compito della prossima assemblea

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a GARR.IT
Mar 18 Nov 2003 11:45:27 CET


> Ripropongo la mia domanda: a cosa  chiamata la prossima assemblea NA?

Ai suoi compiti istituzionali, cioe' eleggere CE e Presidente, nonche' a
discutere del futuro che si vuole dare alla NA, ed all'assetto generale
del sistema.

> Dovremo votare per approvare o respingere la proposta che hai espresso?

Come mi sembra hanno anche suggerito gia' in piu' d'uno, mi sembra molto
piu' opportuno che se ne discuta prima e si raggiunga un consenso di
massima prima su cosa fare e come farlo. Se il consenso c'e',
probabilemnte verrano anche gia presentate le candidature che
"assomigliano" alla proposta che e' stata fatta, se si richiedono
modifiche d'impostazione, e' il caso di chiarirsele e definirle prima.
Arrivare all'assemblea con il solo scopo di decidere se la proposta va
bene o non va bene, e' probabilmente un rischio di ulteriore impasse
troppo grande.

> Cosa succederebbe se la NA votasse contro?

Sarebbe il caso che si capisse decisamente da subito che serve un qualcosa
di totalmente diverso, per dare il tempo d confrontarsi e trovare
alternative. Arrivare all'assemblea e dire "no" e basta significa che gli
organi eletti sarebbero comunque da riverificare di nuovo per adeguarli
alle decisioni prese (e questo andrebbe fatto in tempi brevissimi), e non
mi sembra il caso di prendere decisioni da ultimo minuto. In ogni caso
l'asseblea e' libera di decidere dove vuole portare la NA attuale. Chi ha
messo insieme la proposta (dentro NA e fuori) pensa che quella sia la
strada sensata da seguire, ma se la maggioranza decide che non lo e', la
maggioranza deve anche proporre alternative, discuterle con gli altri
organismi interessati, e trovare soluzioni.

C'e' anche da precisare, anche se nella proposta non era cosi' chiaro
forse, che lo scopo della struttura di integrazione del CE come policy
board formalmente esistente sia in NA che nel Registro e' comunque quello
di formular ele regole di registrazione dei domini, e quindi di creare le
regole e procedure che la comunita' degli interessati ritiene di darsi.
Quindi quello che e' gia' adesso. Non si tratta quindi di una "espansione"
della copertura d'interessi agli "argomenti generali di Internet
Governance e Policy", legati ad esempio alla "sicurezza dello Stato",
alla definizione di "nomi riservati di interesse pubblico", ed a tutte
quelle altre decisioni che sono comunque di competenza (anche adesso)
parlamentare o governativa. Per questi argomenti, cosi' come lo siamo (o
dovremmo esserlo) gia' adesso, noi possiamo e dobbiamo essere
l'interlocutore informato e con le competenze di chi poi tali policy
decide (governo e parlamento).

Spero di aver chiarito, altrimenti ci riprovo.

Claudio Allocchio



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