Ministero e numerazioni/domini: Per una volta, lascitemi dire "l'avevo detto" :-(

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mer 10 Set 2003 13:09:41 CEST


Hello,

cito da un paio di vecchi miei post:

1-- Parlando di che cosa faccia il Registro, scrivevo:


>>>Abbiamo un servizio di  comunicazione tra cittadini, tra le cui
componenti è un sistema di indirizzi facilmente memorizzabili (nomi di
dominio).

La natura tecnica di questo servizio richiede un certo registro, un suo
gestore, e delle regole per permettere di registrare tali indirizzi, regole
che devono tener conto della condizione che uno e un solo utente può
registrare un dato indirizzo.

Ora se si assume (opzione A) che il servizio è un servizio pubblico (perchè
bla bla bla), mi sembra che le regole di registrazione debbano avere  la
natura di regole di natura pubblica [...]

Chi ha formulato tali regole in Italia? La NA. Grazie a quale autorità, con
quale legittimità? All'autorità di una vecchia delega, a voce, di fatto,
quando si trattava di un servizio sperimentale, da parte di qualche ufficio
numerazioni del ex- ministero poste e telecomunicazioni. Bene. Si deve dare
una qualche formalizzazione giuridica a questa situazione pioneristica? Si.
Come? Da discutere.

Oppure, (opzione B), il servizio DNS sotto .it è una iniziativa privata,
una idea imprenditoriale di un simpatico gruppo di statunitensi, dato in
'franchising' (o delega) a, per pura coincidenza, a un istituto di ricerca
italiano. Nel rispetto di tutte le numerose leggi e regole che normano le
attività imprenditoriali private, il contratto tra il fornitore del
servizio e l'utente comprende anche una serie di clausole specifiche, in
particolare di limitazione delle responsabilità del fornitore.

Inoltre, essendo tale contratto per adesione (si dice così?), il fornitore
del servizio, per propria scelta imprenditoriale, probabilmente per evitare
accuse di discriminazione, si è liberamente vincolato a una serie di regole
che gli impediscono di fornire il servizio in piena autonomia decisionalem
(per es. 10 domini gratis a chi ne registra 100, tariffe differenti per
persone private e persone giuridiche, ecc.) ma piuttosto secondo modalità
predeterminate.
Inoltre, per sua scelta imprenditoriale la formulazione di tale
regole/vincoli [la formulazione dei contratti registro/MNT/registrante]
sono state demandate a un gruppo di lavoro indipendente di
'esperti', la NA.[...]<<<

In lista mi sembrò ci fosse una maggioranza pro opzione B. Ancora convinti?

2-- in un più antico posto distinguevo tra:

>>> Il discrimine non tra istituto di diritto privato [opzione B sopra] e
istituto di diritto pubblico [opzione A sopra], essendo la risorsa/servizio
pubblica e per tutti; la prima opzione alla lunga non sarebbe difendibile

Il discrimine è tra ente/commissione pubblica con larga autonomia [NA come
comitato/consulta/organo collegiale pubblico]  e ministerializzazione
spinta [le regole le fanno dei fedeli al ministro di turno al ministero].
[...] <<<<

Questa mi sembrava allora e mi sembra oggi la vera questione. Il pericolo
della ipotesi Fondazione, su cui sembra si stia ancora lavorando, è che si
risolva nel seguente compromesso: regole ministerializzate (con controllo
AGCOM), registro in appalto/concessione a un ente privato (non-for-profit
ma, ma perchè no, eventualmente anche for-profit).

ciao
mario



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