Rif: il piatto piange

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Mar 30 Dic 2003 09:38:57 CET


On Mon, 29 Dec 2003 18:58:55 +0100 (CET), you wrote:

>Diciamolo onestamente il vero limite e problema  della NA Ŕ stato il
>numero di persone iscritte solo per dare deleghe. A questo problema le
>varie componenti hanno ovviato portando sempre piu' iscrizioni vuote
>creando il classico circolo vizioso.

Per il momento intervengo solo su questo punto specifico (sul discorso piu'
generale, apprezzo le tue proposte, ma forse prima bisognerebbe capirsi su
che cosa pensiamo che la NA debba diventare, poi gli statuti si scrivono di
conseguenza) per sottolineare che questo e' proprio uno dei risultati tipici
dei sistemi "flat" come era il nostro, in cui si mescolano rappresentanza e
"advocacy".

In teoria, il concetto che sta dietro la NA "vecchio stile" e' quello di un
gruppo di esperti, che non partecipano in quanto portatori di singoli
interessi, ma in quanto "saggi" che ogni volta prendono la decisione che va
nell'interesse comune. In questo senso, la partecipazione e' basata sulla
cosiddetta "advocacy", cioe' sul fatto che determinate idee vengano
sollevate e proposte per la discussione; per fare questo, non c'e' bisogno
che la composizione dell'assemblea rifletta il peso dei diversi gruppi, ma
per assurdo basterebbe che ci fosse, che so, anche un solo utente, perche'
le idee e le necessita' degli utenti siano rappresentate.

Il problema pero' e' che quando poi gli interessi diventano contrapposti e
si passa a discutere questioni controverse, a quel punto non e' piu' vero
che la quantita' non conta piu'; si passa appunto a un modello di
rappresentanza, in cui gli interessi contrapposti vengono pesati e la
proposta che raccoglie il maggior consenso viene adottata a maggioranza. In
un sistema piatto come era il nostro, questo si concretizza appunto nella
spinta da parte di ogni gruppo a far iscrivere piu' persone possibili, anche
se non direttamente interessate, pur di acquisire un peso maggiore.

Nota che un sistema a rappresentanza completa - come e', ad esempio, quello
della democrazia elettiva per i nostri Parlamenti - non e' praticamente
fattibile sulla rete; in ICANN, questa era un po' l'idea iniziale, ossia che
sarebbe bastato arrivare a far votare gli utenti direttamente per costruire
un modello rappresentativo; il problema e' che a questo punto non sai piu'
dove fermarti, ossia: se fai votare quei 1.000, 10.000 o 100.000 utenti che
si registrano sul sito, sei sicuro che essi siano veramente rappresentativi,
visto che sul miliardo di utenti Internet sono comunque una percentuale
minima? Lo stesso dubbio si applica anche alle altre constituency (anche qui
da noi, la percentuale dei maintainer che sono attivi nella NA e' ben
lontana dal 100% o anche solo dal 50%...).

Il sistema a constituency e' un compromesso ragionevole, nel senso che il
problema della rappresentanza e' risolto con un sistema di pesi assegnati a
priori, per cui, a questo punto, che io abbia 10, 100 o 1000 utenti, il
numero di rappresentanti nel policy board e' sempre lo stesso, e non c'e'
piu' ragione per la corsa alle iscrizioni inutili; quindi all'interno delle
constituency rimangono solo le persone veramente attive e interessate, che
possono lavorare ancora sul principio dell'"advocacy", ossia esponendo le
proprie idee; siccome la constituency e' mediamente uniforme, al suo interno
si riesce ancora a raggiungere un "rough consensus" senza il problema della
corsa al voto.
--
vb.               [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<------
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