Inizio della Discussione per la preparazione dell'Assemblea

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a GARR.IT
Lun 3 Nov 2003 17:47:20 CET


Buona sera a tutti,

mi scuso con tutti per il ritardo con cui vi passo alcune di
queste informazioni, ma, oltre ad aver dovuto nuovamente verificarne alcune,
ed ottenerne altre nuove, mi sembrava opportuno attendere la discussione
interna al CE e le sue conclusioni ed il suo comunicato.

Breve riassunto degli eventi passati:
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Il Ministero delle Comunicazioni, all'inizio del 2002, ha preso
l'iniziativa di convocare un "Tavolo dei Domini", a cui sono stati
invitati a partecipare, a titolo indviduale, rappresentanti dela RA e
della NA mentre per parte ministeriale ha partecipato esclusivamente il
Ministero Comunicazioni, a parte una presenza iniziale del Ministero
Innovazione e Tecnologia.

Dopo varie discussioni, alla fine del 2002, al Tavolo dei Domini, e' stata
prodotta una bozza di "statuto" di una fondazione che, nelle intenzioni
del Ministero delle Comunicazioni, doveva prendersi in carico (facendo da
cappello istituzionale) sia l'attivita' di gestione del Registro dei
domini "it", che quella della creazione delle regole di naming stesse. Le
dichiarazioni delle varie parti politiche del Ministero Comunicazioni, e
non solo, erano comunque tutte orientate a dire che comunque poi il
registro sarebbe stato mantenuto in carico al gestore attuale, e che il
previsto Comitato Tecnico per fare le regole avrebbe goduto di
indipendenza operativa dal Consiglio di Amministrazione della fondazione,
dove la maggioranza era previsto che fosse pero' ministeriale. La
fondazione, sempre nelle intenzioni del Ministero Comunicazioni", era
previsto che potesse progressivamente anche assumersi ulteriori compiti di
supporto ed aiuto per lo sviluppo della comunita' Internet Italiana. Di
queste intenzioni si sono avuti anche vari riscontri nelle dichiarazioni
pubbliche del Ministro Gasparri stesso.

La bozza di statuto e' stata discussa e distribuita in vari ambienti,
primo fra tutti la Naming Authority, raccogliendo commenti, e critiche
anche forti su alcuni punti particolari. I commenti ricevuti sulla lista
della NA sono stati passati al Ministero come primo ed informale feedback
da parte della NA.

Da questi commenti ricevuti, era previsto che il Ministero Comunicazioni
producesse una nuova versione della bozza, e che chiedesse successivamente
commenti a tutte le entita' interessate, tra cui Naming Authority, CNR,
GARR, Ministero dell'Universita' e Ricerca, Ministero dell'Innovazione
Tecnologica, Associazioni dei Provider, ISOC, ... Questa seconda bozza non
e' pero' mai stata creata, e di conseguenza non vi e' stata la richiesta
di commenti da parte del Ministero.

Nonostante gli annunci di costituzione imminente della Fondazione Meucci
da parte del Ministero Comunicazioni, i motivi di impedimento causati sia
dalla situazione interna dei vertici del CNR e dai contatti tra i
ministeri coinvolti a vario titolo, la questione e' stata rimandata ed
apparentemente non e' piu' da considerarsi imminente la attenzione dei
politici. Questo non vuol dire che il fuoco non covi sotto la cenere e che
non sia pronto a riaccendersi.

I commenti ricevuti alla proposta di fondazione:
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Anche se il Ministero Comunicazioni non ha mai apparentemente interpellato
gli interlocutori diversi da NA ed RA, i commenti emersi dalle discussioni
interne alla NA ed alla RA sono pero' stati fatti pervenire comunque al
Ministero, tramite i loro esponenti presenti al tavolo dei domini.
Inoltre, anche GARR e CNR hanno contribuito in qualche modo con i loro
commenti alla bozza resa pubblica.

