La nuova onnipotente commissione (era: c'e' bisogno del vostro contributo)

mnt-iperv Giorgio Clemente ita-pe a IPERV.IT
Ven 19 Dic 2003 21:06:11 CET


Se proprio dobbiamo usare una metafora per caratterizzare internet perche`
non riferirci a quella piu` prossima: la telefonia.
Se non sbaglio anche qui abbiamo delle strutture private tra loro
interconnesse ed in questo caso lo stato e` costantemente invocato per
garantire un equilibrio fra le aspirazioni monopolistiche di Telecom e
quelle di sopravvivenza degli altri operatori.
Non  vi e` nulla di male se lo stato si occupa di tutto cio` purche` lo
faccia con il dovuto equilibrio ed agisca solo quando e` pienamente
cosciente delle sue azioni e abbia come unico obiettivo l'armonizzazione
delle legittime aspirazioni di tutti i partecipanti al "gioco", ed e` questo
il punto dolente, molti di noi hanno la percezione che lo stato (che altro
non e` che l'insieme delle persone dotate delle opportune cariche) non sia
sufficentemente cosciente di tutti i meccanismi di Internet e che finisca
per tutelare (coscientemente o incoscientemente) gli interessi di alcuni a
discapito di quelli di altri.
Il problema e`,o come colmare questo deficit culturale dello stato (o meglio
delle persone che lo rappresentano) o come realizzare una struttura dotata
di questa cultura  che nel contempo sappia rappresentare realmente tutti i
legittimi attori (ed  a cui lo stato potrebbe delegare la gestione della
materia).
Credo che in ogni caso rimanga in carico allo stato l'obbligo di enuciare i
principi che devono governare le scelte in questo settore, ad esempio, per
quanto sia profondamente contrario non tanto ai Marchi in se (almeno nelle
loro funzione di etichetta e di individuazione del produttore) quanto al
loro uso per tutele strumentali e paradossali e sia contrario "tout court"
alla brevettabilita` in ogni sua salsa e sia favorevole al diritto di
"reverse engineering" riconosco che questo e` un tema dove lo stato ha
l'obbligo di esprimere una posizione che armonizzi tutte le legittime
aspirazioni (compresa la mia).
Il problema dei nomi a dominio e` molto delicato ed in un qualche modo la
delicatezza deriva da una partenza infelice nella notte dei tempi (si fa per
dire) nella definizione della struttura gerarchica degli stessi. Nessuno
muove contestazioni  nei confronti della parte fissa (ccTLD, gTLD).
L'anomalia sta nel fatto che il nome a dominio rappresenta il modo con cui
siamo raggiungibili su internet, per certi versi e` come il nostro inidrizzo
di casa o dell'ufficio, tuttavia da questo differisce per un aspetto
fondamentale che non e` la differenza tra reale e virtuale quanto il fatto
che il primo lo decidiamo noi mentre il secondo ci viene dato d'ufficio dal
comune e non  ci facciamo caso proprio per questo, ma come sarebbe la
faccenda se potessimo noi dare il nome del luogo dove raggiungerci ? beh
credo che si scatenerebbero immediatamente delle contestazioni sull'uso
esclusivo dei nomi, detto in altri termini se i nomi a dominio liberamente
selezionabili fossero stati messi in una forma dotata di una struttura
multilivello piu` profonda di quella originariamente selezionata
(xxxx.ccTLD, o xxxx.gTLD) tipo ad esempio xxxx.num
civico.via.citta.regione.nazione (che e` poi quanto accade per
l'indirizzamanto x.500) ora non vi sarebbe alcun problema legato alla
gestione dei nomi a dominio.

Saluti
Dino
P.S. dimenticavo che proprio il parallelo con la telefonia ci fornisce un
altro esempio  dove il  nome (numero di telefono) con cui siamo
raggiungibili ci e` indifferente proprio perche` ci viene assegnato
d'ufficio.
P.P.S a volte mi domando quante risorse intellettuali stiamo sprecando per
questo tema .......



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