Io non ci sto piu' (long)

Ignazio Guerrieri guelex a TIN.IT
Mar 3 Feb 2004 18:55:00 CET


E' passata la fatidica scadenza del 31 gennaio, senza che il Registro
nulla di nuovo ci abbia mostrato sotto il sole.
A tutt'oggi, il Policy Board non e' stato convocato, ne' ha ricevuto
alcun genere di comunicazione circa il proprio assetto futuro; in
altri termini, il Policy Board, eletto dalla nostra assemblea del 9
dicembre scorso, non e' stato messo in grado di costituirsi, di darsi
un regolamento interno, insomma di poter operare concretamente.
Resto convinto che non sarebbe stato cosi' complicato rendere il PB
operativo per la fine di gennaio; in fondo sarebbe stato sufficiente,
da parte dello IIT, convocarlo e quindi riconoscerlo ufficialmente,
sulla base di un chiaro documento scritto, che avrebbe anche regolato
piu' nel dettaglio i reciproci rapporti.
Queste cose, secondo me, potevano e dovevano essere fatte nel corso
dello stesso mese di gennaio, ma cosi' non e' stato.
Gli eventuali rappresentanti dei ministeri (dei quali, insisto, finora
non si era mai parlato) avrebbero quindi potuto essere cooptati
in seguito, non appena nominati. E comunque, se la loro presenza fosse
stata ritenuta pregiudiziale al funzionamento del PB, la cosa avrebbe
potuto - e dovuto - essere resa nota ben prima d'ora; diciamo nel
"Memorandum of Understanding" di cui l'IIT chiese (ottenendola)
l'approvazione del CE del 27 ottobre 2003? O, almeno, in occasione
dell'assemblea NA del 9 dicembre scorso?
Sia come sia, come ormai noto a tutti, questo MoU e' ugualmente scaduto
il 31 gennaio, e dunque non e' piu' valido.
Non e' una circostanza di poco conto, se si considera che in esso si
stabiliva tra l'altro che:
- il MoU stesso avrebbe dovuto ispirarsi e recepire "i principi espressi
nella discussione svolta in seno alla NA e alla RA in merito alle
proposte emerse in seguito agli incontri tra NA, RA ed esponenti
governativi";
- la NA dovesse convocare, non oltre il 31 gennaio 2004, un'assemblea
che fosse in grado "di esprimere membri del Policy Board eletti in
rappresentanza della LIC";
- la NA, "per mezzo del Policy Board", dovesse quindi essere
"l'organismo preposto alla formulazione delle regole di naming", e che
tali regole "impegnano RA, maintainer ed assegnatari";
- la RA dovesse operare "in conformita' con le regole di naming".
Come tutti sappiamo, in pieno ossequio al dettato del MoU, veniva
convocata, a Pisa per il 9 dicembre 2003 (e quindi ben prima della
scadenza voluta dallo stesso IIT), un'assemblea della NA, con lo scopo
di discutere e deliberare proprio sulle questioni sollevate (attraverso
il MoU) dal Registro.
E, sia pure con molta riluttanza, quest'assemblea deliberava, approvando
quasi all'unanimita' la mozione di Andrea Monti, di eleggere un Policy
Board che non fosse "sottoposto alle attuali regole statutarie previste
per gli organi NA" e con "il compito di gestire al meglio la fase di
transizione e l'applicazione del MoU approvato in data 27 ottobre 2003".
Lo IIT, per il tramite del suo direttore prof. Denoth presente in
assemblea, valutava con attenzione il testo della delibera, tanto da
chiederne (ottenendole anche in questo caso) ulteriori messe a punto.
Alla luce di tutto quanto sopra, e soprattutto delle accese discussioni
che hanno preceduto ed accompagnato la delibera del 9 dicembre, era quindi
evidente che, quanto meno a partire dal 1 febbraio 2004, il compito di
gestire e formulare le regole di naming sarebbe direttamente passato dal
CE della NA al Policy Board (direttamente connesso al Registro), e cio'
proprio per evitare che vi fosse un periodo di sostanziale "vacatio legis",
quale sarebbe stato (e purtroppo sara') quello intercorrente tra tale data
e l'effettiva costituzione del Policy Board, se mai questa sara'
effettivamente implementata dallo IIT nei modi pattuiti.