In particolare per quel che riguarda il GARR, le reazioni all'ipotesi
fondazione sono state piuttosto negative, sia per ragioni formali (ad
esempio l'ipotesi che i fondatori potessero essere GARR e CNR e' sembrata
impraticabile) che di sostanza: perche' creare una struttura cosi'
complessa per la gestione dei nomi a dominio? perche' un Consiglio di
Amministrazione cosi' fortemente ministeriale? Positiva e' stata invece
ritenuta l'ipotesi di composizione del Comitato Tecnico, dando anche la
disponibilita' a collaborare nell'evoluzione della gestione attuale del
Registro, ad esempio verso una realta' autonoma, eventualmente anche sotto
normativa privatistica, con partecipazione di tutti i soggetti
interessati, compreso il Ministero Comunicazioni.

Il CNR, pur attraverso le sue vicende interne di evoluzione el vertice, ha
anch'esso indicato la difficolta' a fare partire una fondazione come era
proposta. Si e' pero' dichiarato disponibile allo studio di altre
soluzioni, ed anche ad impegnarsi ad esternallizzare (con uno spin-off, o
una azienda speciale o un consorzio) l'attivita' di Registro entro tempi
tecnici necessari a questa realizzazione. Anche il CNR ha ritenuto
"salvabile" la composizione suggerita del Comitato Tecnico.

Il MIUR, pur riconoscendo il compito di "vigilanza" sul Registro assegnato
al Ministero Comunicazioni, ha esternato le proprie posizioni attraverso
varie occasioni pubbliche, tramite le dichiarazioni dei suoi esponenti di
rilievo. Oltre a sottolineare il ruolo importante (e storico) nella
gestione della rete Internet in Italia avuto dalle proprie istituzioni, ha
affermato che l'iniziativa di riforma deve partire "all'interno delle
strutture esistenti", con il supporto ministeriale, ma non ingerenza degli
stessi.

Anche dal Ministero dell'Innovazione Tecnologica i commenti sono arrivati
sopratutto in forma di pubbliche dichiarazioni e presentazioni (si veda la
presentazione di Vigevano ampiamente referenziata anche nella discussione
sulla lista NA). In particolare e' stato indicato che il ruolo
ministeriale deve essere appunto al massimo di "supporto e vigilanza", e
l'iniziativa va lasciata alle strutture esistenti ed autoregolamentanti
della rete. L'expertise esiste gia' nei gruppi della rete, e quindi non
e' necessario aggiungere sovrastrutture, se non benedire in comitato di
esperti, sul modello del proposto Comitato Tecnico.

I commenti dalla Naming Authority, che gia' conoscete dalla lista ITA-PE
per cui mi scuso se il mio sommario ne dimentichera' qualcuno, possono
venire riassunti come un deciso "no" all'esistenza di un CdA con
maggioranza ministeriale, una serie di perplessita' forti sui rapporti di
potere tra CdA e Comitato Tecnico, il suggerimento di rendere solo
cooptabili i membri ministeriali nel Comitato Tecnico, e la richiesta di
lascisare partire dalla LIC l'espressione dei membri del Comitato Tecnico
stesso. Sono state inoltre fatte obiezioni specifiche e puntuali anche
sulla modalita' di gestione di una simile fondazione, e sui criteri di
nomina dei vari organi amministrativi. La discussione ha pero' salvato
l'idea di un Comitato Tecnico, con funzione normativa ed legato al
Registro in modo piu' formale di quanto non sia ora, sia dal punto di
vista operativo (procedure, gestione dei costi, etc) che formale
(formalizzazione anche come organo interno del Registro).

Societa' Internet (sezione Italiana di ISOC) si e' dichiarata disponibile
a partecipare al progetto di riforma, ed ha richiesto ufficialmente ad NA
di venire coinvolta nelle attivita' e nei pensamenti in corso. In
particolare Societa' Internet si e' impegnata a collaborare per la
creazione di una rappresentanza dell'utenza "significativa" nel Comitato
Tecnico e nel futuro assetto del Registro.

