E se... (Creare valore, non distruggere)

MNT-TEV - Enzo Viscuso enzoviscuso a TIN.IT
Mar 25 Mar 2003 19:31:17 CET


PROPOSTA ERETICA:

"Il detentore di un dominio E' OBBLIGATO, su richiesta,
a mettere il link sulla home page - o in pagina richiamata sulla home page -
del suo sito web, anche se in piccolo in basso)
ai siti di tutti coloro che avebbero altrettanti diritti di lui sul dominio,
nell'ambito dei tld opportuni".
Cosi', chi riesce ad accaparrarsi un dominio, non solo non beffa
altri aventi diritto, ma si trova penalizzato con un lavoro extra;
addirittura, se voleva utilizzare il dominio solo per la posta, rimane
obbligato a fare il sito www.

Per "diritti" si intende che il marchio e/o il nome dell'azienda e/o il
prodotto e/o  nome+cognome siano "identici" al nome a dominio (senza il tld,
ovviamente).
Es. tutti i "vincenzo viscuso" italiani che non possono farsi il sito web
col
loro nome per colpa mia, possono richiedermi un link obbligatorio sul
sito www.vincenzoviscuso.it al loro sito di ripiego.
Tutti i "vincenzo viscuso" del mondo possono richiedermelo sul .com.
Pero', non possono richiedermelo su www.vincenzoviscuso.org se si tratta
di aziende commerciali, etc.

Stavo meditando anche un meccanismo (non saprei se a livello di DNS o
di servizio), sempre a cura e spese del detentore del dominio, che permetta
di avere
una directory di tali domini, pero' dovrebbe essere una proposta a livello
mondiale.
Oppure semplicemente una convenzione, implementata a livello di web,
che se scrivo http://alias.dominio.it  mi salta fuori una pagina con
l'elenco tali siti.

:-)

Enzo Viscuso

P.S.:
Lo so benissimo che Internet<>sitoweb, pero' sappiamo che tutti i problemi
nascono
sui siti. A loro volta, gli indirizzi di e-mail si possono trovare sui
relativi siti, e non
conviene pubblicare anche le e-mail per non facilitare gli spammers.


----- Original Message -----
From: "Paolo Zangheri" <paolo.zangheri a ALTAIR.IT>
To: "ITA-PE" <ITA-PE a NIC.IT>
Sent: Tuesday, March 25, 2003 7:02 PM
Subject: Re: E se... (Creare valore, non distruggere)


> chiari mario wrote:
>
> > se l'interpretazione è che l'uso <nome_di_marchio_notorio>.it da una
> > qualsiasi altra entità commerciale distinta dal detentore del marchio
> > marchio_notorio è un abuso, allora non vedo che cosa cambierebbe avere
il
> > SDL .tm.it: Armani, lo stilista, si prenderebbe armani.tm.it e
> > continuerebbe ad obiettare ai tipografi suoi omonimi.
>
> Il tentativo dello stilista di appropriarsi del dominio semplice sarebbe
> indebolita, esistendo un ambito preciso per tutelare i suoi diritti
> (come dire, se il contrassegno per disabili e la targa del corpo
> consolare, non potrò pretendere di occupare con la mia unica macchina i
> due posti riservati).
> La difesa del signor Luca Armani potrebbe eccepire con maggior forza e
> in assenza di altre pregiudiziali, far valere il diritto naturale che da
> semrpe sosteniamo del primo che arriva, meglio alloggia.
>
> Se i potentati economici pretendono l'assegnazione dei domini relativi
> ai loro machi, invece di contrastare inutilmente la loro brama,
> accontentiamoli, diamo loro una sezione dello spazio dei nomi in cui
> valga la relazione dominio=marchio, e preserviamo l'impianto di tutto il
> ccTLD.
>
>
>
> > Il problema è vincere la battaglia, culturale più che legislativa, che i
> > nomi di dominio per di se stessi sono 'device' per permettere la
> > telecomunicazione tra due o più soggetti, e che di il 'solo' uso di un
nome
> > di dominio come identificativo per la telecomunicazione, anche quando la
> > stringa  'corrisponde' a un marchio registrato, non è un abuso di quel
> > marchio.
>
> Hai ragione, come singoli possiamo e dobbiamo coltivare tali idee, come
> NA abbiamo l'obbligo morale di rispondere anche con le regole. Segregare
> i marchi potrebbe essere uno strumento di attivazione del dibattito
> culturale.
>
> Paolo Zangheri
>



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