Dove e' finita la lista???

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Gio 5 Feb 2004 15:49:31 CET


Mario wrote:
> Il MoU, sottoscritto dal CE senza dibattito, ma poi, purtroppo, fatto
> proprio dall'Assembla della NA \nota_1, può essere interpretato (senza
> troppe forzature) come un accordo - tra NA e IIT-CNR - su una breve
> fase transitoria preliminare alla rinuncia, da parte della NA e a
> favore dello IIT-CNR, delle proprie prerogative e responsabilità
> riguardo alla formulazione delle regole per .it \note_2.

Non ho dubbi sul punto.


> Secondo questa lettura, le clausole del MoU hanno il significato di
> modalità per il passaggio delle consegne, in particolare le clausole
> che fissavano che lo IIT-CNR avrebbe accettato,  come membri  di un
> PB non meglio identificato (\nota_3) ma da considerare come organismo
> interno dello IIT-CNR (***), quali rappresentanti della c.d. LIC,  i
> nomi indicati dalla NA, se questi fossero stati indicati entro la
> data tassativa del 31/01/04 e fossero considerati, a giudizio
> insindacabile dello
> IIT-CNR,  una rosa rappresentativo delle varie componenti della LIC,
>
> (***) da alcune espressioni di Claudio, mi sembra che, per lui, il PB
> sia una specie di comitato autonomo creato concordamente da due entità
> separate, IIT-CNR e NA. Se questa è la sua comprensione, sarei grato
> se la confermasse in lista.

Proprio questa disparità (non di poco conto) di vedute tra autorevoli
rappresentanti della NA lascia intendere che il testo della mozione
approvata il 9.12.03 non è il massimo della precisione.
Per non parlare dello stesso MoU.

> Similarmente quando Il MoU prevede  inoltre che nelll'intervallo di
> >data firma del MoU--31/01/04<, il PB fosse esattamente composto dai
> membri del CE della NA, e che per questo intervallo di tempo la
> formulazione delle regole rimanesse responsabilità della NA, con la
> formula (ambigua \nota_3): la "NA, per mezzo del policy board, è
> l'organismo preposto alla formulazione delle regole di naming e
> responsabile delle stesse".

No, scusa, ma non si può frammentare e ricomporre a capriccio il testo di un
contratto.
Il passaggio centrale del MoU è il seguente:

<<La validità del MoU è limitata al periodo necessario alla NA per
convocare una assemblea in grado di esprimere membri del policy board
eletti in rappresentanza della LIC ed in ogni caso entro e non oltre
il 31/1/2004. Dopo tale data il presente MoU deve considerarsi
decaduto.
NA, per mezzo del policy board, è l'organismo preposto alla
formulazione delle regole di naming e responsabile delle stesse. Le
regole impegnano RA, maintainer ed assegnatari.
RA è l'organismo che cura il registro ed il mantenimento dei DNS
operando in conformità con le regole di naming. Il registro ha
facoltà di reinviare al policy board regole o procedure che a suo
giudizio presentino caratteristiche di difficile attivazione. In tal
caso il policy board è tenuto a rivedere tali regole o procedure
tenendo conto delle osservazioni del Registro.>>

Ne consegue che il PB è un'organismo "espresso" da NA e preposto alla
formulazione delle regole di naming.
E questa non è una previsione transitoria. Questa è la disciplina dei
rapporti tra NA e RA!
Punto.
Dalla lettura del MoU non si comprende:
1. cosa voglia dire esattamente "esprimere membri";
2. quanti avrebbero dovuto essere i membri del PB;
3. quanto sarebbero durati in carica i memebri del PB;
4. come avrebbe operato il PB.
Insomma, apertis verbis, il MoU del 27.10.03 è (era?) una bella ciofeca!
Omette di dire tutto quel che era da dire.
E' bravo Denoth... O siamo fessi noi?


> Un passaggio di consegne  da compiersi entro il 31/01/04, perchè
> "dopo tale data  il presente MoU [è da] considerarsi decaduto",
> comprendendo apparentemente -- ma chiedo conferma-- la clausola sopra
> citata sull'organismo preposto, da ritenere non più in vigore.

Io questo famoso termine ultimativo - da giorno del giudizio - del 31.1.04
non lo vedo!
Io vedo solo un termine entro il quale l'assemblea NA avrebbe dovuto
esprimere (dico io... ma gli articoli determinativi cosa esisteono a fare?
che ci voleva a mettere "i"?) membri del PB.
L'assemblea della NA ha "espresso membri" del PB il 9.12.03.
Fine.
Ed ora?
Anche prorogando l'efficacia del MoU non vedo cosa possa cambiare.
Mi stupisco del fatto che i colleghi giuristi non si avvedano di tale
stranezza (io, almeno, la avverto come tale).
Può darsi che io stia incappando in un macroscopico errore. Ma, perdio!,
qualcuno mi dica dove sbaglio e perché!