Il (non)-seguito ai commenti:
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Visto i commenti ricevuti, sia io che gli altri presenti non ministeriali
al Tavolo dei Domini abbiamo suggerito in varie occasioni, private e
pubbliche (si veda ad esempio il mio intervento al convegno di Udine dello
scorso Maggio, e quello di Stefano Trumpy al convegno CNR dello stesso
mese, http://www.isoc.it/tavolarotonda4/allocchio/ ed anche
http://www.isoc.it/tavolarotonda4/trumpy-caneschi/ )
la necessita' di rivedere le ipotesi fatte a riguardo della
fondazione, cercando alternative "piu' leggere e meno dall'alto". Anche le
indicazioni di Vigevano (Innovazione Tecnologica) e Musumeci (MIUR) in
convegni pubblici andavano infatti in questa direzione. Basti citare la
frase di Vigevano "...c'e' bisogno di identificare i mezzi piu'
appropriati attraverso i quali i governi possano esercitare la loro
autorita'politica pubblica e per fare da guida dove e' richiesto. In
particolare, crediamo che il ruolo dei governi dovrebbe concentrarsi in
due aree: 1. Mostrare un chiaro supporto per la legittimazione di un
organismo tecnico esperto e supportare la sua indipendenza 2. Continuare a
fornire input..."

Questi pareri pero' sono sembrati rimanere nel vuoto, e non vi e' stata
apparentemente reazione alcuna da parte del Ministero Comunicazioni. E"
possibile che si sia capito che il modello di fondazione ipotizzato non
era percorribile e si e' generata una situazione di stallo.

Infine va notato che e' stato anche ampiamente segnalato un "case study"
delle soluzioni adottate negli altri paesi, dove comunque tutti gli
interventi ed accordo sono di ordine di "vigilanza" e "supporto" ad
iniziative partite e governata direttamente dall'evoluzione dei registri e
dei loro policy board.
( http://www.isoc.it/tavolarotonda4/trumpy-caneschi.html )

Come procedere?
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Vista la situazione di stallo della discussione con il Ministero
Comunicazioni, a fine estate si e' inziato a pensare possibili soluzioni
su come procedere. E' inoltre da sottolineare che anche il Registro si e'
dichiarato molto disponibile nel collaborare a trovare una soluzione
comune. Se infatti a primavera tutti (compresa la discussione sulla lista
NA) sembravano in attesa di vedere arrivare questa fondazione come
l'ineluttabile futuro, e ci si domandava se ci fossero alternative, vista
la convergenza di commenti esterni al Ministero Comunicazioni, e la
mancanza di proposte alternative, ora e' piu' chiaro che tocca alle altre
parti in causa organizzarsi, e preparare una soluzione alternativa che
raccolga la parte positiva delle proposte circolate e sui cui c'e' stata
convergenza di opinioni. Una volta preparata una struttura diversa dalla
attuale, ma che comunque sia compatibile con le discussioni avvenute,
sara' piu' facile anche sbloccare l'interazione con il Ministero
Comunicazioni, con il vantaggio di poter creare qualcosa di originato
dalla comunita' di interessati.

Dalla discussione sono emersi dei punti che sono imporatanti. Cerco di
riassumerli.

I punti di forza della NA sono essenzialmente il fatto di aver prodotto
comunque delle regole di naming che hanno fatto funzionare il sistema
delle registrazioni, anche in momenti controversi e problematici, e di
aver costituito il modo con cui la LIC ha espresso i propri pareri, anche
su argomenti che a volte non avevano a che fare strettamente con i nomi a
dominio.

D'altra parte, vi sono anche dei punti "deboli" di NA; il suo stato di
associazione non registrata induce dei problemi amministrativi e
logistici, ed in alcuni casi anche un atteggiamento sfavorevole da parte
degli interlocutori. Inoltre la sua composizione si e' progressivamente
modificata, passando da un consesso che comunque rappresentava abbastanza
bene la LIC, e di esperti di funzionamento del DNS, ad una
rappresentativita' parziale della LIC, dove anche molti addetti ai lavori
hanno preferito "lasciare il campo" e ritrovarsi in altri consessi.
Inoltre vi sono stati vari momenti di rapporti difficili con il Registro,
che hanno contribuito a creare un problema di unitarieta' delle opinioni
all'interno dei membri NA.

