R: c'e' bisogno del vostro contributo

Mario Pisapia mario.pisapia a TIN.IT
Mer 17 Dic 2003 02:28:53 CET


From: <ambrosini a andreamonti.net>
Subject: c'e' bisogno del vostro contributo


> COSA DICE IL CODICE DEI DIRITTI DI PROPRIETA' INTELLETTUALE IN
> RELAZIONE AI NOMI A DOMINIO (e mio parere. per incoraggiarvi)
>
> Bozza normativa: nella relazione finale (posta alla fine di tutto il
> codice) si legge che i nomi a dominio sono diventati segni distintivi
> e, in particolare, costituiscono una nuova categoria di segni
> distintivi. Si dice inoltre che - vista la difficolta' di distinguere
> la disciplina dei nomi a dominio sulla base del loro utilizzo, e'
> parso opportuno di disciplinare questi segni PER SE STESSI CONSIDERATI
> E INDIPENDENTEMENTE DAL LORO IMPIEGO (!!)
>
> Alessia-pensiero: questa affermazione e' molto pericolosa. Sulla base
> dell'equivalenza dominio = marchio

Attenzione!!!  Il fatto che i nomi a dominio vengano considerati segni
distintivi non significa che essi siano considerati marchi. Attualmente il
marchio è un segno distintivo tipico come ad esempio la ditta e l'insegna,
ma ciò non significa che essi siano sottoposti alla stessa disciplina.
Dalle tue parole (ho consultato il codice sul sito AIPPI, dove non ho
trovato la relazione) si comprende invece che il nome a dominio sarà
considerato segno distintivo tipico, ma non che sarà uguale al marchio o che
sarà sottoposto alla disciplina prevista per i marchi.

> Bozza normativa: Tra le disposizioni generali si legge che i nomi a
> dominio sono espressamente oggetto di registrazione insieme a marchi e
> brevetti.
>
> .....mi viene da pensare: non e' che ci si sta inventando qualche pastoia
> burocratica per cui sia necessario registrare un dominio anche
> all'ufficio marchi e brevetti?? Attenzione.

Nel progetto si dice chiaramente che la registrazione avverrà secondo le
regole fissate dalla Commissione e verrà effettuata dalla Autorità di
Registrazione, funzione che è attribuita all'Istituto di Informatica e
Telematica (IIT) del Consiglio Nazionale delle Ricerche....almeno in sede di
prima applicazione della legge, ma dubito che in seguito le cose cambieranno
o che tale funzione venga affidata all'UIBM.


> Codice: Secondo il codice un dominio puo' essere costituito da ogni
> "designazione alfanumerica di cui SIA TITOLARE O CHE POSSA UTILIZZARE
> LEGITTIMAMENTE IL RICHIEDENTE"
>
>
............................................................................
...... La norma
> cosi' come formulata nel codice non e' invece chiara: e' consentita
> solo la registrazione di nomi che fanno capo alla mia
> azienda/persona?? E se il nome e' inventato? Devo prima registrarlo
> come marchio? Devo fare una ricerca di anteriorita' per verificare se
> leda qualche altrui diritto? Un sistema del genere non sta in piedi.

Il principio fissato nella bozza del codice è il 'solito' ordine cronologico
delle richieste che viene seguito anche oggi per l'assegnazione. E' chiaro
che chiunquue faccia richiesta di assegnazione di un nome a dominio deve
poterlo utilizzare legittimamente. Ciò NON significa che per ottenere
l'assegnazione di un certo nome a dominio esso debba essere già stato
registrato come marchio (come avviene in alcuni Paesi), ma significa che
l'assegnazione a un determinato soggetto non deve ledere i diritti che altri
soggetti hanno sul segno. In pratica si vuole contrastare il cybersquatting.

 > Codice: i domini verrebbero registrati da un'autorita' di
> registrazione, secondo regole indicate da apposita commissione.
>
> Alessia-pensiero: Policy Board o Commissione, allo stato attuale e'
> indifferente per noi chi faccia le regole. Non abbiamo strumenti per
> stabilire il modello migliore.

Secondo me invece è importante stabilire la composizione della Commissione.
Bisogna essere certi che essa sia rappresentativa della LIC. Inoltre, nel
progetto si fa riferimento a un colleggio consultivo di cui dovrebbero far
parte professori universitari ritenendo, secondo me a torto, che solo per
questa qualifica ogni professore sia in grado di comprendere le
problematiche di cui discutiamo su questa lista. Credo che ottimi esperti
siano fuori dal mondo accademico.

> Codice: Il nome a dominio verrebbe CANCELLATO quando coincide con UNA
> DENOMINAZIONE GENERICA DI UN PRODOTTO O SERVIZIO tale da attribuire al
> richiedente un ingiustificato privilegio
>
> Alessia-pensiero: Ma siamo scemi?

Qui sono d'accordo con te. Innanzitutto, bisogna tener presente che in
Italia e nel mondo sono numerosissimi i nomi a dominio costituiti da una
denominazione generica e la loro cancellazione sarebbe un caso isolato,
credo, in tutta la rete. Inoltre, bisognerebbe pensare al danno che
subirebbero coloro che su quei domini hanno basato la propria attività
commerciale in un momento in cui pochi avevano compreso le potenzialità di
Internet. L'uso di una denominazione generica, più che un ingiustificato
privilegio come avviene nel caso dei marchi, va considerata lungimiranza per
i nomi a dominio.
In ogni caso, credo sia utile osservare che il nome a dominio ha una doppia
natura. Esso principalmente la funzione di indirizzo, ma grazie alla
possibilità di poter utilizzare come indirizzo parole di senso compiuto, il
dominio può svolgere e, di fatto, svolge anche la funzione di segno
distintivo.       (...spero che con queste parole non ho urtato la
suscettibilità di qualcuno!!)

> Codice: Sono esclusi dalla registrazione o CANCELLATI (se gia'
> registrati) i nomi contrari alla legge, all'ordine pubblico e al buon
> costume.

Sono d'accordo!

......ritengo che
> la norma non sia proprio applicabile. Mi spiego. Scommetto che non
> avrei problemi a registrare etroen.it. Ops. etroen vuol dire "stronzo"
> in francese. Ma chi se ne accorgerebbe? (soprattutto se uso una lingua
> un po' meno parlata).

Mi rimetterei al buon senso del Registro con la possiilità, ovviamente, di
fare ricorso contro decisioni troppo restrittive.

> Codice: la commissione nazionale per l'accesso a internet, oltre a
> fare le regole di naming, deve anche garantire che
> l'utilizzazione/registrazione dei domini non determini posizioni
> dominanti o pratiche restrittive della concorrenza.

Non penso che questo sia un compito che possa svolgere la Commissione, ma
credo che spetti al potere giudiziario.

> Codice: la Commissione stabilisce anche i requisiti che devono
> possedere i maintainer.
>
> Alessia-pensiero: Chi vivra' vedra'; a priori non possiamo dire nulla.
>
> Codice: Le controversie in cui la commissione e' parte sono di
> competenza del giudice amministrativo.
>
> Alessia-pensiero: da un lato la soluzione e' coerente in senso
> giuridico, ma affidare la giurisdizione al TAR significa elevatissimi
> costi (le cause al TAR sono molto costose) e non riguardano i diritti
> ma gli interessi legittimi (una specie di "diritto affievolito") che
> rende molto meno effettiva la tutela, se applicata ai nomi a dominio.

Saluti
Mario Pisapia



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