Marchi e domini... uanseghein:(

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Sab 22 Mar 2003 09:57:40 CET


----- Original Message -----
From: <amonti a UNICH.IT>
To: <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Saturday, March 22, 2003 7:38 AM
Subject: Marchi e domini... uanseghein:(


> il problema non e' escludere l'applicabilita' della legge marchi ai
> nomi a dominio (che e' sbagliato e ingiusto).

***Il rilievo mi sembra del tutto condivisibile.


> Non voglio entrare in un argomento complesso come la natura giuridica
> del nome a dominio (personalmente, come ho scritto in piu' occasioni,
> non credo che sia un marchio in se', ma piu' semplicemente un modo
> per utilizzare il segno distintivo). Pero' non condivido la posizione
> di rivendicare "autonomia e impunita'" per la gestione dei nomi a
> dominio.
> Le leggi che abbiamo sono sufficientemente capaci di "gestire" anche
> i casi relativi ai nomi a dominio, se vengono ben interpretate e
> applicate.

***Benchè sia opinabile la qualificazione del dominio come marchio (rectius:
come segno distintivo atipico), questo è, allo stato attuale, il diritto
vivente (non solo in Italia).
[Non vale - se non a livello di discussione accademica - richiamare
l'orientamento, isolato e largamente minoritario, dei tribunali di Bari
(ord. 24 luglio 1996) e Firenze (ord. 8 luglio 2000, e sez. dist. Empoli, 23
novembre 2000), che equipara il dominio ad un indirizzo telematico (il che,
da un punto di vista tecnico, è senz'altro corretto)].
Nonostante la plausibilità delle critiche che da parte degli informatici - e
di qualche giurista informaticamente alfabetizzato - sono state più e più
volte rivolte all'orientamente giurisprudenziale maggioritario, dobbiamo
sempre ricordarci che le regole di naming *non sono leggi*. Questa cosa noi,
vituperati avvocati, la andiamo dicendo in seno alla NA da anni (io
personalmente da circa un paio d'anni, altri lo avevano fatto già prima e
senz'altro meglio di me). Le regole di naming hanno natura negoziale e
perciò riguardano solo le parti di questo negozio (la RA, il MNT e
l'assegnatario del dominio), non anche i terzi.
Per questi terzi vige non la tutela offerta dagli strumenti negoziali (che,
pertaltro, è a loro disposizione, come ad es. le PdR), ma la tutela fornita
dalle leggi (quelle vere). Sotto questo profilo, pertanto, non si può non
condividere l'asciutto e nondimeno perspicuo pensiero di Andrea Monti,
secondo il quale queste leggi ci sono e, se ben applicate, sono più che
sufficienti a fornire adeguata soluzione ai conflitti.


> Ma siccome, ne convengo, questo non accade, cio' che serve e' far
> capire a chi decide come stanno sul serio le cose. In modo da
> ottenere sentenze tecnicamente corrette.

***Ecco! Questo è il dito nella piaga. Non so cosa intenda Andrea Monti
quando parla di "far capire a chi decide come stanno sul serio le cose". Ma
so cosa vi ho letto io: un'opera di educazione, fatta non di prese di
posizione assurde (come se la gestione del ccTLD .it, fosse affare privato
della NA), ma di organizzazione di seminari, convegni, attività di
promozione culturale.
Non si possono "condannare" i giudici, i politici, gli amministratori
pubblici per i loro "svarioni", pretendendo di essere noi di NA gli unici
depositari del "sapere internettiano", senza fare opera di diffusione, di
divulgazione (anche a livello elementare) di tale sapere.
Queste storture - se di storture si tratta - non si correggono con le levate
di scudi, ma con la santa pazienza!


> Poi, nel merito della vicenda Armani, il testo pubblicato sul sito
> e' parziale. Quindi non possiamo esprimere valutazioni precise.
> Sarebbe opportuno che il sig. Armani ci fornisse il testo integrale.

***Spero anch'io che qualcuno ci faccia avere la copia integrale della
motivazione. Sulla base di quello che si legge nello stralcio di sentenza
pubblicato sulla pagina www.armani.it non è possibile dare alcun giudizio
(anche se io, personalmente, nutro qualche seria perplessità sulla sua
"giustizia").

Saluti a tutti e buon we
Gianluca

---------
Avv. Gianluca Navarrini
Studio Legale De Propris
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