La soluzione prospettata per rimettere in moto la situazione potrebbe
pero' essere la seguente:

- le discussioni su sutti i fronti hanno come punto comune il consenso
(almeno di massima) che se si vuole un comitato che fa le regole di naming
rappresentativo delle parti interessate al problema, la sua composizione
"dal basso" deve essere quella indicata come "Comitato Tecnico" della
bozza di statuto di fondazione discussa al tavolo dei domini, ovverosia:

 2 componenti eletti dai provider/maintainer con un contratto in essere per la
   registrazione di domini nel ccTLD "it";
 2 componenti delle associazioni di internet service provider/operatori di
   telecomunicazioni;
 2 componenti eletti tra le associazioni riconosciute di utenti Internet;
 2 componenti del gestore tecnico del Registro;
 1 componente della Rete dell'Universita e della Ricerca Scientifica
   Italiana.

Lasciando poi ai vari ministeri la possibilita' di avere, su richiesta del
comitato stesso, la cooptazione di altri membri, da loro designati, e
comunque in numero inferiore a quelli di nomina dal basso.

- il Comitato Esecutivo della Naming Authority prevede un numero di posti
molto simile, con un meccanismo di cooptazione degli esterni tale da
essere adatto a fare rientrare in se la componente ministeriale.

- senza necessita' di modifiche statutarie della NA, ma con accordo
implicito tra le parti, e' possibile eleggere un Comitato Esecutivo tale
che la sua "rappresentativita'" rispecchi la composizione di cui sopra. Si
tratta ovviamente di avere la capacita' di organizzarsi all'interno della
NA in modo tale da proporre una lista di candidati fatta per
constituencies, i dettagli ovviamente da definire da parte di un gruppo di
persone che potrebbero costituire una commissione elettorale che a breve
deve definire il meccanismo.

- e' necessario anche un un accordo (gentlemen agreement) con cui tutte le
parti che si possono riconoscere in piu' gruppi non usino questo fatto per
cercare di occupare piu' posti: ad esempio i candidati dei MNT dovrebbero
NON essere anche associati alle associazioni di categoria (al momento
qulle riconosciute de-facto sono AIIP ed Assoprvider, perlomeno come
soluzione iniziale), cosi' come chi si riconosce come "rappresentante
dell'utenza" (anche qui le opinioni diffuse danno come rappresentanti
iniziali Societa' Internet ed NA stessa), non dovrebbe appartenere alle
altre categorie, etc.

- allo stesso tempo, e' necessario che l'attuale gestore del registro,
IIT/CNR, inizi a muoversi, compatibilmente con le burocrazie varie, per la
"esternalizzazione" della attivita' di registro dei nomi, creando cosi'
una "entita' esterna" (Azienda speciale, Consorzio, Associazione, la forma
migliore e'da identificare... anche "fondazione" in caso) dove le
componenti di cui sopra siano rappresentate.

- nei confronti del Ministero delle Comunicazioni, la NA (di concerto con
la RA) si fa interprete di richiedere loro l'indicazione, come previsto
nella bozza di Statuto della fondazione, delle componente ministeriale del
Comitato Esecutivo, che verra' quindi, come da statuto NA, cooptata la suo
interno. Allo stesso modo, per rispettare i numeri previsto dal nostro
statuto per la composizione del CE, anche il rappresentante del GARR
andrebbe cooptato, e non "eletto".

- per permettere un rapporto chiaro, ed anche una efficienza operativa ed
il supporto economico alle spese, nella fase che precede la
esternalizzazione, lo IIT/CNR si deve impegnare ad "assumere al proprio
interno" (nella forma amministrativamente possibile, ad esempio come
"consiglio scientifico") il Comitato Esecutivo cosi' composto. I punti del
MoU tra NA e Registro vanno utilizzati come base di partenza per la
stesura di un nuovo documento che regola comunque i rapporti tra questo
comtitato ed il Registro.

