tra due mesi...

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mar 18 Mar 2003 12:23:52 CET


At 09.24 18/03/03 +0100, avv. gianluca navarrini wrote:
>----- Original Message -----
>From: "Andrea Mazzucchi" <jesus a NEXUS.IT>
...........
>
>> a) Andare dal notaio ....... e registrare
>> l'associazione cosi' com'e'.
>>
>> b) ....... aprire un conto corrente
>>
>> c) Raccogliere le somme gia' da tempo stanziate dagli Enti Conduttori
>> per la NA e prepararsi cosi' a versare la quota NA per la
>> costituzione della Fondazione.
>
>
>Pur d'accordo con Andrea Mazzucchi, faccio presente quanto segue.
>
>A) La NA, allo stato attuale, *è già* un'associazione non riconosciuta (nel
>senso che essa è priva di personalità giuridica), sicché non serve affatto
>andare dal notaio (a meno che non si intenda ottenere il riconoscimento
>della personalità giuridica, ma non capisco a quale scopo).

per amore della discussione, e sperando di non annoiare, vorrei ripetere i
miei dubbi se la NA sia una (libera) associazione.

Geneticamente la NA nasce come un comitato tecnico, parzialmente spontaneo,
di coordinamento tra esperti di enti sopratutto pubblici, e direi di ambito
para-amministrativo (con il senso di 'amministrativo', da aggiornare, di
quando c'era la  riserva di Stato per i servizi telefonici ed esisteva la
commissione numerazione).

Via via la NA si è allargata a persone, sia con interessi da 'cultore della
materia' sia commerciali,  interessate e disponibili a sperimentare i nuovi
servizi, primariamente di posta elettronica, e più recentemente sopratutto
a 'curiosi' di alcuni relativi aspetti legali.  Lungo la strada le modalità
di funzionamento sono cambiate, ancor più è cambiato l'ambiente circostante
 (con la liberalizzazione telefonica e la nascita di relativa autorità,
oltre che con la commercializzazione di Internet), ma - a mio parere - non
così tanto da aver modificato la natura 'legale' della NA, che rimane
quella di un comitato tecnico-regolamentare.

Dare per scontato che la NA è una (libera) associazione significa assumere
(surrittiziamente) che la gestione di .it, e la validità delle relative
regole di registrazione, sia (stata finora) una questione privatistica
(civilistica), cosa che ovviamente è, a livello nazionale e internazionale,
il punto della discussione.

Non sto dicendo che non si possa difendere una immagine tutta privatistica
della gestione di .it, ma a chi la propone l'onere della prova che sia una
immagine difendibile.




alla prossima
mario



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