come eleggere?

Ettore box a STARNET.IT
Lun 1 Dic 2003 00:15:17 CET


hai letto la proposta originale o hai letto solo il pezzo oggetto dello
scambio con Chiari?
perchè la proposta originaria aveva diverse opzioni in cui giocava un
ruolo fondamentale il numero N
comunque

>
>>Se invece tutti votano per ogni contenitore il candidato dovrà
>>necessariamente farsi rappresentante e portavoce di tutta la collettività
>>perché da questo dipenderà la sua rielezione e perché comunque risponderà
>>del suo operato davanti a tutti
>
> Il tuo ragionamento ha un baco evidente: in questo modo la constituency
> piu'
> grande o meglio organizzata puo' non solo eleggere i propri
> rappresentanti,

diciamo che questo nella mia proposta è il caso di N indeterminato ed
iscrizione nel contenitore specifico di chi vuole,
(avendone i titoli ), che trasforma il sistema in un maggioritario puro,
la scelta di questo tipo di N
e lo svincolamento dal gradimento del principe (questo è il sistema che io
preferisco ovviamente ma che mai sarà scelto per cui
questa nostra è solo una disquisizione accademica).Il baco secondo me è
nel fatto che parti dal presupposto che esistano
dei blocchi monolitici di "costituency" in cui una raggiunge il 51%. Mi
sembra che fortunatamente non è questo il caso attuale.
Il sistema che prediligo e che purtroppo non sarà scelto
permette invece a tutti di esprimere un voto su tutti e quindi di
trasformare gli eletti di parte in eletti di tutti.
La correzione è fin troppo semplice permetti sulla scheda di votare solo
per il candidato di un sottoinsieme di contenitori
da definire ed automaticamente alzi la percentuale dal 51% necessaria ad
un'improbabile blocco monolitico per dominare tutto.
ad una percentuale molto più elevata.

Comunque ti conviene valutare la proposta originaria se ne hai voglia, li'
è previsto il gradimento del principe e
consigliato un N=numero di candidati superiore agli eleggibili per cui le
tue obiezioni non hanno ragione di essere.



> ma scegliere anche i rappresentanti delle altre constituency! A quel punto
> altro che principe/vassallo: ai candidati della (piccola) constituency X
> non
> importera' nulla di difendere gli interessi della propria constituency, ma
> al contrario si metteranno a difendere gli interessi degli altri...
> Insomma,
> il piu' forte (o il piu' numeroso) sceglierebbe i propri rappresentanti
> *e*
> i rappresentanti della controparte! Sarebbe come fare un tavolo sindacale
> in
> cui sia i rappresentanti dell'industria che quelli dei lavoratori sono
> scelti da una base elettorale di qualche milione di operai + qualche
> migliaio di imprenditori... te lo vedresti?

ripeto nella proposta originaria il principe nominava i graditi e
l'assemblea tra questi sceglieva quindi
il doppio gradimento esclude il tuo timore.
Comunque io rimango esterrefatto nel sentire questi discorsi, il posto di
presidente della NA vale molto meno di quello
di un consigliere comunale in un paese di 3000 abitanti. A sentirvi
parlare mi sembra che gli eletti del CE manovreranno
miliardi e creeranno clientele da capogiro quando al massimo gli eletti
ratificheranno delle veline.  Siamo seri per favore.



>
> In generale, capisco la tua preoccupazione sull'evitare una eccessiva
> frammentazione, appoggio le note sul fatto che il sistema deve essere
> aperto
> (cioe', se anche adesso si indicano le associazioni Pippo e Pluto come
> rappresentanti di una certa categoria, deve esserci un modo chiaro per
> includere ulteriori associazioni e/o permettere una rappresentanza dei
> non-allineati), ma il sistema per constituency e' l'unico che funziona
> quando la comunita' di base diventa disomogenea.

la qual cosa io ho sempre considerato una ricchezza e non un problema.

> Quando e' nata la NA, difatti, si trattava di una comunita' veramente
> omogenea, formata principalmente da tecnici o comunque professionisti del
> settore. Adesso non e' piu' cosi' e lo sara' sempre meno,

ed infatti solo questo permetterà alla NA di accreditarsi come elemento di
autogoverno di Internet

ciao


e quindi e'
> necessario formalizzare le parti in gioco e i meccanismi con cui
> interagiscono e si confrontano. Se hai due minuti ti consiglio di leggere
> questa intervista a Milton Mueller:
>
> http://www.circleid.com/article.php?id=P380_0_1_0_C
>
> dove lui spiega molto bene questo passaggio, che e' avvenuto a livello di
> ICANN (anche li', passando dal sistema "assembleare" di IETF + rough
> consensus al sistema a constituency di ICANN), e che credo proprio ora
> tocchi anche a noi. In sintesi, la stessa idea di comunita', quando
> Internet
> passa da strumento omogeneo degli informatici a media di massa, passa da
> gruppo uniforme e informale a somma e confronto di gruppi di interesse
> diversi e contrastanti, e la definizione di consenso passa dal "rough
> community consensus" al risultato di un confronto per voti e pesi
> reciproci;
> c'e' poco che puoi fare a questo proposito.
> --
> vb.               [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<------
> http://bertola.eu.org/  <- Vecchio sito, nuovo toblòg...



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