I vantaggi di una soluzione come questa
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Non e' necessario a breve modificare lo statuto della NA per renderla
praticabile;

I rapporti tra Comitato Esecutivo (che a questo punto avrebbe anche il
doppio nome di policy board del registro o consiglio scientifico dello
IIT/CNR) ed il registro sarebbero all'interno di uno scnario definito e
regolato, dando certezza agli operatori del settore;

E' la base di partenza per creare la struttura "ad hoc" che si occupa
della gestione dei nomi a dominio, controllata ed originata dalla
comunita', ma in accordo che le indicazioni giunte dalle discussioni
ministeriali;

Permette alla NA stessa di svolgere la funzione di contenitore dove la LIC
si esprime sui problemi dei nomi a dominio, eleggendo, per constituencies,
il policy board del registo; facilita la discussione con gli altri attori
della LIC, per ridefinire meglio i ruoli di tutti, questo in particolare
verso le discussioni sulla rappresentantivita' dell'utenza della rete, nei
rappori con Societa' Internet, etc. In base al risultato della
discussione, si puo' poi piu' facilmente deifinire quale possa essere
l'evoluzione della NA, sia come modifiche al proprio statuto, sia come
fuoco del suo ruolo, nel rapporto con gli altri.

Spero di aver riassunto in modo corretto quanto e' stato discusso, e vi
chiedo di iniziare attivamente la discussione sull'ipotesi di cui sopra,
in modo da poter arrivare all'assemblea in modo costruttivo e preparato.
Come appunto sugerito dal CE stesso, l'assemblea sara' entro e non oltre
la prima decade di Dicembre 2003.

Per completezza e facilita' d'informazione, vi riporto anche i testi di:

Alessandro Musumeci - Direttore Generale Servizio Automazione ed
Informatica ed Innovazione tecnologica del Ministero Istruzione,
Università e Ricerca    Roma, tavola rotonda CNR, 22 maggio 2003:

"Occorre una forte attenzione sull'aspetto internet per i minori; in
quest'ambito sicuramente bisogna fare delle azioni forti, occorre in
qualche modo salvaguardare coloro che sempre più spesso, da casa o da
scuola, accedono ad internet. Al tempo stesso non è pensabile
utilizzare solamente dei metodi, delle regole; occorre mettere delle
protezioni, dei software. Occorre anche salvaguardare i domini: per
esempio non è pensabile che possa accadere un'appropriazione
selvaggia dei nomi di dominio senza una regolamentazione ben precisa;
in quest'ambito esiste senz'altro un buco legislativo che va colmato
al più presto."

Paolo Vigevano - Consigliere del Ministro per l'Innovazione e le
Tecnologie e Capo della Segreteria Tecnica,    Roma, tavola rotonda CNR,
22 maggio 2003:

"Il messaggio che intendo portare da parte del ministro Stanca in
merito alla evoluzione della RA e della NA che gestiscono la
registrazione dei nomi a dominio sotto il ".it", è che, innanzitutto,
va garantita la tutela delle ragioni fondanti del DNA di internet,
del mondo della rete, che costituiscono il patrimonio che dobbiamo
valorizzare e non cercare di vincolare il mercato con norme che
potranno arrivare solo quando si consolideranno le tecnologie. La
norma è efficace quando il fenomeno è descrivibile, è noto; quindi
occorre tempo. è un processo che va seguito passo-passo, con capacità
e grande responsabilità e con la pazienza di contemplare i diversi
diritti e i diversi pesi, amministrando in questo modo un fenomeno
che non può essere sottoposto ad una normativa di tipo tradizionale."

Sempre Paolo Vigevano, Parigi 3 Luglio 2003, stalcio delle "conclusioni":

"In Italia, c'è un dibattito in corso sui problemi della "governance"
di Internet e sul futuro del registro italiano in particolare; il
governo deve agire per preservare le competenze di alto livello
accumulate finora, dando legittimazione al registro e favorendo una
crescita nel settore privato, riservando a se stesso di intervenire
solo nei casi improbabili di gravi malfunzionamenti."

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in attesa dei vostri commenti costruttivi, vi ringrazio ancora una volta
per la pazienza. A presto

Claudio Allocchio



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