Nomi Riservati di Utilizzo Generale

Lapo Sergi lapo.sergi a QUIXE.IT
Mar 26 Ago 2003 15:27:06 CEST


Appoggio anch'io la mozione di abolire i nomi riservati di utilizzo generale
concernenti servizi e protocolli di rete.

Si badi bene, non tutti i nomi riservati: ad esempio non i nomi geografici
delle province e regioni, essendo a quelli solitamente associati siti web o
indirizzi di posta (e ben poco altro..) relativi ad amministrazioni
pubbliche, poichè  genererebbe confusione nell'utenza ottenendone, in questo
caso sì, un vantaggio illecito.

Rabbrividisco però a leggere i commenti su ADSL.IT e anche l'intervento del
ns. presidente.

L'idea che un vantaggio per chicchessia - seppur lecito e da guadagnarsi sul
campo - sia da evitarsi ad ogni costo è a mio parere ridicola ed è radicata
soprattutto nella cultura italiana.

Quali nefaste conseguenze deriverebbero dalla registrazione di www.it da
parte di un soggetto privato?

Forse un'attività nuova che godrà di un po' di beneficio di "navigazione
spontanea" da parte di qualche svogliato o distratto che digita www.it .
Certo, perchè no? Giusto premio per chi - una volta tolta la limitazione -
ha la lungimiranza di registrarlo per primo. Lesione dei diritti di
qualcuno? Questo no, mica è un marchio o il nome di un'attività.  Anzi, è un
nome generico e come tale non è nemmeno registrabile come marchio.

Non mi sembra di spiegarmi bene, quindi passo ad un esempio.

Gli americani, il cui comportamento per molti versi personalmente rifiuto e
critico, in economia però hanno sempre avuto meno ipocrisia di noi.

I gTLD le cui norme sono "liberismo made in usa al 100%" non hanno paletti
difficili da mantenere. Qualsiasi cosa con 2 lettere prima del suffisso è
registrabile. Salvo poi, qualora vengano lesi diritti, mettere a
disposizione strumenti validi come le MAP per riportare alla normalità
situazioni irregolari.

Esiste dunque un www.com , per tornare sull'esempio, molto più prestigioso
di un eventuale www.it , sul quale c'è un portale senza troppe pretese. Non
mi risulta che sia uno dei portali USA più famosi. Oppure il bellissimo
it.com - sicuramente ci sarà un'azienda di information technology che ha
fatto miliardi di dollari perche chi cercava soluzioni di it - come un
pirla - non ha trovato di meglio, nemmeno uno straccio di motorino di
ricerca (a scoppio), e non gli è restato altro che digitare it.com  ...
Infatti non c'è NULLA, risulta in costruzione.

Storie così ne avrei a decine, così come dal canto opposto, di stupide
politiche aziendali volte a prendere il nome generico per attirare il
pubblico, senza rispetto per il navigatore che è paragonato ad un vero e
proprio decerebrato che per cercare qualcosa va a qualcosa.com o .it.

La gente non è stupida. Soprattutto che cerca qualcosa attraverso internet,
non si lascia gabolare da queste stupidaggini. Altra cosa è lo squatting -
ed è effettivamente un'altra cosa, tecnicamente! Adsl.it non è squatting, su
questo concordo.

Ma se io installo centralini e mi cucco telecom.it (caso reale) magari
divento ricco ma commetto comunque un illecito - ossia approfitto del
traffico spontaneo *motivato* che va alla ricerca di Telecom Italia sulla
scia della pubblicizzazione del marchio e trova il mio prodotto che è
proprio quello che stava cercando. Dunque, se esistono metodi di risoluzione
delle controversie rapidi ed efficaci, vengo giuastamente punito (ecco la
famosa "malafede").

Mettere dei paletti come facciamo nel TLD .it, inoltre, significa stare
attenti ad aggiornarli, integrarli, cambiarli etc. evitando di rendere ogni
cosa irregistrabile. Sembra non abbia insegnato niente il caso q8.it.

L'utente ignaro probabilemte pensa che le scrivanie ed i computer della RA,
nonchè tutte le assemblee, gli emolumenti del CE, del Presidente e degli
altri organi :-))) siano stati pagati e lo siano ogni anno coi soldi del
petrolio, una marchetta gigante alla multinazionale Kuwaitiana che le costa
probabilmente una paccata di miliardi l'anno anziche i canonici pochi euro:
d'altronde chi se non una multinazionale del petrolio può permettersi un
tale atto di corruzione che le consente il beneficio UNICO in Italia, non
concesso nemmeno alla stessa RA o NA, di registrare un nome a dominio .it di
sole due lettere!!!!!!!! q8.it!!!

Questo sì che è un "privilegio", per dirla con le parole di Claudio
Allocchio. 10 milioni di euro l'anno? 20? 50?

Nulla gli costa. E nulla gli è mai costato. Ossia, beh, la RA il suo obolo
di  pochi eurini lo piglia anche da loro.

E' costato di bischero alla NA, per dirla alla fiorentina, un papocchio
stile Serie B di calcio a 24 squadre, uno dei momenti peggiori della storia
del tld .it nel quale ci siamo giocati, e continuiamo a giocarci ogni giorno
che resta registrato, la nostra credibilità.

Eppoi si ha la presunzione di bloccare alcuni nomi generici per evitare non
meglio precisati  vantaggi ... e questo cos'è??

Concludo dicendo che non registrerei ldap.it nemmeno se me lo regalassero e
probabilmente se fosse liberato resterebbe lì, assieme ad X25, X42b, o
ftam.it  o altre diavolerie "tenniche" del passato.

saluti

Lapo Sergi

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----- Original Message -----
From: "Claudio Allocchio" <Claudio.Allocchio a GARR.IT>
To: "Assembly of the Italian Naming Authority" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, August 26, 2003 12:57 PM
Subject: Nomi Riservati di Utilizzo Generale


> > Concordo, e appoggio una richiesta al CE di valutare l'abolizione dei
> > "Nomi Riservati di Utilizzo Generale".
>
> suggerisco di pensare a tutte le conseguenze:
>
>    www.it
>    news.it
>
> etc... una delle motivazioni era di non dare a nessuno il privilegio
> implicito di usare simili nomi.
>
> Piuttosto suggerirei una revisione periodica della lista, piu' che una
> abolizione totale della stessa.
>
> Solo una opinione personale.
>
> PS: cambio il Subject perche' non piu' adeguato all'argomento.
>
> Claudio
>
>



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