La nuova onnipotente commissione (era: c'e' bisogno del vostro contributo)

Luca Sambucci ita-pe a LUCA.SU
Ven 19 Dic 2003 16:54:19 CET


At 14.48 19/12/2003, Paolo Zangheri wrote:
>Internet non è invece non è un servizio universale, ma una serie di
>relazioni tra enti, nella stragrande maggioranza non pubblici (utenti,
>ISP, fornitori di contenuti, MNT, Server, Host, Protocolli....).

Immagina il mondo delle auto negli anni venti.

Rileggendo la storia dell'automobile, e di come questa invenzione - prima di
nicchia, poi accessibile a tutti - abbia rivoluzionato la storia di ogni
Paese, potrai notare innumerevoli parallelismi con Internet.

Una volta i cartelli stradali li mettevano le associazioni, come ad esempio il
Touring Club Italiano. Poi queste ed altre attività sono passate in mano allo
Stato.
E' probabile che anche allora qualcuno abbia gridato allo scandalo, ma oggi
nessuno si mette a discutere se sia giusto o meno che lo Stato regoli
un'attività così fondamentale come il trasporto stradale.

E ancora oggi queste associazioni (mi vengono in mente l'ACI, ma di nuovo lo
stesso Touring Club) collaborano con lo Stato per definire norme e regole, e
per rappresentare le istanze degli utilizzatori dell'automobile (e dei
non-utilizzatori, pensiamo alle norme per la tutela dei pedoni).

Quindi Internet oggi è un po' come lo sviluppo stradale ottant'anni fa. Con la
differenza che nel nostro caso i tempi si muovono molto, molto, molto più
rapidamente.


Al pari delle strade, Internet è un'infrastruttura critica. Per fare un
esempio drastico, se domani qualcuno mettesse una bomba al MIX, metà
dell'Internet italiana crollerebbe.
Io personalmente mi sentirei molto meglio se queste strutture venissero
protette dallo Stato, piuttosto che da istituti di vigilanza privati.
(nota: non so nulla della sicurezza del MIX, l'ho solo preso come un esempio
per far valere il concetto di protezione Statale alle infrastrutture critiche)


Detto questo, c'è ovviamente bisogno di stabilire quale parte dello Stato
debba governare/tutelare/regolamentare/proteggere Internet. Ovviamente tutti
preferiremmo che le redini le prendesse una struttura competente, che sappia
dialogare con le associazioni (gruppi, istituti, whatever) che operano nel
mondo di Internet. Neanche a me piace l'idea del ministero per le attività
produttive, soprattutto perché non hanno abbastanza competenza. E non mi
piacerebbe neanche un Passigli-bis, che finché questo spazio resta vuoto prima
o poi ritornerà.


>Internet non è geograficamente definibile, non è topologicamente
>assimilabile allo Stato, perchè lo Stato dovrebbe decidere di metterci
>becco ?

Il perché (o meglio, uno dei tanti perché) l'ho spiegato nei paragrafi
precedenti.
Sulla questione dei confini, in realtà stai estremizzando. E' vero che
Internet è una rete sovranazionale, ma è anche vero che i domini .it sono
prettamente italiani. Se un giorno il Registro decidesse (faccio un esempio
strano) di togliere tutti i domini agli istituti bancari, avremmo un collasso
dei sistemi di home banking e di trading. Immagina le ripercussioni in borsa.
O magari un domani il Registro deciderà di togliere i domini .it alle persone
fisiche. O di ri-vincolare le aziende a un dominio per ogni partita iva,
imponendogli di cancellare quelli in più che nel frattempo avevano registrato.
Correggimi se sbaglio, ma oggi nessuno gli potrebbe impedire di prendere
scelte del genere, no?
Magari le probabilità che decisioni di questo tipo vengano prese sono meno
dello 0,1%, però chi è che tutela i cittadini?
Quale delle associazioni che oggi si muovono nel mondo dei domini sono
*realmente* a tutela dei cittadini?
Nessuna.

C'è quindi bisogno di una vigilanza Statale, la famosa "mano sulla spalla" di
cui parla spesso Trumpy. Dobbiamo semplicemente decidere quanta pressione
possiamo sostenere, su questa nostra spalla immaginaria, e quanta autonomia
vogliamo mantenere. Finché non decideremo questo resteremo senza un vero
"ombrello" statale, e i vari Passigli e Marzano potranno decidere di giocare a
Risiko usando i domini come carriarmatini quando e come vogliono.


>Il regolamento del mio circolo del cricket non lo decide una commisisone
>ministeriale, le norme che regolano la convivenza civile all'interno del
>mio condominio sono stabilite da privati.

Sì, ma (perdona la brutalità) a nessuno frega niente del tuo circolo di
cricket o del tuo condominio. Se domani smettessero di esistere il resto della
popolazione continuerebbe a vivere normalmente.

Altro discorso è il sistema dei domini italiano. Se domani di colpo smettesse
di esistere avremmo tutti una gran brutta giornata.


>Vogliamo che un giorno si assista in Internet al episodi quali la
>necessità di due leggi all'anno per togliere e mettere il cappotto ai
>militari ? Sembrerà buffo, ma è quello che è successo per decenni in
>Italia, a prescindere alle condizioni climatiche o meteorologiche.

Il fatto che quando lo Stato ci mette lo zampino di solito rallenta i processi
del 300% e fa aumentare i costi del 500% è innegabile. Ma quale alternativa
abbiamo?


         ciao,
         Luca



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe