argomento dal punto di vista
strettamente giuridico e di alto profilo. Non ho ovviamente le competenze
sufficienti per entrare nel merito e pero mi sento di riportare, almeno a titolo
di ulteriore spunto,  cio' che spesso viene prospettato quando si tratta di
disquisire sulla possibilita' di adottare un modello giuridico globale per quanto
riguarda Internet. In sedi prevalentemente non giuridiche si fa spesso
riferimento al codice di navigazione e devo dire la verita', senza essermi
andato a vedere cosa esso contiene, mi sembra che, almeno
superficialmente ad una prima impressione, sia possibile mutuare alcuni
principi rispetto alla sovranita' dei paesi e tante altre idiosincrasie derivanti
dal problema delle differenti giurisdizioni che Internet costringe ad affrontare.
Detto questo non mi spingo oltre sull'argomento perche non ho proprio basi
ed elementi. Volevo invece aggiungere un inciso rispetto ad una affermazione
specifica di P.Menchetti riferita ai contratti per telefono quando si comparava
la soluzione svizzera a quella italiana.
In particolare mi riferisco a :

> Gli svizzeri hanno deciso che la questione dei contratti
> conclusi per telefono fosse talmente nuova ed al di fuori delle cose
> normali da meritare una apposita norma (l'art. 4 del codice delle
> obbligazioni, per l'esattezza). I magistrati italiani, quando c'e' stato
> da decidere, hanno deciso sulla base dei principi generali del nostro
> codice civile senza particolari problemi, dimostrando (almeno secondo me)
> che della norma particolare non ci fosse bisogno. Difatti tutti e due i
> sistemi hanno funzionato. Se l'italiano non avese funzionato, era segno
> che della norma ad hoc ci sarebbe stato davvero bisogno.
>

Premesso che non conosco il codice svizzero, pero'  non mi e' proprio chiaro
cosa si intende con quel ' se non avesse funzionato'.
Dico questo perche'  se per 'funzionare' si intende dire il rendere minimo il
numero di cause sollevate per via di contratti telefonici allora credo che
debbano perlomeno essere valutati e comparati i rispettivi gradi di garanzie e
doveri che le due norme reinforzano sui soggetti che stipulano il contratto
telefonico (che difficilmente ritengo i due codici affrontino in maniera identica
anche perche' per cominciare ad armonizzare il 'contratto' in generale a livello
europeo si e' dovuto comunque aggiungere un qualcosa al ns. codice civile)
In ogni caso, dal punto di vista prettamente pratico, sulla carta mi sembra
piu' rapidamente efficace una norma specifica che una serie di norme piu'
generali la cui interpretazione ed applicazione converge solo
progressivamente e sulla base di interpretazioni successive, diluite nel
tempo,  in cui e' assolutamente possibile in un dato momento si dica 'bianco'
e che in un altro momento, in analoga situazione si dica 'nero' (prima o poi
finisice per convergere su 'grigio'  ma ci mette molto piu' tempo)
Dico questo tra' l'altro perche dopo vari tentativi di sanare la situazione in via
amichevole, tra qualche giorno dovro' rivolgermi ad un giudice di pace per
aprire una conciliazione/contenzioso con una societa'  che mi ha applicato
un rinnovo tacito su un contratto stipulato solo telefonicamente e non mi e'
ancora assolutamente chiaro se sto sbagliando io oppure hanno sbagliato
loro (come credo) e ci stanno provando basandosi sul fatto che far valere i
propri diritti in sede legale e' comunque faticoso...
Bah...vedremo...

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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