R: R: R: tecnici -avvocati

Pieremilio Sammarco psammarco a STUDIOSAMMARCO.COM
Ven 6 Set 2002 13:07:25 CEST


Pur volendo evitare il botta e risposta, mio malgrado, sono stato tirato
dentro nella querelle a due dal mio interlocutore il quale, ha voluto fare
esplicito riferimento al mio nome; ciò che replicherò, forse, non
interesserà
a molti degli iscritti alla lista e, per questo, limiterò l'intervento
facendo solo qualche breve osservazione.

La prima è di stile: ringrazio il mio contraddittore per la forma di
cortesia che ha adottato nei miei confronti attribuendo la lettera maiuscola
davanti al pronome soggetto riferita alla mia persona. Avrei suggerito,
comunque, ma questo lo dico solo per amore della lingua italiana, uguale
cura ed accortezza da parte Sua nell'osservanza delle regole grammaticali
(nello specifico, dell'ortografia) che impongono un uso assai limitato e
specifico degli apostrofi.

Al di là tale rilievo, passando al tema che tanto appassiona il mio
interlocutore, pongo un quesito: Egli, che pare essere tanto innamorato
della ormai abusata etichetta "diritto di internet", (ovvero un mezzo di
comunicazione specifico) da rifiutarsi di abbandonarla - o, per lo meno,
di guardarla con maggiore distacco - dovrebbe, a questo punto, non negare
e, logicamente, riconoscere l'esistenza anche di altri diritti che
disciplinano ulteriori mezzi di comunicazione. Ma, allora, seguendo
tale percorso, si dovrebbe parlare e dare una propria autonomia giuridica
anche ad un "diritto di intranet", fino ad arrivare a non smentire ma, anzi,
ad ammettere perfino un "diritto del telefono cellulare", dato che anche
questi
mezzi sono caratterizzati dall'informatica e recano con sé alcune questioni
giuridiche.

Insomma, ciò che a me pare è che, in questo caso, nell'opera di ricerca e
nel comune tentativo di circoscrivere il campo oggetto dello studio (che,
aggiungo, tanto ci appassiona), non si debba fare riferimento al mezzo di
comunicazione ed esaltarlo così fino ad immetterlo nella definizione della
materia, ma occorre, a mio avviso, non perdere di vista il fenomeno ampio
dell'informatica intimamente connessa e legata al diritto e viceversa.

Tutto qui, senza voler deliberatamente aggiungere altro e, senza alcuna
polemica personale e, soprattutto, senza voglia di leggere sfoggi di tesi
dottrinarie che qui, per ovvi motivi,non possono essere compiute (termine
con
significato aggettivale, per evitare equivoci).
Ci sono le sedi idonee per confrontarsi che certamente il mio interlocutore
ben conosce.

Saluti.

Pieremilio Sammarco





-----Messaggio originale-----
Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di
avv.Pierani
Inviato: giovedì 5 settembre 2002 17.39
A: Assembly of the Italian Naming Authority
Oggetto: Re: R: R: tecnici -avvocati


Con altrettanta franchezza, senza alcuna vis polemica e - ci mancherebbe
altro ! - senza essermi sentito minimamente offeso, invito cordialmente
Pieremilio Sammarco a rimeditare il suo ultimo intervento e, se conviene con
quanto dirò, a rifrasarlo.

E' di tutta evidenza come le nostre opinioni sul punto dibattuto siano
completamente divergenti. Ciò, tuttavia, non toglie che la questione che
Egli vede ed interpreta in un modo ed io in un'altro sia la stessa - che
debba o meno ritenersi legittimamente sostenibile l'esistenza del diritto di
Internet - . Sostenere, quindi, che io non abbia centrato il punto della
questione mi sembra affermazione travisante la realtà dei fatti. Più
semplicemente, forse, abbiamo opinioni diverse su di essa.

Che il mio precedente intervento, poi, risulti confuso agli occhi del mio
interlocutore, penso possa dipendere solo da un Suo intrinseco difetto di
comprensione. Quanto Egli, infatti, sostiene a suffragio della Sua tesi,
cioè che "tale opera di riclassificazione non possa non tenere conto delle
elaborazioni della dottrina, per la quale ogni termine che viene impiegato
nel diritto oltre ad essere frutto di lunghe meditazioni, reca con sé un
significato ben preciso" equivale in tutto e per tutto a sostenere - come da
me sostenuto - che nel caso di specie necessiti "una approfondita analisi
epistemologica dalla quale deriva un necessario ripensamento delle
ripartizioni accademiche del diritto positivo".

