Inizio della Discussione per la preparazione dell'Assemblea

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Gio 6 Nov 2003 10:56:06 CET


- Sorry per i numerosi errori di battitura, a mia vergogna perpetua. Per
chi non ama leggere testi sgrammaticati, rinvio. Grazie della pazienza. m.

-----------
Claudio,

un grazie per un documento, (di fatto) pubblico e firmato, in cui
sintetizzi chiaramente una ricostruzione del ruolo avuto dai diversi attori
e esponi una tua proposta.

(Citando tu isoc.it, ho fatto il redirect alla lista di isoc.it.)

In amicizia, permettimi di farti le pulci su qualche espressione che tu usi
e che si può prestare ad ambiguità, su punti non secondari. Commenti più
sostanziosi tra qualche giorno.


At 17.47 03/11/03 +0100, Claudio Allocchio wrote:
>
>Breve riassunto degli eventi passati:
>-------------------------------------
......

>I commenti ricevuti alla proposta di fondazione:
>------------------------------------------------
....

>, eventualmente anche sotto
>normativa privatistica,

In tutta la tua mail questo è il solo punto in cui parli di 'normativa
privatistica', questione che merita maggiori informazioni. Senza questi
chiarimenti, la discussione non procede.

>
>Il CNR, [...] [s]i e' pero' dichiarato disponibile allo studio di altre
>soluzioni, ed anche ad impegnarsi ad esternallizzare (con uno spin-off, o
>una azienda speciale o un consorzio) l'attivita' di Registro entro tempi
>tecnici necessari a questa realizzazione.

Queste sono notizie nuove per me. Ulteriori dettagli?

>[...] [Il Min. Innovazione ha]  indicato che il ruolo
>ministeriale deve essere appunto al massimo di "supporto e vigilanza", e
>l'iniziativa va lasciata alle strutture esistenti ed autoregolamentanti
>della rete.


Claudio, questo è un tipico trucco di cattiva retorica. Cosa significa,
come definisci l'espressione 'strutture (esistenti e) autoregolamentanti
della rete'? E per arrivare subito alla questione, consideri lo IIT è una
struttura 'autoregolamentante della rete'? In che senso? In che senso la
rete può essere autoregolamentata? Non stiamo parlando dello IETF. Questo
modo di esprimersi non aiuta a risolvere nessuno dei problemi in campo.

>La discussione ha pero' salvato
>l'idea di un Comitato Tecnico, con funzione normativa ed legato al
>Registro in modo piu' formale di quanto non sia ora, sia dal punto di
>vista operativo (procedure, gestione dei costi, etc) che formale
>(formalizzazione anche come organo interno del Registro).

Su questo direi che falsi il rough consensus, ed essendo questa una
questione non secondaria .... Che la funzione di regolamentazione dei
diritti di registrazione sotto .it possa essere svolta da un organo interno
di un istituto CNR è affermazione molto dubbia, sia dal punto di vista
dell' 'autoregolamentazione della rete' sia dal punto di vista dei limiti
istituzionali del CNR. Lo 'anche' nel secondo inciso tra parentesi è un
piccolo capolavoro di ambiguità. Che significa quel 'anche'?

>
>Il (non)-seguito ai commenti:
>-----------------------------
....
>Come procedere?
>---------------

>
>D'altra parte, vi sono anche dei punti "deboli" di NA; il suo stato di
>associazione non registrata induce dei problemi amministrativi

Questa faccenda dell'associazione non registrata è, come noto, molto
dubbia, anche se condivisa dalla maggioranza degli iscritti di ita-pe. I
problemi amministrativi e di legittimità ci sono, ma vanno indicati molto
meglio.


>Inoltre vi sono stati vari momenti di rapporti difficili con il Registro,
>che hanno contribuito a creare un problema di unitarieta' delle opinioni
>all'interno dei membri NA.

Che significa?


>La soluzione prospettata per rimettere in moto la situazione potrebbe
>pero' essere la seguente: [segue elenco di possibili categorie]

Personalmente, accetto il principio delle Constituencies/Categorie, come
principio di trasparenza: di ognuno si saprà (meglio di ora) chi
rappresenta, per quali interessi gioca.  Da vedere quali, e come
rappresentate.

>
>Lasciando poi ai vari ministeri la possibilita' di avere, su richiesta del
>comitato stesso, la cooptazione di altri membri, da loro designati, e
>comunque in numero inferiore a quelli di nomina dal basso.

Sembra strano che un Ministero si faccia cooptare da un comitato interno a
un istituto CNR? Che senso ha? Io credo che qui esista una confusione tra
considerazioni sociologiche e istituzional-giuridiche. Ovviamente il
'governo' può essere visto, e sociologicamente studiato, come un gruppo di
potere e pressione come tanti altri, alla pari di tanti altri (la chiesa,
l'associazione astrofili, la Microsoft, ecc.), magari solo un poco più
potente. Ma tali considerazioni sociologiche non aiutano a capire cosa i
diversi soggetti legittimamente debbono e/o possono fare o non fare. Questa
idea della cooptazione su richiesta mi sembra ridicola (anche nell'attuale
Statuto della NA, la formulazione è dubbia).

>
>- il Comitato Esecutivo della Naming Authority prevede un numero di posti
>molto simile, con un meccanismo di cooptazione degli esterni tale da
>essere adatto a fare rientrare in se la componente ministeriale.
>
>- senza necessita' di modifiche statutarie della NA, ma con accordo
>implicito tra le parti, e' possibile eleggere un Comitato Esecutivo tale
>che la sua "rappresentativita'" rispecchi la composizione di cui sopra.

