La nuova onnipotente commissione (era: c'e' bisogno del vostro contributo)

Paolo Zangheri paolo.zangheri a ALTAIR.IT
Ven 19 Dic 2003 14:48:47 CET


Di per se, lo strumento retorico della associazione non è da considerare
negativamente.

Ma ammetteremo che la strada sia un bene pubblico, a disposizione di
tutti i cittadini, pagato dalla collettività, attraverso la fiscalita'
generale e quella specifica (bollo, accise, etc.).

Internet non è invece non è un servizio universale, ma una serie di
relazioni tra enti, nella stragrande maggioranza non pubblici (utenti,
ISP, fornitori di contenuti, MNT, Server, Host, Protocolli....).

Inoltre, lo Stato che conosciamo, derivazione di concetti filosofici
concretizzati dal 1800 ad oggi, si basa essenzialmente sui concetti
geografici di nazione e quindi di confine, non è possibile che esista un
dubbio sul fatto che un alberello, un paese, una persona sia in Italia o
in Australia. Se esiste confusione in merito, lo stato va in crisi e
reagisce con la guerra, di solito.

Internet non è geograficamente definibile, non è topologicamente
assimilabile allo Stato, perchè lo Stato dovrebbe decidere di metterci
becco ?

Il regolamento del mio circolo del cricket non lo decide una commisisone
ministeriale, le norme che regolano la convivenza civile all'interno del
mio condominio sono stabilite da privati.

La Legge deve tutelare gli interessi generali di tutti, se decide di
entrare nel particolare di solito provoca guai.

Vogliamo che un giorno si assista in Internet al episodi quali la
necessità di due leggi all'anno per togliere e mettere il cappotto ai
militari ? Sembrerà buffo, ma è quello che è successo per decenni in
Italia, a prescindere alle condizioni climatiche o meteorologiche.

Paolo Zangheri

mntner a interazioni.it wrote:
> Una domanda, polemica ma seria:
>
> perché una cosa importante come il codice della strada è fatto da
> istituzioni governative, con la consultazione di associazioni, corporazioni
> e quant'altro, mentre le regole dei domini (che in proiezione futura
> valgono tantissimo) dovrebbero essere fatte da associazioni autonominate ed
> autoreferenziate, senza l'intromissione di organismi statali?
>
> Sembra come se, paragonando tutto sempre al codice stradale, associazioni
> di carrozzieri e carburaturisti, insieme a qualche gentiluomo di campagna,
> appassionato di auto, debbano decidere il codice della strada, e si
> arrabbiano se il governo, la FIAT, la società Autostrade e l'ANAS cerchino
> di avere voce in capitolo (dando ovviamente per scontato che pedoni e
> automobilisti non contino niente).
>
> Personalmente, trovo perfettamente lecito che le regole siano decise da
> parlamento/governo/ministero, con la consultazione di
> enti/organismi/associazioni esterne.
>
> Tonino
>
> At 18/12/2003 18/12/2003 +0100, Enzo Fogliani wrote:
>
>> Mi sembra che la cosa grave del progetto di codice non sia tanto la
>> parificazione dei nomi a dominio ai segni distintivi, per la quale mi
>> pare
>> che il progetto non dica nulla di nuovo.
>>
>> La cosa grave e' che si sta cercando di riproporre una sorta di decreto
>> Passigni che rivoluziona l'internet governance in modo veramente pesante.
>>
>> La nostra attenzione dovrebbe appuntarsi, secondo me, sulla IX sezione
>> del
>> codice, ed in paticolare sull'art. 123, che costituisce una onnipotente
>> Commissione per l'accesso ad Internet di nomina governativa che fara' il
>> bello ed il cattivo tempo sui nomi a dominio.
>>
>> Questa mi sembra la cosa piu' grave e cui dobbiamo reagire.
>>
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