R: nomi internazionalizzati [okkio alle equivalenze :-]

Pierfranco Bini bini a DSMLAB.IT
Gio 13 Feb 2003 12:31:43 CET


Esatto, Giorgio mi hai tolto l'email dalla tastiera...

è pur vero che in Italia si trovano furbastri capaci di fare qualsiasi cosa
ma se uno registra un nome a dominio con un accento scorretto per giocare
sull'ambiguità la parte "lesa" può sempre fare una PDR.
Dato poi il layout della tastiera italiana le uniche ambiguità di cui mi
preoccuperei sono quelle legate alle "e accentate": un dominio
"universitá.it" può essere raggiunto in modo banale solo tramite motori di
ricerca.

Insomma visto che ammettiamo la registrazione dei domini.it da partre dei
soggetti comunitari non possiamo certo imporre ai francesi di rinunciare ai
loro accenti (pere.it e père.it sono cose ben diverse per un francese)

Vittorio dice in altro messaggio che non tutti sanno come usare le e
accentate in italiano, ma non possiamo prendere l'ignoranza come presupposto
alla stesura di una norma tecnica...


Ciao

Pierfranco

> Vittorio Bertola wrote:
> >
> > Veramente io parlavo di equivalenze: secondo me chi registra caffè.it
> > dovrebbe avere in omaggio caffé.it: in omaggio, perche' le query sulla
> > zona .it vengono preprocessate in modo che caffè.it e caffé.it
> > diventino la stessa stringa xn--qualchecosa.it prima di effettuare la
> > query vera e propria.
>
> Ciao Vit-aminico, brutte notizie:
>
> i nomi a dominio del cctld.it possono essere registrati dai cittadini
> europei e pertanto, malgrado una loro intermittente vocazione alla
> grandeur isolazionista, pure dai citadini francesi e coloniali ...
>
> Piu' in generale: gli accenti sono *connotativi* e rilasciano una
> referenza semantica ben distinta sui nomi.
> Okkio a dove ci spingiamo a regolamentare in tema di equivalenze.



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