Naming in cerca di un nuovo ruolo

Francesco ORLANDO tech a RCART.COM
Sab 20 Dic 2003 20:00:00 CET


#
Articolo di Pierluigi Sandonnini
tratto dall'Inserto Itali a Oggi.it - pagina 3.it
Allegato ad Italia Oggi del 20 dicembre 2003
#
######
Il passaggio delle attivita' normative alla Registration authority
dovrebbe garantire procedure piu' snelle.
Naming in cerca di un nuovo ruolo.
entro sei mesi dovranno essere ridefinite le funzioni e lo statuto...

di Pierluigi Sandonnini

Cambia l'organizzazione della Naming authority italiana,
l'organismo preposto alla gestione dei nomi a dominio di Internet.
L'ultima assemblea, tenutasi il 9 dicembre,
ha deciso a larga maggioranza per una struttura piu' moderna,
basata sul principio delle costituency, cioe' dei gruppi di interesse,
cosi' come accade per ICANN, e ha eletto un policy board, un comitato per le regole,
formato da quattro rappresentanti dell'offerta  e due della domanda.
Del comitato fanno parte, da un lato, provider, mantainer,
Aiip (Associazione Italiana Internet Providers) e Assoprovider;
dall'altro l'organizzazione di utenti Societa' Internet e la stessa Naming authority.
La novita' sostanziale sta nel fatto che l'attivita' normativa che veniva svolta
dal Comitato Esecutivo della Naming authority
rientra ora nella struttura della Registration Authority.
Una modifica resa necessaria dal veloce sviluppo di Internet:
basti pensare che nel 1999 i domini .it erano 90 mila mentre ora hanno raggiunto quasi il milione.

«La creazione del policy board», afferma Franco Denoth,
direttore dell'Istituto di Informatica e Telematica del CNR
che gestisce la Registration Authority,
«permette di risolvere il problema di una piu' rapida interazione fra l'organismo normativo e il registro.
Prima, infatti, le procedure erano abbastanza lunghe e impedivano di operare tempestivamente.
Cosa che, invece, occorre fare sempre piu' spesso, ora che Internet non e' piu' per pochi».
La nomina del policy board ha ratificato il memorandum d'intesa stilato fra il Comitato Esecutivo
della Naming authority e la Registration Authority lo scorso 27 ottobre; il nuovo organo lavorera'
in modo autonomo rispetto alla Naming, che di conseguenza viene a perdere la ragione stessa del proprio nome.
Parecchi articoli dello statuto del '97, quindi, non saranno piu' applicabili;
l'organismo ha percio' deciso di darsi sei mesi di tempo per modificarlo e trovare una nuova ragione d'essere,
cercando di mantenere il patrimonio di competenze acquisite, seppure con uno scopo diverso.
«La NA era una organizzazione individuale», spiega Stefano Trumpy, presidente di Societa' Internet
e rappresentante per l'Italia presso ICANN, «basata cioe' sulle singole persone.
Ora, questa che in gergo ICANN viene chiamata Local Internet Community, si basera' sui gruppi di interesse
individuati come migliore rappresentanza dell'offerta e della domanda».
Secondo Franco Denoth, il nuovo ruolo della NA potrebbe essere quello di consultare la Local Internet Community,
facendosi portavoce delle esigenze e delle aspettative dell'utenza finale.
Del policy board faranno parte anche rappresentanti del governo
in accordo con quanto previsto dall'articolo 15 del nuovo Codice delle Comunicazioni.
La presenza governativa, comunque, non dovrebbe avere un peso rilevante all'interno
di una visione di self-regulation dell'Internet, limitandosi ai soli casi di effettiva necessita'.
Si pensi, per esempio, alla registrazione di nomi appartenenti a enti pubblici o alle forze dell'ordine,
oppure ai nomi propri che riguardano il territorio (citta', regioni ecc.).
Nel corso dell'ultima assemblea e' stato inoltre eletto un delegato esterno al comitato,
con funzioni consultive e di collegamento fra il registro e gli enti
che si occupano delle procedure di riassegnazione dei nomi a dominio.
Di riorganizzazione della Naming authority, o addirittura della sua soppressione,
si parla da tempo; il disegno di legge Passigli, del 2000,
prevedeva di elevare la Registration Authority a pubblica amministrazione,
dotandola di potere regolamentare e sottraendo quindi tali compiti alla Naming authority.
Una operazione fallita, cosi' come altri disegni di legge presentati nella scorsa legislatura.
In discussione, comunque, c'e' l'intera Internet governance italiana.
C'e' chi vorrebbe una Registration Authority autonoma dall'Istituto di Informatica e Telematica del CNR,
pur mantenendo le competenze e l'esperienza di un ente pubblico di ricerca.
L'idea non trova d'accordo il direttore dell'Istituto: «Una organizzazione si cambia
perché non soddisfa gli obiettivi oppure per crearne una nuova che consenta di perseguire altri obiettivi,
che l'attuale non permette di raggiungere», precisa Denoth. «Non e' il caso della situazione attuale.
Anzi, riceviamo consensi da piu' parti, da ICANN e da altri organismi.
Il fatto che la UE abbia assegnato a Eurid, di cui il CNR e' uno dei soci fondatori,
la gestione del prefisso .eu mi sembra chiaramente indicativo.
In ogni modo, qualora si dovesse ravvisare questa necessita'»,
conclude Denoth, «esistono vari modi per attuarla».

######

Riquadro a centro pagina - Autore non indicato
#
Chi decide sui nomi a dominio in Italia
La Naming authority italiana nasce ufficialmente il 2 ottobre 1998
con l'approvazione definitiva dello statuto e l'elezione del presidente
e del primo comitato esecutivo. La forma giuridica e' di associazione.
A crearla e' l'Ita Pe, un gruppo di esperti che gia' dal '95 era stato
incaricato di svolgere attivita' di naming dall'Uninfo
(ente federato all'Uni avente lo scopo di promuovere lo sviluppo della
normativa nel settore delle tecniche informatiche)
e dal ministero delle Poste e telecomunicazioni.
A sua volta, l'Uninfo aveva ricevuto nel'94 l'incarico di organizzare
il governo dei domini Internet in Italia secondo la normativa ISO 6523.
Prima delle modifiche apportate lo scorso 9 dicembre,
la Naming authority italiana era composta da tre organismi istituzionali:
(assemblea, il comitato esecutivo e la presidenza.
Al comitato esecutivo, eletto dall'assemblea, era affidato il compito
di stabilire le Regole di Naming per il Top level domain (Tld) e il Country code ISO «it»,
oltre che la gestione dell'amministrazione ordinaria e straordinaria dell'autorita'.
In pratica, a esso spettava la decisione di attribuire o meno un nome
al soggetto che ne faceva richiesta.
Del comitato potevano far parte anche membri esterni o cooptati,
in rappresentanza di altri organismi o delle istituzioni.
Con le decisioni adottate durante l'ultima assemblea,
il comitato esecutivo perde i poteri sulla normativa riguardo i nomi a dominio,
sostituito dal policy board costituito in seno alla Ra.
Per la Naming authority si prospetta dunque un drastico cambiamento di ruolo.
Sembra invece per ora accantonata l'idea, circolata fino alla meta' di quest'anno,
di istituire una fondazione di diritto privato con i compiti attualmente svolti
dalle due autorita'. Nondimeno, la Registration Authority vorrebbe vedere
legittimato il proprio ruolo da parte delle istituzioni.
#



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe