cosa fanno gli Svedesi

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Gio 30 Ott 2003 11:15:44 CET


At 09.20 30/10/03 +0100, Enzo Fogliani wrote:
>In data Wed, 29 Oct 2003 20:40:47 +0100, Emilio Anzon <pan a LINUX.IT> ha
>scritto:
>
>>> Essendoci gia' dei precedenti, il contenzioso si ridurrebbe
>>> notevolmente.
>> stai dando per scontato che un nome di dominio "è" come una scritta su
>> un cartello pubblicitario , tanto per fare un esempio
>
>Non lo do per scontato io, lo da per scontato la magistratura.
>L'orientamente - del tutto minoritario - che si opponeva a tale concezione
>si e' estinto da lungo tempo. Non ho espresso un punto di vista filosofico,
>ma pragmatico. Se la giurisprudenza ha deciso che il nome a dominio e'
>assimilabile almarchio, dobbiamo prenderene atto, se non veramente non
>viviamo nel mondo reale, nel quale, volenti o nolenti, alla fine e' la
>magistratura che emette le sentenze.

Enzo,

Dissento. Da quel che leggo, le sentenze dicono soltanto che questo o
quell'uso  del nome a dominio <nome>.it può ledere  la protezione di un
marchio <nome>. Il che ovviamente può essere benissimo. Nessuno mi sembra
dire che per registrare chiari.it allora io debba averne diritto nel senso
delle normative su i marchi, il che sarebbe molto criticabile, impedendomi
per esempio di usare il MIO nome per i servizi di posta elettronica.

Sulla riassegnazione, credo invece che le sentenze siano in errore: se io
registro Ferrari e lo uso per vendere magliette con la foto di Nuvolari, mi
è chiaro (+/-) perchè questa attività mi sia inibita, ma non tanto che
debba perdermi il dominio se accetto di usarlo, per es., solo per servizi
di posta. In particolare non mi è chiaro che chi ha agito per inibire il
mio comportamento scorretto debba avere solo per questo una precedenza
nella eventuale riassegnazione rispetto per es. a un terzo Sign. Ferrari).

ciao mario




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