Detto questo, rimango convinto della mia opinione e penso anche di aver
buone argomentazioni a supporto - che ancora qui non ho espresso. D'altra
parte, sono convinto che anche il buon Sammarco avrà argomenti ulteriori a
quelli sinora sostenuti altrimenti che senso avrebbe il riferimento al fatto
che ogni termine che viene impiegato nel diritto dovrebbe essere frutto di
lunghe meditazioni ?

Infine, poichè la questione controversa è per me di estremo interesse avrei
piacere a continuare il confronto costruttivo sul tema nel rispetto delle
differenti opnioni.

marco pierani



Pieremilio Sammarco Scrive:

> Con molta franchezza, e senza che il redattore si possa sentire offeso, mi
> pare quest'ultimo intervento sia confuso e non centri il punto della
> questione. Ciò che deve essere tenuto presente, a mio avviso, è che è
> assolutamente condivisibile "un necessario ripensamento delle
> ripartizioni accademiche del diritto positivo", ma che tale opera di
> riclassificazione non possa non tenere conto delle elaborazioni della
> dottrina, per la quale ogni termine che viene impiegato nel diritto oltre
ad
> essere frutto di lunghe meditazioni, reca con sé un significato ben
preciso.
> In quest'ottica, non avrebbe molto fondamento parlare di "diritto di
> Internet"; perché, infatti, limitare la realtà ed i beni informatici solo
al
> mondo di Internet ? E' opportuno settorializzare e frazionare
l'informatica
> applicata al diritto e viceversa ?
>
>
> Pieremilio Sammarco
>
>
>
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di
> avv.Pierani
> Inviato: mercoledì 4 settembre 2002 17.17
> A: ITA-PE a NIC.IT
> Oggetto: Re: R: tecnici -avvocati
>
>
> Io penso esattamente il contrario, a mio modo di vedere l'aspetto
> tassonomico non va mai, infatti, collegato brutalmente a finalità
> commerciali o di marketing - per certi versi e in alcuni casi potrebbe
anche
> darsi - ma, più in generale, come accennavo prima, ad una approfondita
> analisi epistemologica dalla quale deriva un necessario ripensamento delle
> ripartizioni accademiche del diritto positivo.
>
> marco pierani
>
>
> Pieremilio Sammarco Scrive:
>
>> Se posso intromettermi nel dibattito in corso, io non credo che possa
>> fondatamente parlarsi di "diritto di Internet". Infatti, al di là delle
>> questioni strettamente tassonomiche - che hanno però per i giuristi pur
>> sempre la loro rilevanza - credo che tale denominazion non possa
>> rispecchiare l'intero complesso della realtà e dei beni informatici. Mi
> pare
>> di più una etichetta adottata per finalità commerciali o di marketing.
>>
>>
>> Pieremilio Sammarco
>>
>>
>>
>>
>>
>> -----Messaggio originale-----
>> Da: owner-ita-pe a NIC.IT [mailto:owner-ita-pe a NIC.IT]Per conto di
>> avv.Pierani
>> Inviato: mercoledì 4 settembre 2002 15.07
>> A: ITA-PE a NIC.IT
>> Oggetto: Re: tecnici -avvocati
>>
>>
>> Carissimi Patrizio e Lorenzo,
>>
>> sono felice di ritrovarvi su questa lista e mi sembra stimolante il
vostro
>> acceso dibattito. Ne approfitto per presentarmi quale new entry e per
>> cercare - come si suol dire - di dare una botta al cerchio ed una alla
> botte
>> ! Ho letto ed apprezzato sia "Allocazione di domain names, antitrust ed
>> autorita' di regolazione: un approccio tradizionale" di Patrizio sia
> "Segni
>> distintivi, titoli di opera dell’ingegno e nomi a dominio (con cenni alle
>> nuove regole di naming italiane)" di Lorenzo, nel quale si ipotizza
>> l’applicabilità ad Internet ed al cyberspazio della celeberrima teoria
> della
>> pluralità degli ordinamenti giuridici. “Non c’è infatti dubbio che i
>> soggetti di Internet costituiscano un’istituzione e cioè un corpo
sociale,
>> esteriore e visibile, manifestazione della natura sociale e non puramente
>> individuale dell’uomo, dotato di propria individualità distinta da quella
>> dei suoi componenti, ferma e permanente, nel senso che non perde la sua
>> identità al mutare dei membri. Dal momento, poi, che questa
organizzazione
>> si è dotata di regole sue proprie, diviene ordinamento giuridico autonomo
> da
>> quello statale”. Ora, tale tesi è stata per me molto stimolante tanto che
> vi
>> ho dedicato buona parte del mio "Marchi e nomi a dominio: un doppio
> binario
>> per la risoluzione delle controversie" ... Quello che mi sento di poter
