Ex: tecnici-avvocati

Ettore Panella box a STARNET.IT
Ven 6 Set 2002 11:09:49 CEST


ho cercato di seguire la discussione che mi interessava ma l'uso di termini
tipo tassonomico non mi ha certo facilitato la vita. A proposito qualcuno
ha un link ad un dizionario on-line di italiano?
Non sono piu' abituato all'uso di quello cartaceo :-)

Se posso fare una piccola critica e' che gli interventi mi sembrano piu'
adatti ad una discussione tipo "dotti medici e sapienti" per dirla alla
Bennato.

Comunque il mio intervento originario in cui identificavo quattro categorie
tecnici estremisti
tecnici moderati
avvocati moderati
avvocati estremisti

dove piu' che avvocati sarebbe stato piu' giusto dire giuristi e invece di
tecnici sarebbe stato piu' giusto dire utilizzatori evoluti (nel senso che
vanno oltre i pochi comandi essenziali) della rete era anche un tentativo
di capire chi siamo, una discussione su noi stessi.

Se la NA fosse stato un organo elettivo con liste separate avremmo dovuto
in qualche modo fare ognuno una analisi di coscienza e aderire ad un
insieme di valori piuttosto che ad un'altro. In questo modo sarebbe stato
chiaro ad ognuno di noi il punto di vista dell'altro. Sicuramente
eviteremmo incomprensioni ed insofferenze o perlomeno ne sapremmo la
causa :-) ma soprattutto eviteremmo quello che secondo me e' uno dei nostri
problemi, soffermarci sui problemi figli invece di affrontare i problemi
padri che li hanno generati.
Inoltre la mia domanda che faccio molto piu' chiaramente e':
Esiste un minimo comune multiplo tra di noi? Ovvero un insieme di valori o
ideali su cui non siamo disposti a transigere?

Siamo in grado di dare una risposta alle domande
chi siamo?
da dove veniamo?
dove andiamo? (o dove vogliamo andare)

Noi vogliamo in qualche modo normare se non internet almeno un pezzo di
Internet ma siamo in assonanza con il "popolo di internet" o ne siamo
distanti?

saluti

> Allora, ho letto la pubblicazione di Albertini, e mi complimento per la
> qualita' del lavoro. Veramente completo e ben connotato. L'unica
> osservazione di metodo che mi sento di fare e' sulla parte relativa al
> titolo dell'opera dell'ingegno, che mi sembra scollegata con il resto,
> dato che non sembra approfondire il tema della tutela del titolo
> inserito nel nome a dominio ma piuttosto temi di portata piu' generale.
> Rimango delle mie convinzioni, non avendo trovato nello scritto
> folgorazioni sulla via di Damasco, ed anche perche', essendo appunto un
> pratico, rifuggo dall'abbracciare argomentazioni che rimangono ottima
> dottrina privatistica (anche se apprezzo lo sforzo, non sempre
> riuscito, di ficcarci dentro un po' di dottrina pubblicistica), ma non
> vanno piu' in la' dell'accademia e sono a mio avviso molto limitate,
> appunto, all'orbita italiana dellla teoria del diritto privato con
> connotazioni industrialistiche.  E' un ottimo lavoro da citare in nota
> come: a contrario si veda Albertini, ecc. Comunque, l'importante e' il
> fatto che le argomentazioni non siano apodittiche; ognuno poi e' libero
> di arrivare alla conclusioni che crede. E poi, come diceva Benedetto
> Croce, solo gli imbecilli non cambiano mai idea, e quindi non e'
> escluso che io ed Albertini alla fine ci si ritrovi insieme nell'uno o
> nell'altro campo :). Per chi non lo avesse capito questa e' una mail di
> apprezzamento, non di critica :)
>
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> Patrizio Menchetti
> avvocato in pausa / off-duty lawyer
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