c'e' bisogno del vostro contributo

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Ven 19 Dic 2003 18:30:44 CET


On Tue, 16 Dec 2003 23:21:53 +0100, you wrote:

>Salve a tutti,
>
>In un convegno svoltosi a Bologna lo scorso 22 novembre si e’ discusso
>della bozza del Codice dei diritti di proprietà intellettuale

Io ho alcune osservazioni relativamente slegate dal testo, che mi sembra
pieno di stupidaggini, ma il cui commento lascio a voi legali. I miei
commenti sono invece legati a un paio di considerazioni di metodo, che penso
siano altrettanto se non piu' importanti di quelle sul merito del testo.

Per prima cosa, e' inaccettabile che il Ministero delle Attivita'
Produttive, svegliandosi un bel mattino, abbia deciso di regolamentare
Internet in perfetta autonomia. In questo modo, Internet viene trattata come
un puro e semplice strumento di produzione industriale, tralasciando tutti i
suoi aspetti di media, di comunicazione, di liberta' di espressione, di
strumento per lo sviluppo, di strumento di formazione e crescita personale.

Non vi e' traccia di concertazione con gli altri ministeri competenti
(Comunicazioni, Innovazione, Universita') ne' di tutte le discussioni degli
anni scorsi, a partire dal cosiddetto "tavolo dei domini" del Ministero
delle Comunicazioni (che peraltro non e' stato certo una esperienza da
prendere a modello in termini di trasparenza o concertazione pubblica, ma e'
sempre cento volte meglio di questo). Non c'e' inoltre traccia di alcuna
discussione pubblica con le comunita' della rete, con i professionisti, con
l'industria, con gli utenti, e con chi si e' occupato finora della Internet
governance nazionale. Noi che facciamo Internet tutti i giorni l'abbiamo
scoperto con mesi di ritardo, il che prova come il Ministero stia mettendo
le mani in un territorio con cui non ha nulla a che fare!

Inoltre, vogliamo parlare del metodo previsto dalla legge per le future
attivita' di governance? La legge istituirebbe una "Commissione per
l'accesso all' INTERNET e alle altre reti telematiche", con la finalita' non
solo di regolamentare i domini .it, ma anche di "promuovere le iniziative
necessarie per dare luogo alla più ampia diffusione dell'utenza dell'
INTERNET o di altre reti telematiche" (cioe', praticamente qualsiasi cosa),
nonche' altre cose tra cui "garantire che la utilizzazione o la
registrazione dei nomi a dominio non determini posizioni dominanti o
pratiche restrittive della concorrenza" e "garantire la sicurezza della rete
e la protezione del trattamento dei dati personali" (mai sentito parlare di
Garante della Privacy e Autorita' Garante della Concorrenza?). Questa
commissione sarebbe presieduta dal Ministero delle Attivita' Produttive e
conterrebbe solo ed esclusivamente rappresentanti di vari Ministeri, della
Presidenza del Consiglio e del CNR (non c'e' dentro nemmeno il Parlamento).
Al massimo, ci sarebbe un comitato consultivo di docenti universitari
(onestamente, non si capisce cosa c'entrino) e, bonta' loro, di non meglio
specificati "operatori e utenti", ma solo con ruolo marginale.

Tutto questo mentre l'Italia a Ginevra sottoscrive una dichiarazione di
principi che dice quello che tutti sanno, cioe' che i casi in cui Internet
e' stata controllata e promossa direttamente dai governi sono stati un
fallimento totale, mentre il suo sviluppo e' stato possibile solo grazie a
strutture di governance multi-stakeholder, tipicamente basati su processi
dal basso e su tavoli paritetici tra industria e utenza, con il governo col
ruolo di osservatore e garante del pubblico interesse. (Se qualcuno vuole
argomenti e studi scientifici a supporto di questa tesi, esempi di
implementazione pratica, eccetera, basta chiedere...)

Insomma, la nostra Naming Authority e la sua nuova evoluzione dopo l'ultima
assemblea non sono certo il massimo della vita (se volete, ne possiamo poi
discutere con calma), ma da qui a nazionalizzare ed ingessare la rete ce ne
corre...
--
vb.               [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<------
http://bertola.eu.org/  <- Vecchio sito, nuovo toblòg...



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