+EX Uno squatter che ha guadagnato qualcosa... :-)

itaa-pe box a STARNET.IT
Mar 9 Set 2003 11:29:02 CEST


Carissimi  sono stato assente da Salerno non ho potuto partecipare alla
discussione che ha animato la fine di agosto e a cui mi richiamo
nell'oggetto, rispondo quindi in maniera cumulativa a quanto letto.

Innanzitutto ci tengo a dire una cosa:
MAGARI !!!!   il vantaggio competitivo della telecom nel settore della
banda larga fosse dato dal dominio adsl.it. Non raccontiamoci una realtà
diversa da quella che è, la telecom ha un vantaggio competitivo solo
perchè possiede la rete telefonica nazionale. io sarei favorevolissimo a
fare a cambio con Telecom, lei rinuncia alla rete e noi le diamo tutti i
domini che vuole adsl.it, telefono.it , telefonami.it, pstn.it, isdn.it,
lineacalda.it, linearovente.it, segreteriatelefonica.it,
lineatelefonica.it ecc....
Ovviamente non accetterebbe mai

Veniamo al contendere per alcune precisazioni.
Giustamente, gli avvocati dovendo mantenere la famiglia, fanno bene a
vedere tutto in termini di clientela e sviamenti vari, pero' noi che non
campiamo con queste cose ci possiamo permettere il lusso di essere più
aderenti alla realtà .

Provo a spiegare a me stesso qual'è la vera l'utilità del dominio per il
sig. Rossi.
Se il sig. Rossi prende una casella e-mail (e/o uno spazio web) con la
Starnetwork srl si troverà un indirizzo del tipo rossi a starnet.it, se ad
un certo punto della sua vita si scoccia di  Ettore Panella e lo vuole
mandare a quel paese rischia di perdere l'indirizzo che i suoi
corrispondenti conoscono e magari buttare al macero quintali di stampati
con il vecchio indirizzo. Se invece avesse preso un dominio la sua casella
info a rossi.it l'avrebbe dovuta semplicemente spostare presso un altro
provider. Giusto per rafforzare il concetto, la mia società dal 95 ad oggi
ha cambiato indirizzo della sede 4 volte con cambio connesso di tel e fax,
i clienti però ci hanno potuti sempre contattare tramite il sito web o ai
nostri indirizzi di e-mail che non sono mai cambiati.
Questo è il vero motivo per cui il sig. Rossi deve prendere un dominio ed
è anche il motivo per cui dobbiamo sempre garantire la disponibilità dello
stesso dominio a chi lo ha registrato, altrimenti di fatto dichiariamo che
i domini non servono al sig. Rossi (ma anche alla azienda cocozza & figli
:-) e tantovale prendersi l'indirizzo email del provider.

Ho visto che vi siete accaniti sul concetto di proprietà o disponibilità
del dominio, a parte il fatto che il dominio è concesso in uso e non
ceduto al solo scopo di farsi pagare la quota annuale  :-)))
il discorso comunque permette la vendita come hanno  dimostrato Antonio e
Gianluca,  infatti io non possedendo la spiaggia posso però vendere il mio
diritto ad occuparne il pezzettino su cui mi sono accampato per qualche
ora a terzi.
Per quanto riguarda invece  l'accostamento vendita/cybersquatting ricordo
a me stesso che, condicio sine qua non (spero di aver azzeccato la dotta
citazione:-))) , affinchè sia possibile parlare di cybersquatting (oltre
al numero di domini occupati) è necessario che vi sia un soggetto
ricattato, (infatti per le map è vitale la presenza della malafede da un
lato ed il diritto dall'altro)  l'accusa non ha senso quando liberamente
chi ha in uso il dominio lo cede ad un'altro che liberamente lo acquista
attraverso uno scambio di beni o servizi ritenuto adeguato da parte di
entrambi.  Discutere sulla cifra non ha senso perchè è una cosa
soggettiva, la mia casa può valere due spiccioli per qualcuno ma
tantissimo per il tizio a fianco che buttando giù una parete non dico si
fa una reggia ma sta molto più comodo. Inoltre il discorso sulla cifra a
cui un dominio viene venduto è fuori luogo secondo me per un altro motivo,
se tizio vende il dominio X (o la sua disponibilità)  per 300 milioni vuol
dire che ha trovato qualcuno che  comprandolo pensa almeno di guadagnarne
900 milioni, perchè allora costringere il venditore a prendersi 1 milione
considerando sempre lecito solo il guadagno dell'acquirente (900 milioni)?
ci andiamo ad infilare in un ginepraio inutilmente. Capisco le remore
morali che hanno mosso il discorso ma le cose vanno poste in altro modo al
fine di evitare che da morali si diventi moralisti.
Noi abbiamo definito un dominio attivo se il dns è configurato
opportunamente e esiste la casella postmaster, ad oggi chi rispetta queste
cose è in regola e nessuno può contestargli nulla legittimamente (che
piaccia o meno le cose stanno in questi termini), se volete potete
richiedere anche la realizzazione di un sito web (per la verità la cosa
non mi entusiasma visto che si sancirebbe la definitiva superiorità del
web sulle altre risorse) o altre caratteristiche (oggettive mi raccomando)
affinchè un sito sia considerato attivo, in mancanza delle quali
provvedere alla revoca. Anche a costo di ripetermi vi esorto comunque ad
evitare di pensare a regole che spalanchino le porte all'arbitrio.

