tra due mesi...

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Mar 18 Mar 2003 17:33:01 CET


----- Original Message -----
From: "chiari mario" <chiari.hm a FLASHNET.IT>
To: "avv. gianluca navarrini" <avv.navarrini a TIN.IT>; "Assembly of the
Italian Naming Authority" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, March 18, 2003 2:56 PM
Subject: Re: tra due mesi...



> ci ripenso, cerco di reperire la bibliografia (un buon sunto on-line?) e
ci
> riprovo in un paio di giorni :-)

Non so se ci siano sunti on line (io per leggere preferisco ancora i vecchi
libri... di carta) :-).
Se ne trovi fammi sapere.


> Per ora  - per capire, non per obiettare -: quale validità dai  alla
stessa
> esistenza del tavolo dei domini, presso un ministero, a cui tutti
sembriamo
> affidare l'ultima parola o comunque non contestarne la legittimità: se le
> "regole di naming hanno natura, portata (e limiti) di atto negoziale
> privato", il governo a quale titolo interviene?

Provo a rispondere con un'altra domanda.
Secondo te la presenza del ministro del lavoro (ops: ...del welfare )-:) al
tavolo delle trattative sindacali insieme ai sindacati ed alla confindustria
rende il contratto collettivo che si firmerà una legge dello stato? o ne
muta forse la natura di contratto (e, dunque, di atto privato)?
La presenza del ministro (o dei suoi "esperti", ...ché è lo stesso) al
tavolo dei domini *dovrebbe* (ma temo che non ne sia consapevole neppure il
ministro) avere la funzione di:
a) mediazione, controllo, propulsione, al fine di rendere nella maggior
misura possibile le regole della gestione del ccTLD .it compatibili con la
normativa vigente;
b) assunzione delle necessarie informazioni (e suggerimenti) per la
predisposizione di un ddl che consenta la traduzione in atto normativo
(stavolta sì) di ciò che non è possibile stabilire con un regolamento
privato (come le regole di naming). Ad es.
- dovrebbe stabilirsi con legge (in deroga all'art. 2055 cc) l'esonero di
responsabilità della RA - o di chi per essa gestirà in futuro il registro -
per il caso di assegnazione a chi non ne ha diritto di nomi a dominio
coincidenti con marchi registrati
- altrettanto si dovrebbe fare per fugare ogni dubbio in ordine alla
responsabilità degli ISP (troppo spesso - ed a mio giudizio in modo
gravemente erroneo - equiparto all'editore, con conseguente applicazione
dell'art. 11, della l. 47/1948) per il caso in cui un loro cliente divulghi
per mezzo di internet notizie diffamatorie, ovvero violi l'altrui diritto
d'autore
c) altre che ora non mi vengono in mente ...o che, pur venendomi in mente,
diventa un po' troppo lungo stare qui a scrivere ((-;

> ps.1. dalla storia della NA leggi anche:
>
> "Sulla base delle indicazioni ricevute, il gruppo di lavoro UNINFO ha
> pertanto richiesto la
> creazione del gruppo per la Naming Autority italiana (gruppo ITA-PE),
> affidandogli >>>>ad-interim<<<< il
> ruolo di Naming Authority, in attesa delle decisioni finali in materia da
> parte della >>>>Commissione
> TLC del Ministero PPTT<<<<, ed ha affidato alla struttura operativa che
già
> si occupava delle
> registrazioni dei nomi a dominio sia per il top level ".it" che per il
> country code "C=it"il ruolo di
> Registration Authority >>>ad-interim<<<<."

Perdonami se insisto, ma mi pare che questo confermi la mia, non la tua,
lettura, visto che (e lo riconosci anche tu):
"L'UNINFO, libera associazione a carattere tecnico, ha lo scopo di
promuovere e di partecipare allo sviluppo della normativa nel settore delle
tecniche informatiche. Rientrano nel suo campo di attività i sistemi di
elaborazione e di trasmissione delle informazioni e le loro applicazioni
nelle più diverse aree, quali, ad esempio, le attività bancarie, le carte
intelligenti, la telematica del traffico, l'automazione industriale"
(cfr. http://www.uninfo.polito.it/present.htm)
Sicché la NA è come se fosse un'associazione germogliata - per soddisfare
date esigenze di uniformazione degli standard tecnici di trasmissione delle
informazioni con il protocollo TCP/IP - dal corpo di un'altra associazione.
E non è una genesi particolarmente originale, se si pensa alle cosiddette
"associazioni a grappolo" (tanto per non affaticarci il cervello, pensiamo
ai sindacati: dal ceppo della CGIL, ad es., nascono la FIOM, la FNSI, ed
altre, che sono associazioni sindacali di settore).