NI, capisco il senso pragmatico della lista unica congelata, ma siamo ai
limiti della violazione di corrette regole  di vita interna, in particolare
non chiaro come pensi di gestire il dissenso. La difficoltà di definire un
gentlemen agreement mi sembrono pari a quelle di cambiare lo Statuto. Tanto
vale cercare l'obiettivo della modifica esplicita.

>
 cosi' come chi si riconosce come "rappresentante
>dell'utenza" (anche qui le opinioni diffuse danno come rappresentanti
>iniziali Societa' Internet ed NA stessa), non dovrebbe appartenere alle
>altre categorie, etc.

-- alcune osservazioni, su questo punto anche come socio e consigliere
isoc.it:

1- 'NA' è acronimo storicamente associato all'entità che formula le regole,
non ad una associazione di utenti. O rimane nome di tale entità, o - per
gentlemen agreement! - tutti rinunciamo a farcelo proprio;

2-  un discreto numero di attuali membri della NA non possono essere
considerati 'utenti', in quanto - nel quadro delle constituencies - sono
afferenti ad altre constituencies (ovviamente, le constituencies devono
essere disgiunte). L'attuale NA non può quindi essere considerata
rappresentante degli utenti.

3- i membri della NA che sono 'solo' utenti (quanti? non molti credo),
possono ovviamente scegliere il da farsi, per es. costituire una nuova
associazione di utenti, dividersi tra altre associazioni di utenti,
contattare associazioni dei consumatori per proporre la costituzione di un
gruppo specializzato sulle tematiche di .it. Per 1- sopra, nessuna di
queste dovrebbe chiamarsi NA. Ognuna di queste avrebbe titolo a chiedere di
rappresentare gli utenti, direi anche nel periodo immediato;

4- isoc.it di per sè non è e non si considera una associazione di utenti,
avendo  ben volentieri come soci operatori, responsabili del registro,
sviluppatori, ecc., e come missione una missione in parte ortogonale a
quella della rappresentanza degli utenti. Per quanto riguarda .it,
l'impegno di isoc.it, discusso nell'ultimo nostro Consiglio, è quello di
promuovere la rappresentanza degli utenti nella gestione di .it, che
consideriamo tutti cmq molto importante. Come isoc.it possa promuoverla
esattamente è da vedere, non necessariamente assumendone la rappresentanza
in prima persona. (BTW, ovviamente le iscrizioni a isoc.it sono sempre
aperte! :-)).



>- allo stesso tempo, e' necessario che l'attuale gestore del registro,
>IIT/CNR, inizi a muoversi, [...] per la
>"esternalizzazione" della attivita' di registro dei nomi, creando cosi'
>una "entita' esterna" (Azienda speciale, Consorzio, Associazione, la forma
>migliore e'da identificare... anche "fondazione" in caso) dove le
>componenti di cui sopra siano rappresentate.

Da vedere come si sviluppa la cosa. Rispetto a un ente di diritto privato,
ancora più dubbia la confusione tra gestione e regolamentazione.

>
>- nei confronti del Ministero delle Comunicazioni, la NA (di concerto con
>la RA) si fa interprete di richiedere loro l'indicazione, come previsto
>nella bozza di Statuto della fondazione, delle componente ministeriale del
>Comitato Esecutivo,

Cioè, quante persone?

.........


>
>- per permettere un rapporto chiaro, ed anche una efficienza operativa ed
>il supporto economico alle spese, nella fase che precede la
>esternalizzazione, lo IIT/CNR si deve impegnare ad "assumere al proprio
>interno" (nella forma amministrativamente possibile, ad esempio come
>"consiglio scientifico") il Comitato Esecutivo cosi' composto.


Soluzione molto all'italiana. Il rappresentante di una categoria di ambito
confindustriale avrebbe soldi dal CNR come esperto scientifico?  Proposta
molto molto dubbia. E poi cosa diventerebbero i membri del CE-NA
internalizzato nello IIT: consulenti del CNR? e il contratto di consulenza
avrebbe clausole di riservatezza? Insomma un pasticcio.

>
>I vantaggi di una soluzione come questa
>---------------------------------------
>
>Non e' necessario a breve modificare lo statuto della NA per renderla
>praticabile;

il problema minore

>
>I rapporti tra Comitato Esecutivo (che a questo punto avrebbe anche il
>doppio nome di policy board del registro o consiglio scientifico dello
>IIT/CNR)

:-(

ed il registro sarebbero all'interno di uno scenario definito e
>regolato, dando certezza agli operatori del settore;

NI, lo scenario è ancora molto da definire. Inoltre qui eviti il problema
principale. Le attività del registro, per essere lo IIT tutelato -ammesso e
non concesso che ci sia un problema di tutela-, devono essere riconosciute
come di sola registrazione passiva. Mettere la NA dentro lo IIT, ovviamente
a quel punto con sole funzioni consultive senza poteri di vincolare lo IIT,
significa che tutte le volte che lo IIT - o suoi avvocati - avranno paura
di qualcosa, si sentiranno, più di ora, parte (convocabile) in causa. Così
quello che vogliamo sicuramente evitare, ovvero che funzionari IIT agiscano
case-by-case, è esattamente un esito prevedibile della configurazione
proposta. Ed è esattamente uno  scenario poco definito e regolato, proprio
perchè alla certezza di regole vincolanti si sostituirebbe la trattativa
personalizzata e riservata (che già esiste, come il caso di VivaBinLaden.it
dimostra)

i miei 2 cents
ciao

mario



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