tra due mesi...

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Mar 18 Mar 2003 13:25:47 CET


----- Original Message -----
From: "chiari mario" <chiari.hm a FLASHNET.IT>
To: "avv. gianluca navarrini" <avv.navarrini a TIN.IT>; "Assembly of the
Italian Naming Authority" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, March 18, 2003 12:23 PM
Subject: Re: tra due mesi...


> Geneticamente la NA nasce come un comitato tecnico, parzialmente
spontaneo,
> di coordinamento tra esperti di enti sopratutto pubblici, e direi di
ambito
> para-amministrativo (con il senso di 'amministrativo', da aggiornare, di
> quando c'era la  riserva di Stato per i servizi telefonici ed esisteva la
> commissione numerazione).

La genesi di NA, a mio sommesso parere, non ci dice nulla sulla sua
configurazione attuale.

> Via via la NA si è allargata a persone, sia con interessi da 'cultore
della
> materia' sia commerciali,  interessate e disponibili a sperimentare i
nuovi
> servizi, primariamente di posta elettronica, e più recentemente sopratutto
> a 'curiosi' di alcuni relativi aspetti legali.  Lungo la strada le
modalità
> di funzionamento sono cambiate, ancor più è cambiato l'ambiente
circostante
>  (con la liberalizzazione telefonica e la nascita di relativa autorità,
> oltre che con la commercializzazione di Internet), ma - a mio parere - non
> così tanto da aver modificato la natura 'legale' della NA, che rimane
> quella di un comitato tecnico-regolamentare.

Ecco, qui andiamo in direzioni opposte. Tu ritieni che la "rivoluzione"
degli assetti non abbia mutato la natura di NA; io ritengo di si.
Mi sembra che si chiarisca tutto andandosi a legger
http://www.nic.it/NA/nastory.html, dove, molto perspicuamente, si dice che

"Il gruppo Naming Authority ITA-PE si è costituito nell' Ottobre 1994, e si
è dato a suo tempo la struttura di gruppo di lavoro aperto, basando le
proprie procedure operative sul modello dei gruppi della Internet
Engineering Task Force (IETF)"
(N.B.: "The Internet Engineering Task Force (IETF) is a large open
international community of network designers, operators, vendors, and
researchers concerned with the evolution of the Internet architecture and
the smooth operation of the Internet. It is open to any interested
individual". Si tratta, pertanto, di una vasta rete associativa)

Prosegue poi narrando che

"la necessita' di avere a disposizione una struttura in grado di prendere
rapidamente delle decisioni operative, nonche' la difficolta dell'operare in
base al principio del "rough consensus" anche in settori dove l'opinione
dell'assemblea non sempre era concorde hanno portato ad un processo di
revisione della forma del gruppo di lavoro ITA-PE, ed alla costituzione
formale della Naming Authority Italiana, modificando le sue procedure
operative e dotandola di uno statuto formale, che e' stato approvato nella
riunione del 02 Ottobre 1998".
(N.B.: la NA nasce *formalmente* nel 1998 e nasce come associazione).


> Dare per scontato che la NA è una (libera) associazione significa assumere
> (surrittiziamente) che la gestione di .it, e la validità delle relative
> regole di registrazione, sia (stata finora) una questione privatistica
> (civilistica), cosa che ovviamente è, a livello nazionale e
internazionale,
> il punto della discussione.

Qui di surrettizio non c'è proprio nulla! dal mio primo msg postato in
questa lista ho sempre sostenuto che le regole di naming hanno natura,
portata (e limiti) di atto negoziale privato.
La questione a me non risulta essere oggetto di particolari contestazioni
tra i giuristi (non so tra gli informatici (-; ), come emerge da molti (ed
anche non recenti) contributi sulle ben note problematiche legate alla
tutela del marchio registrato ed alla regola first come, first served.
Sul punto mi permetto di rinviare, senza alcuna pretesa di completezza - a:
- Fazzini, Il diritto di marchio nell'universo di Internet, in AIDA, 1998,
pp. 589 e ss.
- Draetta, Internet e commercio elettronico, Milano, 2001, pp. 138 e ss.
- Sammarco, Il regime giuridico dei "nomi a dominio", Milano, 2002, pp. 20 e
ss. (con molti spunti problematici, in particolare sulla "rilevanza
pubblica" degli atti della RA, pp. 30 e ss.)
- Galli, I domain names nella giurisprudenza, Milano, 2001, p. 18.


> Non sto dicendo che non si possa difendere una immagine tutta privatistica
> della gestione di .it, ma a chi la propone l'onere della prova che sia una
> immagine difendibile.

Mi sembra che tu voglia (surrettiziamente ((-;) introdurre una inversione
dell'onus probandi.
Sei tu che devi provare che la gestione .it oggi sia pubblica (e,
francamente, non credo ci si possa riuscire).
In bocca al lupo

Gianluca

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Avv. Gianluca Navarrini
Studio Legale De Propris
00137 - Roma, via U. Ojetti, 79
Tel. 06.8276309 - Fax 06.8274445
http://www.studiodepropris.it
avv.navarrini a studiodepropris.it



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