Uno squatter che ha guadagnato qualcosa... :-)

Gian Carlo Ariosto ariosto a WINCOM.IT
Mer 27 Ago 2003 10:18:07 CEST


At 23.07 26/08/03 +0200, mntner a interazioni.it wrote:
>Credo che vadano debellate altre furbate: "Automobili.com S.p.A." già
>possiede "automobili.com", che corrisponde pienamente al suo marchio. Il
>possesso di automobili.it costituisce tentativo di aggiotaggio, cioé di
>accaparramento di tutti gli spazi a danno dei concorrenti.

"Aggiotaggio, consistente nel fatto di chi diffonde notizie false ovvero
pone in essere operazioni simulate o altri artifici, concretamente idonei a
cagionare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari,
ovvero ad incidere in modo significativo sull'affidamento del pubblico
nella stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari"

Che c'entra l'aggiotaggio?

>Quindi, visto che ha già il suo, se ne vuole un altro omonimo, lo paghi
>alle tariffe di mercato, e non lo ottenga gratis grazie a sentenze
>discutibili.

Riporto testualmente dal dispositivo della PDR:

"A parere dello scrivente Saggio, indipendentemente dalla circostanza che
l'offerta commerciale sia stata predisposta a seguito dell'interesse
manifestato dal ricorrente all'acquisto del nome a dominio contestato, la
rilevante differenza esistente tra il prezzo di acquisto del nome a dominio
da parte della resistente e quello di cui all'offerta presentata dalla
resistente medesima alla ricorrente non trova alcuna valida giustificazione
se non in un evidente intento speculativo.
Si ritiene che detta differenza di prezzo costituisca una circostanza
sufficiente per ritenere che la registrazione sia avvenuta con l'intento di
trarre un profitto dalla vendita dello stesso ovvero con un comportamento
che contiene in sé tutti i crismi tipici della malafede.
A ciò si aggiunga che la somma di Euro 52.000 richiesta per la cessione del
nome a dominio non trova  alcuna plausibile  giustificazione : non ci sono
spese di creazione del sito, di consulenza e/o marketing, di avvio di
un'attività legittimamente connessa al nome di dominio in oggetto.
Al proposito il Saggio osserva che il sito
<http://www.automobili.it/>www.automobili.it, nonostante l'acquisto dello
stesso da parte della Fo.pi Investimenti sia avvenuto in data 5 Ottobre
2001, risulta sostanzialmente inutilizzato e inattivo.
Si rileva inoltre che il nome a dominio non è in alcun modo collegato al
nominativo della resistente né tantomeno è connesso all'attività
commerciale dalla stessa esercitata.
A parere del Saggio, tutti gli elementi sopra indicati costituiscono indizi
sufficienti per considerare provata l'esistenza di uno stato di malafede in
capo al soggetto resistente."

Condivido pienamente l'opinione del Saggio.

>Oltretutto, io continuo a non capire perché la vendita del proprio diritto
>ad usare un nome a dominio debba essere considerata esecrabile.
>
>Io ho registrato dei domini per mio uso futuro, ma se qualcuno mi offrisse
>50.000 euro (forse) glieli cederei (e per 500.000 tolgo il forse).
>
>Non capisco perché questo debba essere considerato disonesto, visto che le
>regole attuali non lo impediscono (parlano soltanto di marchi o nomi
>danneggiati), e credo che se facessero di più sarebbero pesantemente
>contestabili a livello giuridico e costituzionale.

Il punto e' proprio questo: le regole attuali consentono la cessione dei
nomi a dominio, ma impediscono l'accaparramento e il cybersquatting.
Registrare domini "per mio uso futuro", salvo poi cederli per cifre
esorbitanti, a mio parere costituisce cybersquatting.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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