Il fatto che debba ormai ritenersi scaduto quell'ultimo documento
bilaterale, che era il solo rimasto a regolare i rapporti tra RA e NA,
e l'unico a sancire ufficialmente la potesta' regolamentare della NA, con
l'obbligo del Registro di adeguarsi alle regole di naming, senza che sia
stato costituito il Policy Board, comporta evidentemente che (al di la'
di eventuali previsioni contenute nel contratto maintainer, del tutto
circoscritte al rapporto contrattuale) non possa piu' esistere alcuna
certezza sulle regole che, dal 1 febbraio, verranno applicate per la
registrazione dei domini.
Sia chiaro (lo dico anche per evitare eventuali accuse di mettere in dubbio
la buona fede del Registro, che sarebbero del tutto infondate e che comunque
gia' mi sono arrivate): l'IIT e' Istituto di massima responsabilita' e
serieta', e non ha certamente bisogno del mio riconoscimento; ma, di fatto,
e' innegabile che a questo punto esso dispone di una sostanziale
discrezionalita', che fino a pochi giorni fa (nonostante l'indiscutibile
posizione
dominante) non aveva avuto.
E non mi si venga a dire che la data del 31 gennaio non rappresentava una
scadenza definitiva; anzi, se volessimo effettuare un'interpretazione
rigorosa del MoU, potremmo addirittura arrivare a sostenere, e con tutta
ragione, che esso e' scaduto in coincidenza con l'assemblea del 9 dicembre
che ha eletto il PB. Riporto a tale riguardo le testuali parole del MoU:
"La validita' del MoU  limitata al periodo necessario alla NA per
convocare una assemblea in grado di esprimere membri del policy board
eletti in rappresentanza della LIC ed in ogni caso entro e non oltre
il 31/1/2004. Dopo tale data il presente MoU deve considerarsi
decaduto". Piu' chiari di cosi'...
Per questo motivo, visto che non si e' riusciti ad ottenere la tempestiva
costituzione del Policy Board, mi sarei aspettato - come molti altri
membri di ita-pe - che il Registro ufficializzasse una proroga del MoU,
e cio' almeno fino alla data della prima riunione del PB.
Ma nulla di tutto cio' e' accaduto; il prof. Denoth si e' limitato a
dire (in verita' soltanto dopo diverse sollecitazioni) che il Policy
Board si fara', quando non meglio precisati ministeri avranno nominato
i propri rappresentanti. Il che, tradotto in termini pratici, piu' o meno
significa che, ancora una volta, dovremmo restare tranquilli ad attendere
futuribili decisioni prese da altri (qualcuno, in privato, mi ha scritto
che noi sei eletti nel PB siamo stati trattati da studentelli; come
dargli torto?). Poi, certamente, non e' da escludere che, prima o poi,
questo Policy Board veda la luce; ma come? e quando? tutte le premesse
della delibera assembleare della NA si basavano sul fatto che esso fosse
reso operativo per la fine di gennaio. Invece, giunti all'inizio di
febbraio, siamo ancora tra color che son sospesi.
Francamente, non erano queste le condizioni che mi avevano spinto a
votare la mozione di Andrea Monti, e a dichiarare la mia disponibilita'
per la candidatura al Policy Board.
Avevo chiesto ed ottenuto fiducia, da parte dell'assemblea, sulla base
di un progetto che, per quanto arduo e poco popolare, appariva comunque
fondato su prospettive reali e su una indispensabile buona volonta' di
TUTTE le parti interessate.
Mi trovo (ci troviamo) invece, ancora una volta, a dover fare i conti con
molte buone
parole e nessun fatto. Alcuni (pochi in verita'), che comunque ringrazio
per la stima che mi hanno manifestato, mi hanno chiesto di aspettare;
ma aspettare chi? e che cosa? non abbiamo aspettato anche troppo?
e nel frattempo che succede? chi decide cosa? e con quale legittimazione?
Veramente si ritiene ancora possibile "aspettare", in uno stato di tale
indeterminatezza e confusione?
Anche l'intervento di Claudio Allocchio, che il 1 febbraio mi aveva
chiesto di pazientare per almeno altri due giorni, non ha avuto
l'effetto sperato, perche' nessun messaggio chiarificatore e' arrivato
da parte dell'IIT. Personalmente mi ero dichiarato disponibile ad
attendere, fino alle 18 di oggi, che il prof. Denoth pubblicamente
dichiarasse la proroga del MoU ed il riconoscimento del Policy Board
eletto dall'assemblea NA (con l'impegno a convocarlo per il mese di
febbraio). Non mi sembrava una pretesa eccessiva, ma comunque queste
dichiarazioni non sono ancora arrivate.
