whois e riservatezza

MNT-TEV - Enzo Viscuso enzoviscuso a TIN.IT
Lun 27 Gen 2003 12:14:33 CET


Uno dei miei sogni e' avere delle regole (Leggi) per Internet uguali in tutto il mondo,
come succede per la Navigazione, per la Navigazione Aerea, etc.
A parte quest'Utopia, che senso ha fare delle regole per il .it quando quelle del .com
o di altri ccTld  sono differenti?
Per il .com si puo' registrare anche un nome di fantasia, come quella mia amica
che ha intestato il dominio al suo cane;
l'unico nome che deve essere corretto e'
quello del "Invoice contact", cioe' di chi paga, perche' c'e' il check con
i dati della carta di credito.
In Italia, l'"Invoice contact" e' il maintainer.
Quindi, per un privato, il problema e' nascondere l'"Admin-c" e il "Descr", che dovrebbero
 ovviamente coincidere.

Se lo faccio perche' non voglio che compaiano il mio indirizzo e telefono,
basta scriverne uno fasullo nell'oggetto PERSON; magari, non proprio fasullo, ma quello
del provider o di una ditta o istituzione alla quale mi ricollego, in maniera di essere contattato
in caso di necessita'; come e-mail, me ne posso fare una appositamente su Hotmail o simili.
Se  lo faccio per spedire e ricevere anonimamente messaggi dal mio dominio, direi
che la cosa e' aberrante - sapete che pacchia per gli spammers!!!
Se lo faccio perche' il contenuto del sito non deve riagganciarsi a me, la cosa e' strana:
un sito anonimo non ha credibilita'; in ogni caso deve esistere un referente, che sia un persona,
una istituzione, una associazione, a meno che non si tratti di attviita' illegali - anche qui gran pacchia
per gli spammers, che intesteranno il dominio alla nonna, che non compariria' neanche e,
prima di arribare a lui, l'operazione sara' gia' dimenticata.

Il caso non illegale che mi viene in mente e' quello dei vari fan-club dei vari cantanti ed attori
che proliferano su Internet: in effetti, non sono associazioni legali, ma non fanno attivita' illegali
(salvo la pubblicazione non autorizzata di materiale protetto da copyright); perche' uno qualsiasi
dei responsabili non puo' dare il suo nome?
Il caso che ho visto citato del malato di AIDS che vuole fare un sito sulla sua malattia senza
essere riconosciuto mi sembra davvero eccezionale. Anche qui, potrebbe chiedere ad una
delle tante associazioni di intestarsi il dominio; magari gli danno anche una mano per il sito.
Oppure si registra un bel .ORG.

A parte il fatto che non sono d'accordo che si facciano dei siti anonimi, basterebbe quindi trovare un prestanome.
Si diceva che potrebbe esserlo il provider stesso.
Se il provider non e' accondiscendente, basta trovarne un altro.
Io lo faccio per un paio domini per cui ci sono validi motivi: mi faccio firmare una liberatoria dal cliente
(amico) e di tanto in tanto verifico il contenuto del sito e il traffico di posta.

Enzo Viscuso

>>Come al solito, questa questione non e' di pertinenza italiana.
>>Come tutti i problemi che riguardano Internet, e' un problema internazionale
>>che puo' essere deciso solo a livello mondiale.
>
>Anche questo non e' vero: comunque l'Italia ha ancora un Parlamento
>legittimato a legiferare sulle azioni che avvengono sul territorio
>nazionale. Posso capire i dubbi in casi in cui cliente, registrar e
>registro sono di diverse nazioni, ma nel caso di un cliente italiano
>che compra un dominio .it da un ISP italiano (ossia il 99% dei .it)
>non vedo come ci possano essere dubbi sull'applicabilita' della legge
>italiana.
>--



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