Uno squatter che ha guadagnato qualcosa... :-)

Alessandro Nosenzo ita-pe a NOSENZO.IT
Gio 28 Ago 2003 13:29:24 CEST


Suvvia Signori siamo pratici. Nella legge Italiana non esiste il
codice binario 0 o 1. Ci sono gli 0,5 e gli 1,34. Se poi il giudice
e' donna e pure indisposta il giorno della sentenza (chi ha detto che
una donna e' uguale ad un uomo?) avremo 0,75 alla seconda ecc.
In altre parole un Paese come il nostro dove la volonta' dei potenti
(leggi giudici) e' quella di IMPEDIRE che le persone risolvano i
problemi da soli IMPONENDO il ricorso ai Tribunali per ogni cosa, e'
impossibile sopravvivere se non semplificando la normativa (in caso
contrario l'unico strumento di sopravvivenza e' la corruzione: non si
potrebbe ma per lei facciamo uno strappo alla regola).
Quindi se in principio morale mi trovo pienamente daccordo con
Ariosto sul fatto che il commercio dei nomi a dominio non dovrebbe
avvenire, in pratica credo che sia molto meglio l'attuale sistema
dove il nome a dominio puo' essere registrato, cancellato o
trasferito. Sebbene si apra la possibilita' ad alcuni speculatori di
fare accaparramento di nomi a dominio, si rende possibile la
sopravvivenza di fronte a casi pratici dove in mancanza di tali norme
la RA forniva stravaganti risposte.
Pensate ad un tizio che chiude la sua Societa' in Accomandita
semplice titolare di un nome a dominio e apre una nuova societa' a
responsabilita' limitata che subentrera' nella gestione del proprio
lavoro.
Inoltre il fatto peggiore che avviene in questo Paese e' il processo
alle intenzioni: hai registrato un nome a dominio per rivenderlo
quindi sei un delinquente e quindi vietiamo di poter trasferire i
nomi a dominio per mantenere il popolo bello schiavo e sottomesso,
tanto se devo trasferire un nome a dominio per me ho un amico che mi
fara' l'eccezione.
Noi viviamo in una civita' consumistica dove i divieti sono
finalizzati ad aumentare i consumi: vietati i motori a due tempi
cosi' la gente compra quelli nuovi a 4 tempi, ma non vietate le auto
che viaggiano oltre i limiti consentiti perche' altrimenti non si
vendono nuove auto. Ecco quindi che in coerenza con questo pensiero
consentiamo la vendita dei nomi a dominio tanto ci si paga su IVA (i
pochi che la versano) e poi tasse sull'utile (i pochi che fanno le
fatture).
Saluti.

Alessandro Nosenzo


On 28 Aug 2003 at 12:38, Gian Carlo Ariosto wrote:
> At 17.12 27/08/03 +0200, Vittorio Bertola wrote:
> >Per questo
> >meno si interferisce con la regola del primo arrivato e meglio e'.
> Mi sta benissimo, SE il primo arrivato puo' fare solo due cose:
> 1) Tenersi la registrazione del nome a dominio;
> 2) Cancellare la sua registrazione e rendere il nome a dominio
> nuovamente registrabile, ma ad un nuovo primo arrivato, non a chi
> vuole lui: cio' significa che il nome a dominio, una volta cancellata
> la registrazione, dovrebbe rimanere non registrato e non registrabile
> per un po' di tempo (diciamo un mese?), in modo da evitare che
> "qualcuno" opportunamente informato della cancellazione (ovviamente
> dietro lauto pagamento) possa registrarlo "al volo" prima che altri se
> ne accorgano.
> Se invece il primo arrivato puo' vendere (o "subaffittare") cio' che
> NON e' suo (il nome a dominio e' solo concesso in uso, non
> dimentichiamocelo), il tuo ragionamento non mi sta piu' bene.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe