registrazioni illimitate? [rispedizione]

Gianluca Navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Dom 9 Mar 2003 18:46:07 CET


On Sun, 9 Mar 2003 17:14:14 +0100, Marco d'Itri <md a LINUX.IT> wrote:

>Appunto, si sanzionano a posteriori. Questo non c'entra niente con la
>norma proposta, che impone un limite al numero di registrazioni
>possibili.

C'entra, c'entra.
Personalmente sarei favorevole alla liberalizzazione completa delle
registrazioni (per la quale chiunque può registrare quanti domini vuole).
Ma - vista anche l'attuale impossibilità tecnica di avere infiniti domini -
è ben possibile fissare un numero massimo di domini oltre il quale è
necessario giustificare i motivi della richiesta di registrazione.
Ad es., si potrebbe stabilire che:

4.Registrazione

1. I nomi a dominio all'interno del ccTLD "it" possono essere assegnati in
uso a persone fisiche e giuridiche, ad associazione e ad altri enti non
riconosciuti, appartenenti ad un paese membro dell'Unione Europea.
2. Ciascun soggetto puo' ottenere la registrazione di un massimo di n nomi
a dominio.
3. E' fatta salva la possibilità di ottenere la registrazione di ulteriori
nomi a dominio nei seguenti casi:
a) titolarità di nomi commerciali, marchi, brevetti o diritti di
sfruttamento economico su opere dell'ingegno, complessivamente eccedenti il
numero massimo di nomi a dominio ordinariamente registrabili;
b) ...;
c) ....
4. In tali casi, oltre alla documentazione richiesta per la registrazione
dal successivo art. 13 e dalle Procedure Tecniche di Registrazione, il
richiedente dovrà fornire alla RA idonea documentazione, comprovante il
ricorso di una delle circostanze di cui al precedente comma.
5. Il sopravvenuto mutamento delle condizioni che hanno giustificato la
registrazione del nome a dominio eccedente il numero di cui al comma 2,
deve essere comunicato entro 30 giorni alla RA, la quale provvede a
revocarlo ed a metterlo immediatamente a disposizione.
6. La falsa attestazione dell'esistenza delle condizioni di cui al comma 3,
ovvero la mancata comunicazione di cui al precedente comma, integra la
prova della registrazione e del mantenimento del dominio in mala fede ai
fini di una procedura di riassegnazione.


Anche qui, come vedi, la sanzione è a posteriori. Meglio ancora sarebbe se
i saggi delle pdr potessero condannare alle spese il cybersquatter (con
sostanziale modifica dell'art. 16.3, comma 2, delle regole di naming) .



> >L'accaparramento dei nomi a dominio forse non si può prevenire, ma
occorre
> >dire chiaramente che è vietato se lo si vuole sanzionare nel momento in
cui
> >lo si scopre.
>Come proponi di identificare i casi in cui vengono usati prestanomi o
>società create ad hoc per aggirare l'ipotetico limite di 100 domini?


Nella bozza di testo del nuovo art. 4, che ho elaborato qui sopra (a titolo
di esempio), il problema di creare schermi e teste di paglia è
sostanzialmente risolto:
a) chi ha necessità di avere n domini in più, può ottenerli senza ricorrere
ad artifici;
b) chi ricorre ad artifici è probabilmente un cybersquatter!
Chiaramente non ritengo che in questo caso sia onere della RA preoccuparsi
di verificare se chi formalmente è assegnatario del nome sia
un "paravento". Sarà preoccupazione di un eventuale pretendente al dominio
darne prova nel corso di una pdr, ovvero in un giudizio di concorrenza
sleale o di contraffazione del marchio.


>Ma soprattutto, perché pensi che valga la pena di preoccuparsene ora,
>quando ormai chi ha potuto si è già accaparrato tutto ciò che ha voluto,
>e chi non è stato d'accordo ha già usato le MAP?

Questo non è un problema di oggi o di ieri. E' un "evergreen", che forse
non conosce soluzioni definitive, ma progressive approssimazioni, grazie ad
un sistema complesso di tutele.
Ciao
Gianluca Navarrini



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