Nel caso di adsl.it mi è sembrato di capire che da un lato c'era una
persona che liberamente ha ceduto un dominio che per le nostre regole era
regolarmente attivo ed un'altra che liberamente (perchè gli conveniva) ha
acquistato. Certo alla regola del libero scambio possiamo sostituire una
qualsiasi altra regola che però avrebbe la spiacevole caratteristica
dell'uso della forza (che a me piacerebbe  limitare quanto più possibile
ai casi estremi) invece del comune accordo .
Insomma evitiamo di inventarci una cura peggiore del male (Specie ora che
i giochi sono stati fatti e a 4 anni dalla liberalizzazione mi sembra un
po' di fare ,secondo un detto delle mie parti, come le suore di Santa
Chiara che misero le porte di ferro dopo il furto), anche perchè abbiamo
assistito ad un orrido caso armani.it foriero di gravi orrori futuri e che
in vista dell'appello "la società internet" dovrà far sentire il suo peso,
 e perchè la forza la esercita sempre chi la tiene e generalmente la usa
in un modo che ai deboli non farebbe certo piacere, poichè mi rivolgo ad
una platea composta soprattutto di persone che lavorano nel campo delle
telecomunicazioni non ho bisogno di ricordare casi specifici  :-(((

Veniamo ad un punto dolente, io ho il dominio automobili.it e quindi tutti
comprano le mie auto, possibile???? per comprare un paio di mutande la
gente visita tutti i negozi del rione e per farlo devono scarpinare tanto,
mentre invece su internet dove si tiene comodamente il proprio sedere
sulla poltrona ci si ferma al primo sito trovato?
Mi sembra curioso, a questo punto che senso ha fare dei bei portali o
lavorare bene, basta prendere il dominio giusto ed il mondo ti sorride, il
nostro lavoro cari amici allora è veramente inutile.
Io sono convinto sinceramente di una cosa, facendo un parallelismo dominio
- numero di telefono penso che se ho il numero di tel. 089 88888888
nessuno mi chiamerà mai  per la facilità mnemonica del numero, mentre
invece tutti quelli che avranno un motivo per chiamarmi lo faranno
facilmente ricordando il mio numero.
E' quì il discrimine, un ottimo lavoro è la sola base del successo di un
sito ed un dominio mnemonico aiuta a ritornarci, per cui se invece di
automobili metto automobilibelle ottengo lo stesso risultato, ma ho
qualche problema se lo chiamo azxdfrt.it .  Per quella che è la mia
esperienza posso portare come esempio reale due miei portali simili, il
primo portale che non ha un dominio particolarmente appetitoso ha
risultati migliori del secondo che ha un ottimo dominio ma è stato fatto
un paio di anni dopo.  la differenza la fa il lavoro di registrazione e di
sinergia oltre ai tantissimi link che in 7 anni sono stati realizzati e
due anni di lavoro si vedono eccome alla faccia dei domini.  Ovviamente
poichè nessuno capisce molto di Internet un dominio importante ti aiuta a
farti pagare qualcosina in più dal cliente in cerca di pubblicità questo
lo ammetto ed ai tempi della neweconomy, quando i gonzi abbondavano, i
domini importanti  erano veramente utili per farsi comprare l'azienda ma
purtroppo adesso i gonzi si sono ravveduti..

Riguardo alla lista dei nomi riservati che fare? eliminarla o conservarla?
Come ben detto da altri una lista non aggiornata è inutile. Però
personalmente sono restio a cambiare le regole del gioco a partita
iniziata se non per motivi veramente ed assolutamente importanti. Alle
persone che volevano registrare il dominio www per esempio è stato
impedito di farlo a suo tempo ed ora per correttezza morale dovrebbero
essere avvertiti della cosa, ma come sapere chi aveva interesse?  Poi come
attribuirli, il primo fax che arriva? e se c'è un piccolo errore nella
LAR? il fax rotto che ha messo delle strisce giusto sul nome a dominio?
quante volte ci è stata fatta rispedire una lar perchè arrivata
illegibile?  Chi ci salverà dall'accusa di comparaggio?
Onestamente abbiamo due strade, o ce li teniamo anche perchè danno poco
ingombro o come spesso fanno gli enti che vogliono finanziare una propria
attività o iniziativa vendiamo i gioielli di famiglia. Apriamo una specie
di asta pubblica dopo aver mandato avvisi un po' dappertutto per
finanziare la realizzazione di un progetto open source per rendere la
posta elettronica sicura, operando ad esempio solo con mail server
certificati invece di BL o altri sistemi fantasiosi o peggiori del male.

Spero di aver toccato tutti i punti del dibattito
saluti
Ettore




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