Per i motivi che ho gia' spiegato nei miei precedenti interventi, non
ritengo ne' opportuno ne' dignitoso che gli eletti nel PB si autoconvochino;
non vi sarebbe infatti alcuna reale interazione con il Registro, e quindi
si finirebbe inevitabilmente con il fare discorsi anche molto belli, ma
del tutto inutili.
Non credo che, se in occasione dell'assemblea del 9 dicembre si fosse
immaginato questo triste scenario, Andrea Monti avrebbe mai presentato
la sua mozione, ne' comunque che questa sarebbe stata approvata; non
credo, quindi, che sarebbe nemmeno stato eletto un Policy Board, ed io
in ogni caso non mi sarei certamente candidato a farne parte.
In questa situazione, non sarebbe serio se io facessi finta di niente,
e continuassi a far parte di un organismo che in realta' nemmeno esiste.
E non mi va nemmeno che il mio nome figuri tra quelli di un Policy Board
(anche soltanto inizialmente) destinato a mero "uso esterno", del tutto
sprovvisto di qualsiasi potere.
Anche perche', ripeto, avverto un vincolo morale nei confronti di ita-pe,
che mi ha dato la sua fiducia, ma che sicuramente non mi avrebbe mai
voluto a fare la bella statuina nel Policy Board.
Traetene voi stessi le conseguenze: io a questo gioco al massacro non ci
sto, e me ne torno alle mie care pandette :-)
Non so nemmeno come definirle: dimissioni?
Mah... ci si dimette da qualcosa di concreto, da qualcosa che esiste; non
da cio' che sarebbe dovuto essere ma ancora non e'.
Allora posso soltanto limitarmi a comunicare, a voi e - come si suol dire -
a chi di competenza, che il mio nominativo non deve essere piu' considerato
tra quelli facenti parte del Policy Board.
Credetemi, e' stata una decisione non facile da prendere, per ragioni che
potrete comprendere facilmente: ma, piu' di ogni altra, mi ha accompagnato
la preoccupazione del "vuoto di rappresentanza" che, in seguito al mio
ritiro, avra' ita-pe all'interno del PB.
Anche in questo caso, pero', questo vuoto di rappresentanza riguarda
un qualcosa che, oggi come oggi, esiste soltanto nelle promesse di
pur affidabilissime e serissime istituzioni; ma non esiste nella realta',
come invece i patti presi in assemblea avrebbero imposto nel termine del
31 gennaio. Ed e' a questi patti che io ritengo di dovermi attenere.
Inoltre, credo di aver dato alla lista ita-pe, con un certo anticipo, la
possibilita' di esprimere il proprio parere riguardo alla mia presa di
posizione: non mi sono giunte, in verita', moltissime risposte, ma quelle
che sono arrivate (anche in privato) mi hanno quasi tutte manifestato la
loro solidarieta'. Le poche altre rimanenti, pur riconoscendomi tutte le
ragioni di questo mondo, mi chiedevano di aspettare ancora un po', ma questo
non lo ritenevo piu' possibile - ne', da parte mia, serio e coerente - per i
motivi che ho indicato sopra.
Piu' di questo non potevo fare.
Tre ultime considerazioni personali, per chi avra' avuto la pazienza di
arrivare fino a questo punto della lettura:
1) ringrazio gli altri cinque eletti nel PB, ed in particolare Francesco
Orlando, per la comprensione che mi hanno voluto dimostrare; capisco la
loro scelta di non desistere, dettata peraltro da ragioni e situazioni,
assolutamente legittime e condivisibili, che pero' non ricorrono per il
sottoscritto, ne' per la NA che in qualche modo avrei dovuto rappresentare;
2) ringrazio pubblicamente Claudio Allocchio (anche se immagino in anticipo
la sua poco entusiastica reazione, ma lo ringrazio lo stesso, e con
sincerita') per i suoi sforzi (titanici ma infruttuosi), nel tentativo di
evitare questa rottura, intervenendo piu' volte per sollecitare l'IIT;
3) spero che questa mia scelta, se non compresa o addirittura condivisa,
venga almeno correttamente interpretata, senza dar luogo  ad alcun
fraintendimento o strumentalizzazione. Giusta o sbagliata che sia, l'ho
presa soltanto per coerenza e rispetto per chi mi ha votato.
Resto disponibile, nell'improbabile ipotesi che qualcuno ne avesse voglia, a
fornire (molto meglio se in privato) eventuali chiarimenti e/o
approfondimenti del mio punto di vista.
Grazie per l'attenzione e la pazienza.
Saluti.

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Avv. Ignazio Guerrieri
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