> la mia lettura è che i successivi sviluppi hanno riguardato solo le
> modalità per svolgere al meglio il compito affidato ad-interim, ma non
> riguardono la natura legale della NA. Semmai è nella genesi stessa,
essendo
> comunque UNINFO una associazione privata, che vi è ambiguità, ma UNINFO
> sembra aver agito in supplenza della commissone TLC, quindi .... .

Il fatto che UNINFO abbia "brigato" per la costituzione della NA "in attesa
delle decisioni finali in materia da parte della Commissione TLC del
Ministero PPTT", non vuole affatto significare:
- nè che il ministero avrebbe poi in qualche modo riconosciuto come sua
espressione (o, comunque, come ente pubblico) la NA. A mio avviso, UNINFO ha
dato avvio alla creazione di NA perchè già sapeva che il Ministero delle
PPTT non se ne sarebbe occupato se non nel momento in cui fosse venuto a
galla un interesse politicamente forte (non certo nel 1994)
- nè che vi sia stata una supplenza. Perchè si abbia una supplenza si deve
avere un soggetto supplente ed uno supplito (non supplì...) ed una sfera di
originarie attribuzioni (in capo al supplito) da esercitare in via
sostitutiva e temporaneamente (da parte del supplente). Ora io non vedo la
sfera originaria di attribuzioni (che deve, per un soggetto pubblico, sempre
essere determinata con legge: cfr. art. 97 Cost.). In altri termini: da dove
risulta che la gestione del ccTLD faceva parte nel 1994 delle competenze del
ministero PPTT e della commissione TLC? Non risultando da nessuna parte, non
si può che concludere per l'inesistenza di poteri del ministero sul punto e,
dunque, di una supplenza. UNINFO, insomma, non può aver esercitato in via
suppletiva poteri che non spettavano in via diretta ed originaria neppure al
ministero.


> Qui un aspetto del problema è se le regole di naming sono regole di
> normazione/standardizzazione tecnica (come quelle di cui si occupa
UNINFO),
> o no? La mia impressione è che non lo siano, essendo piuttosto regole (di
> numerazione telefonica atipica?) secondo cui i cittadini possono accedere
a
> un servizio di telecomunicazione - e questo mi sembra un altro genere - e
> come tali potrebbero ricadere nei compiti dell'AGCOM: vedi il comma 13 :
> http://www.agcom.it/L_naz/L_249.htm#04. Su quest'ultimo punto, che
spererei
> infondato, commenti particolarmente welcome.

Bhè, pur avendo delle opinioni (talvolta documentate) non ho una chiara
soluzione per ogni problema.
Penso che - quanto alla natura delle regole di naming - tu abbia senz'altro
ragione su un punto: non sono regole di standardizzazione tecnica. Dire però
che sono regole di numerazione telefonica atipica è una mezza verità, in
quanto - a mio modestissimo avviso - lo sono solo in minima parte.
Mi spiego (ci provo, almeno):
- gli artt. 1 (in particolare la nota dichiaratoria), 2 e 3 sono regole
tecniche (tanto da richiamarsi espressamente alle Procedure Tecniche di
Registrazione);
- l'art. 4 non è una regola tecnica di telefonia, ma una regola di
limitazione all'accesso dei servizi di telecomunicazione (tra l'altro
pessimamente scritta, visto che non è chiaro cosa sia "l'appartenenza" ad un
paese dell'UE: cittadinanza? residenza? domiciliazione? bho!)
- l'art. 5 è in parte una regola tecnica, laddove prescrive che i nomi a
dominio possono essere assegnati direttamente sotto il TLD .it, non anche là
dove disciplina la "struttura geografica predefinita" (che presuppone
un'altra limitazione, non certo di natura tecnica, quella dei nomi nomi
riservati di cui all'art. 7
- l'art. 6 è una regola tecnica. non vedo come si possa utilizzare un nome a
dominio sotto il ccTLD .it se non previa assegnazione; e se l'assegnazione
avviene attraverso la registrazione, la quale è (benché convenzionalmente)
compito esclusivo della RA...
- l'art. 7 non è una regola tecnica (vedi retro sub 5)
- gli artt. 8 e 9 non mi sembrano regole tecnica (ma potrebbero esserlo)
- tutti gli altri artt. non sono regole tecniche (ma giuridiche)
Per quanto, invece, riguarda l'AGCOM, rinvio alle interessanti riflessioni
di Pieremilio Sammarco, Il regime giuridico dei "nomi a dominio", Milano,
2002, pp. 36 e ss. (sulle quali mi sembra non si possa sostanzialmente
dissentire).

Scusate per il msg non proprio sintetico.

Gianluca Navarrini

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Avv. Gianluca Navarrini
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