E se... (Creare valore, non distruggere)

Paolo Zangheri paolo.zangheri a ALTAIR.IT
Mar 25 Mar 2003 19:02:52 CET


chiari mario wrote:

> se l'interpretazione è che l'uso <nome_di_marchio_notorio>.it da una
> qualsiasi altra entità commerciale distinta dal detentore del marchio
> marchio_notorio è un abuso, allora non vedo che cosa cambierebbe avere il
> SDL .tm.it: Armani, lo stilista, si prenderebbe armani.tm.it e
> continuerebbe ad obiettare ai tipografi suoi omonimi.

Il tentativo dello stilista di appropriarsi del dominio semplice sarebbe
indebolita, esistendo un ambito preciso per tutelare i suoi diritti
(come dire, se il contrassegno per disabili e la targa del corpo
consolare, non potrò pretendere di occupare con la mia unica macchina i
due posti riservati).
La difesa del signor Luca Armani potrebbe eccepire con maggior forza e
in assenza di altre pregiudiziali, far valere il diritto naturale che da
semrpe sosteniamo del primo che arriva, meglio alloggia.

Se i potentati economici pretendono l'assegnazione dei domini relativi
ai loro machi, invece di contrastare inutilmente la loro brama,
accontentiamoli, diamo loro una sezione dello spazio dei nomi in cui
valga la relazione dominio=marchio, e preserviamo l'impianto di tutto il
ccTLD.



> Il problema è vincere la battaglia, culturale più che legislativa, che i
> nomi di dominio per di se stessi sono 'device' per permettere la
> telecomunicazione tra due o più soggetti, e che di il 'solo' uso di un nome
> di dominio come identificativo per la telecomunicazione, anche quando la
> stringa  'corrisponde' a un marchio registrato, non è un abuso di quel
> marchio.

Hai ragione, come singoli possiamo e dobbiamo coltivare tali idee, come
NA abbiamo l'obbligo morale di rispondere anche con le regole. Segregare
i marchi potrebbe essere uno strumento di attivazione del dibattito
culturale.

Paolo Zangheri



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