come eleggere?

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Dom 30 Nov 2003 13:53:56 CET


On Sat, 29 Nov 2003 18:40:12 +0100 (CET), you wrote:

>Se invece tutti votano per ogni contenitore il candidato dovrà
>necessariamente farsi rappresentante e portavoce di tutta la collettività
>perché da questo dipenderà la sua rielezione e perché comunque risponderà
>del suo operato davanti a tutti

Il tuo ragionamento ha un baco evidente: in questo modo la constituency piu'
grande o meglio organizzata puo' non solo eleggere i propri rappresentanti,
ma scegliere anche i rappresentanti delle altre constituency! A quel punto
altro che principe/vassallo: ai candidati della (piccola) constituency X non
importera' nulla di difendere gli interessi della propria constituency, ma
al contrario si metteranno a difendere gli interessi degli altri... Insomma,
il piu' forte (o il piu' numeroso) sceglierebbe i propri rappresentanti *e*
i rappresentanti della controparte! Sarebbe come fare un tavolo sindacale in
cui sia i rappresentanti dell'industria che quelli dei lavoratori sono
scelti da una base elettorale di qualche milione di operai + qualche
migliaio di imprenditori... te lo vedresti?

In generale, capisco la tua preoccupazione sull'evitare una eccessiva
frammentazione, appoggio le note sul fatto che il sistema deve essere aperto
(cioe', se anche adesso si indicano le associazioni Pippo e Pluto come
rappresentanti di una certa categoria, deve esserci un modo chiaro per
includere ulteriori associazioni e/o permettere una rappresentanza dei
non-allineati), ma il sistema per constituency e' l'unico che funziona
quando la comunita' di base diventa disomogenea.

Quando e' nata la NA, difatti, si trattava di una comunita' veramente
omogenea, formata principalmente da tecnici o comunque professionisti del
settore. Adesso non e' piu' cosi' e lo sara' sempre meno, e quindi e'
necessario formalizzare le parti in gioco e i meccanismi con cui
interagiscono e si confrontano. Se hai due minuti ti consiglio di leggere
questa intervista a Milton Mueller:

http://www.circleid.com/article.php?id=P380_0_1_0_C

dove lui spiega molto bene questo passaggio, che e' avvenuto a livello di
ICANN (anche li', passando dal sistema "assembleare" di IETF + rough
consensus al sistema a constituency di ICANN), e che credo proprio ora
tocchi anche a noi. In sintesi, la stessa idea di comunita', quando Internet
passa da strumento omogeneo degli informatici a media di massa, passa da
gruppo uniforme e informale a somma e confronto di gruppi di interesse
diversi e contrastanti, e la definizione di consenso passa dal "rough
community consensus" al risultato di un confronto per voti e pesi reciproci;
c'e' poco che puoi fare a questo proposito.
--
vb.               [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<------
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