Mie idee sul Comitato Regole.

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Ven 21 Nov 2003 13:20:14 CET


Hello,

Ecco qui il mio manifesto.
Commenti welcome.
mario

At 23.07 17/11/03 +0100, Alessandro Ranellucci wrote:
>....
>
>Mario, non mi è capitato di leggere tue considerazioni in merito alla
>composizione del policy board (che mi siano proprio sfuggite?): cosa
>pensi di un organismo preposto alle public policy rules composto da
>rappresentanti di associazioni e di categorie?
>
>Io personalmente credo che sia l'inizio della fine: al policy board
>siederà una maggioranza di homini novi, mai letti in ITA-PE, con nessuna
>esperienza di gestione di regole di naming eccetera e chiamati a
>rispondere del loro operato solo a chi "dall'alto" (o dalla stanza
>accanto) li ha nominati. Risolvere il problema giuridico della NA
>eliminando la NA.

In breve, le mie PROPOSIZIONI:

- 1) il problema principale, quello di principio, è per me quello di
assicurare una configurazione degli istituti preposti alla gestione di .it
che impedisca una gestione personalizzata, case-by-case, delle attività di
registrazione. Ovvero ci devono essere delle regole generali, astratte, non
ambigue, e che escludono ambiti di discrezionalità nella loro applicazione.
(Filosoficamente, tutto ciò vuol dire sottoporsi a delle regole, altrimenti
non abbiamo regole, che ovviamente sarebbe uno scenariocomodo per qualcuno,
ma da rifiutare nettamente;

- 2) Per me, il miglior modo di realizzare 1) è tenere distinti
organizzativamente (incluso le fonti e le modalità di finanziamento
\nota_3) chi gestisce il database da chi formula le regole, ovvero sono
nettamente conservatore nel mantenere questo aspetto del modello attuale
(in sintonia con la vecchia ma non obsoleta raccomandazione ISO citata al
sito nic/na, e come nella realtà di diversi -non tutti- i TLD (ICANN vs.
NetworkSolutions)).

Al registro deve essere riconosciuta un certo livello di potere di veto,
per evitare formulazione di regole che implicano operazioni gestionali
tecnicamente impossibili, o eccezionalmente onerose + un MoU di reciproca
consultazione continua.

- 3) Sia in una versione privatista sia in una versione pubblicista della
status delle regole \nota_1, l'ente regolatore deve essere espressione
delle diverse componenti della LIC (in senso stretto), che individuo
sopratutto in tre componenti: i tecnici/sviluppatori, gli
utenti/registrants, e gli operatori della registrazione (MNT, providers),
eventualmente con un secondo livello -con poteri di veto- a tutela che la
LIC operi secondo principi di apertura, trasparenza, stabilità, buon senso
ecc..  Quindi, SI,  sono per un superamento della NA  come 'associazioni di
individui', e un upgrade a coordinamento (formalizzato in un qualche modo
sensato e chiaro) tra le diverse entità che liberamente si sono create
negli ultimi anni per organizzare -botton up - le diverse componenti della
LIC, la cui ragone sociale (del coordinamento) sia la redazione di regole
condivise.

- 4) Per la domanda specifica, nell'immediato, io vedo un comitato regole
di, say, nove persone di cui tre per le entità indicati dalle libere
associazioni di standardizzazione (o associazioni italiane collegate :-)
Isoc.it/ietf, w3c.it, uninfo \nota_2); tre per i MNT/providers, tre per i
registrants. Per i primi sei sappiamo chi potrebbero essere. Per gli ultimi
tre, essendo la massa degli 800.000 ancora amorfa e non organizzata,
nell'immediato si potrebbe - tutti insieme - riconoscere il lavoro di
alcuni membri della LIC italiana maggiormente distintisi nell'essere
portavoce dell'utenza. E per essere massimamente esplicito direi: un
qualcuno con competenze nella protezione marchi, forse esperienza WIPO;
Vittorio per i titoli conquistati sul campo nell'avventura at-large ICANN,
una persona legata alla difesa della presenza in rete di siti non
commerciali, personali, di libera espressione politica, religiosa.

Ovviamente molto dettagli da precisare, ma la logica spero sia chiara.


\nota_1. Per principi, come dire, di teoria generale dei rapporti tra
cittadini e tra questi e amminitrazione dello Stato, essendoci -per ora  e
per molto- un solo TLD di carattere nazionale (= le cui controversie hanno
un foro italiano), considerando che  .it è ormai cmq una infrastruttura
essenziale, per es., per partecipare al prossimo dibattito elettorale della
nazione, io propendo per favorire una dichiarazione del carattere
'pubblico' delle regole per accedere a .it.

Questo ovviamente può essere discusso. Ma questa visione non implica che
esse debbono essere formulate da oscuri funzionari del MinCom., anzi. Un
organo collegiale di rappresentanti della LIC, con ambiti di autonomia,
anche se inserito nella struttura amministrativa dello Stato, può essere
certamente difeso come una soluzione in sintonia con una visione moderna,
non centralistica, trasparente, rispettosa delle competenze dei cittadini,
dell'amministrazione dello Stato.

Se invece mi si convince che le regole possono avere /debbono avere /hanno
un carattere 'privatistico',  allora la battaglia credo sia impedire che
questa immagine privatistica favorisca una visione solo commerciale di .it,
ma  assicurare che .it sia usabile da tutti, senza discriminazioni,  come
mezzo di libera espressione delle proprie opinioni, partecipazione alla
vita politica del paese, rispetto della libertà religiosa, ecc. ecc..
Insomma, la LIC dovrebbe vincolarsi ad una carta di principi di difesa di
.it primariamente come strumento a >facile< disposizione di tutti i
cittadini di EU.

\nota_2. Claudio: Perchè non si cerca più il contributo di uninfo? perchè
non coinvolgere la sezione italiana di w3c?

\nota_3. Ovviamente nella realtà a molti preme sopratutto la questione del
tesoro dei (quanti sono?) 9euro x 800.000. Ma questi sono soldi del
registro, da controllare secondo le procedure con cui si controlla, oggi,
la correttezza finanziaria di un istituto CNR, domani forse, di quella
altra entità che avrà in gestione il database. Al massimo si può prevedere
che una percentuale (minima) del costo di registrazione si trattenuta  per
il mantenimento delle regole (al massimo 50/100ml all'anno), e versate in
un conto del coordinamento/comitato regole.



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