Commento a C.Comella

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Gio 23 Gen 2003 03:34:44 CET


Commento il msg di C.Comella

> Scusate, ma questa e' la lista della "naming authority" italiana oppure
> e' una lista marziana a cui mi sono erroneamente iscritto?
>

Tutte e due le cose :)

> Se non e' una lista popolata da marziani, permettetemi di rinnovare un
> modesto invito a scrivere con cognizione di causa: nel caso attuale,
> dopo avere quanto meno letto e, se opportuno, essersi fatti spiegare da
> qualcuno in grado di farlo il significato della legge 675/96.
>

Personalmente ritengo che, per come e' modellata la 675, sia assolutamente
fisiologico che nei casi non specificatamente dettagliati non sia cosi' spesso
lampante e deterministica la sua applicazione o quantomeno la forma con
cui applicarla (tant'e' vero che e' sin dalla prima stesura la 675 prevede
l'esistenza dell'ufficio del Garante per darne una interpretazione 'autorevole' ).
Detto questo,  la bonta'  e l'efficacia di una norma non e' solamente relativa
alla sua formulazione ma anche e sopratutto da quanto 'precisamente' tale
norma viene percepita e da questo punto di vista il fatto che tale norma sia
'preda' di ricorrenti precisazioni fa si' che sia seguita con la dovuta attenzione
da chi ne e' piu' facilmente coinvolto quotidianamente rispetto a soggetti che
sono 'edotti' che esiste il principio generale ma che demandano
l'approfondimento al momento del bisogno specifico.
.
> Altrimenti, con buona pace di giuristi, avvocati, laureati e fuori corso
> in legge e quant'altro presenti in lista, che evidentemente avranno
> altro a cui pensare invece che correggere gli strafalcioni altrui,
> l'immagine che viene fuori dalle email circolate in questi ultimi giorni
> e', purtroppo, quello desolante di un gruppo di persone che, immemori
> del sempre attuale "ne sutor ultra crepidam", continuano a discutere di
> argomenti che sono, nel modo piu' evidente, totalmente al di fuori
> della propria sfera di conoscenza, e tutto cio' nella piu' assoluta
> impunita', diciamo cosi', dialettica.
>

Su questo argomento mi permetto di indirizzare una bonaria e riservata
'tiratina di orecchie'  a quei taluni perche', almeno come la intendo io, una
discussione dovrebbe essere un momento di crescita reciproca  laddove le
rispettive competenze vanno messe in campo oltre che per risolvere una
situazione anche per far 'crescere' l'interlocutore.  E visto che in questa lista
ci sono anche persone del Ufficio del Garante ( :) ) mi aspetterei di vedere
passare queste precisazioni anche e sopratutto da loro visto che, data la
fonte, oltre al  valore 'formativo' che serve alla discussione produttiva hanno
anche un rilevante imprimatur di 'autorevolezza'.. Altrimenti si cade nella
trappola dellle dichiarazioni di 'incompetenza' reciproca che, aldila' dellle
curiosita' e del folklore che tali battibecchi possono scatenare, lasciano un
po' il tempo che trovano...

> Per carita', nessun problema e ognuno e' sempre libero di discutere come
>   puo' e quando vuole, ma e' sorprendente che costoro siano i
> responsabili della "normazione"  dei nomi a dominio in Italia.
>

Beh, devo dire che anche se mi sono sentito spesso io il marziano della
situazione rispetto a certi modi di affrontare gli argomenti c'e' da dire che si
sono viste cose altrettanto 'sorprendenti' in settori della 'normazione' di ben
altra portata e respiro.... Questo non giustifica certo la situazione ma a
maggior ragione diventa ancor piu' opportuno che chi ha le competenze le
metta in campo facendo in modo che almeno i punti chiave diventino
patrimonio di tutti...

> Qui Vittorio Bertola ha invece posto un problema reale, serio e di una
> certa gravita' su questioni attinenti le finalita', la proporzionalita',
> l'informativa e il consenso al trattamento di dati personali. E
> lasciatemi aggiungere, anche attinenti al buon senso.
>
> Chi non si rende conto della serieta' dell'argomento, avendo vieppiu'
> una qualche responsabilita' nella definizione delle cosiddette "regole
> di naming", e' un irresponsabile, con la pretesa pero' di essere
> "legibus solutus", che si accorgera' del problema quando lo urtera'
> violentemente col proprio naso.
>

Personalemente metterei piu' enfasi sulla definizione di 'serio' piuttosto che
di 'grave'.... perche' gli esempi di normative scaturite solo dopo il verificarsi di
eventi scatenanti (sbatterci il naso) sono molteplici e sono convinto che ve
ne saranno anche in futuro...

> Il risultato per il lettore e', ve lo assicuro, puramente comico.
>

Noi tecnici abbiamo la stessa sensazione quando vediamo affrontate certe
tematiche tecniche suilla stampa generalista (virus, hacking etc.etc.)
e spesso viene voglia di precisare al giornalista di turno come stanno
effettivamente le cose solo che la bassa interattivita' del media non facilita
certo la cosa...
Su una lista la cosa 'dovrebbe' essere piu' semplice.....

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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