>> aggiungere al dibattito odierno - posto che entrambe le tesi sono
comunque
>> perfettamente sostenibili - è che, a mio avviso, il diritto di Internet,
>> quello che negli Stati Uniti è definito cyberlaw, seppur molto spesso
>> trasversale rispetto alle ripartizioni accademiche del diritto positivo
> che
>> interviene a sconvolgere, attesa la intrinseca portata rivoluzionaria del
>> nuovo medium sui tradizionali assunti epistemologici, ha acquisito a
pieno
>> titolo una sua dignità quale autonoma materia di studio. D'altra parte,
>> invece, la querelle tra chi sostiene che le nuove fattispecie legate ad
>> Internet ed al commercio elettronico possono essere ridotte ai principi
> già
>> esistenti nell’ordinamento giuridico e che, pertanto, non vi sarebbe
alcun
>> bisogno di norme introdotte ex novo, e chi, invece, ritiene che la
> cyberlaw
>> debba rispondere a principi e regole giuridiche nuove alla cui
costruzione
>> ci si dovrebbe adoperare prevalentemente in ambito transnazionale rischia
> di
>> essere vuota di significato. Entrambe le posizioni rischiano, infatti, di
>> essere fuorvianti qualora non si inquadrino esattamente le ragioni del
>> problema. A mio avviso i principi fondamentali di diritto presenti nelle
>> varie giurisdizioni e in parte ad esse comuni risultano sufficienti, con
>> qualche sporadica eccezione, a fondare le norme necessarie a
regolamentare
>> le nuove fattispecie che si vanno a diffondere nel cyberspazio a patto
che
>> queste ultime vengano comprese ed affrontate nella loro diversità
rispetto
> a
>> quelle analoghe del mondo “reale”.
>>
>> Marco Pierani
>>
>> Patrizio Menchetti Scrive:
>>
>>>> Date:         Wed, 4 Sep 2002 10:27:00 +0200
>>>> Reply-To:Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>>>> Sender:       Assembly of the Italian Naming Authority <ITA-PE a NIC.IT>
>>>> From:         "l.albertini" <avv.albertini a LIBERO.IT>
>>>> Subject:Re: tecnici -avvocati
>>>> Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
>>>>
>>>>
>>>> il menchettipensiero è sempre stimolante ed è pure privo di dubbi. Di
>> fronte a sì drastiche affermazioni, tuttavia, sono in difficoltà, in
> quanto
>>>> diverrebbe necessaria una risposta articolata, qui non possibile.
>>> Mah, onestamente su queste cose di dubbi ne ho molti, ma sulle sulle
>> certezze altrui. Sono
>>> rammaricato di dover constatare come le tue osservazioni contengano
molti
>> argomenti ad
>>> personam e poche argomentazioni. Per gli approfondimenti, sono d'accordo
>> che questa non
>>> e' la sede giusta per farli, ma ti devo garbatamente far notare che
> queste
>> cose le ho gia'
>>> sviluppate in diverse mie pubblicazioni, e le riassumo qui per un
> pubblico
>> che non e' di
>>> giuristi. So bene che tu leggi solo cattedratici illustri, ma ti
> esorterei
>> a sforzarti di leggere
>>> anche cose un po' piu' modeste, anche di chi di industrialista rifiuta
>> l'etichetta, e a far
>>> guadagnare qualche soldo di diritti d'autore a questo modesto pratico :)
>> Per segnalarti
>>> l'ultima (la prima e' del 1996), in "Allocazione di domain names,
>> antitrust ed autorita' di
>>> regolazione: un approccio tradizionale" pubblicato nel "Trattato breve
di
>> diritto della rete", a
>>> cura di Andrea Sirotti Gaudenzi, 2001, troverai il menchettipensiero un
>> po' piu' articolato,
>>> con tutte le note a pie' di pagina. Il seguito sara' finito tra un
>> mesetto, cosi' almeno facciamo
>>> anche un po' di vaporware :) Poi ovviamente aspetto una tua
pubblicazione
>> articolata e con
>>> dignita' scientifica che dia gli approfondimenti che tu invochi e
confuti
>> in radice il
>>> menchettipensiero, dato che fino ad ora di tuo al massimo ho letto
> qualche
>> nota a sentenza.
>>> Ovviamente, se mi fosse sfuggito qualcosa gia' scritto da te ben lieto
di
>> leggerti se me la
>>> segnali. Imparare e' un privilegio. Oppure, come disse la volpe
dell'uva,
>> non val la pena di
>>> scrivere qualcosa per confutare il povero menchetti? :)
>>>
>>>
>>> ------------------------------------------------
>>> Patrizio Menchetti
>>> avvocato in pausa / off-duty lawyer
>>> http://www.menchlaw.it
>>> Professional address: patrizio.menchetti a menchlaw.com



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