> Noto che  MoU non include nessun disposizione su come lo IIT-CNR
> avrebbe istituito il PB (a mio parere anche perchè lo IIT-CNR non può
> vincolarsi ad un soggetto esterno su come istituire un organismo
> interno),

Ma chi lo ha detto che il PB è organo della RA? io leggo tutto il contrario!
Se dico che io, per mezzo di Mario Chiari, ho compiuto il tale atto, sarà
chiaro a chiunque capisca l'italiano che l'atto è giuridicamente
riconducibile a me. E, soprattutto, che Mario Chiari rappresenta me!
Se dico che "NA, per mezzo del policy board, è l'organismo preposto alla
formulazione delle regole di naming e responsabile delle stesse. Le
regole impegnano RA, maintainer ed assegnatari" perché poi si dice che il PB
è organo dell'IIT?
Non sarà, forse, che il PB è organo di rappresentanza della NA, per il cui
tramite a quest'ultima resta il dominio della redazione delle regole di
naming?


ma solo che i designati dalla NA ne sarebbero stati membri
> (e anche su questo io dubito che il direttore dello IIT possa aver
> sottoscritto un vincolo del genere, vincolante nel senso che vincoli
> domani anche -per dire - altro direttore dello IIT. Qui non dubito,
> ovviamente, della parola di Denoth di rispettare, per quanto non
> contrario con le regolamentazioni del CNR,  il gentlemen agreement).

ALT! (scusa se alzo la voce) ;-)
Qui bisogna sfatare alcuni miti sul CNR.

A) Il D. Lgs. 30 gennaio 1999, n. 19 dispone che:
1. Il C.N.R. ha personalita' giuridica di diritto pubblico e si dota di un
ordinamento autonomo in conformita' al presente decreto (art. 1);
2. Nell'ambito del perseguimento delle proprie attivita' istituzionali puo'
fornire servizi a terzi in regime di diritto privato (art. 2, lett. h);
3. Il CNR organizza internamente la propria attività attraverso regolamenti
(art. 7).

B) Con il Regolamento sull'istituzione e il funzionamento degli istituti,
emanato con il decreto del 14 gennaio 2000, è stata sancita la piena
autonomia degli istituti (art. 1), con il seguente testo:

Art.1 - Autonomia degli Istituti
L'attività di ricerca scientifica e tecnologica del Consiglio nazionale
delle ricerche, di séguito denominato CNR, si svolge negli Istituti, nell'
ambito della programmazione nazionale della ricerca e della programmazione
annuale e triennale del CNR e nel rispetto della libertà scientifica dei
ricercatori che vi operano.
Agli Istituti è garantita autonomia scientifica, amministrativa,
organizzativa e di gestione, finanziaria e contabile, nella definizione dei
contenuti e degli obiettivi delle attività di ricerca e nella utilizzazione
delle risorse umane e finanziarie e delle attrezzature scientifiche
assegnate.
Negli Istituti opera personale di ricerca, tecnico e amministrativo
dipendente dal CNR e personale associato alle attività degli Istituti
proveniente da università, da enti di ricerca, nonché da altri enti,
pubblici e privati.
Ogni Istituto è centro di spesa ai sensi del Regolamento di disciplina della
contabilità e dell'attività contrattuale del CNR, di séguito denominato
"regolamento di contabilità".

A sua volta, l'art. 7 dispone che:
Il Direttore è responsabile del funzionamento complessivo dell'Istituto e
può adottare gli atti amministrativi di competenza dell'Istituto, ivi
compresi quelli che impegnano l'Istituto verso l'esterno.

Pertanto il MoU non è un Gentelmen Agreement, ma un vero e proprio accordo
contrattuale tra un istituto del CNR ed un'associazione privata (la NA).


> Di fatto, la NA, con il MoU, accettava di autoescludersi dalla
> regolamentazione di .it, se non per la nomina di alcuni membri del
> costituendo PB (ma apparentemente solo per il primo turno - il PB in
> formazione avrà probabilmente una scadenza, e nulla risulta fissato
> sul rinnovo). Non per nulla, coerentemente con questa autoesclusione,
> Claudio ha parlato -riprendendo alcune osservazioni di .mau - di un
> possibile  ritorno della NA al ruolo di forum ITA-PE di semplice
> discussione tecnica dei problemi dns.

Mi pare che le idee sul punto siano molto confuse. Se questo era
l'intento... Bhè, l'abbiamo espresso proprio male. Il MoU dice esattamente
il contrario. La NA, per mezzo del PB, ecc. ecc.



> Se questa ricostruzione è corretta, non è nemmeno chiaro in che senso
> il MoU possa essere prorogato.

La ricostruzione, a mio modesto avviso, non è corretta. E ciò nonostante non
capisco neppure io che cosa significhi la proroga del MoU.
Il MoU andrebbe totalmente rifatto! Altro che prorogato!!


> \nota_1. Lascio agli avvocati l'analisi se la mozione Monti,
> approvata da un numero di membri della NA inferiore a quello previsto
> per le modifiche Statuarie, avendo di fatto valore di modifica
> statuaria (se non forse di autoscioglimento della NA) sia
> annullabile. 'Politicamente', mi è del tutto chiaro che gli assenti
> fossero concordi, o almeno  non interessati ad altro esito.

A questo alludevo, quando dicevo che l'assemblea del 9.12.03 mi suscitava
qualche perplessità.


> \nota_2. Esiste qui una possibile querelle sul titolo con cui la NA
> esercitava i poteri regolamentari, ovvero se questi  (esprimendomi
> malamente) fossero stati concessi 1) -motu proprio - dal CNR (tesi
> Trumpy); 2) dall'ex-commissione numerazione del Ministero dello Poste
> (ricostruzione storica alla pagina nic.it/NA); o 3) gli fossero
> propri ab initio.  È noto che cosa io abbia sostenuto, e perchè: se
> 2), allora la NA non aveva i poteri di passare le consegne al CNR.

I poteri regolamentari della NA derivano da accordi contrattuali con la RA.
Stop!


> \nota_3. Niente si può dedurre dal MoU su come, da chi, secondo quali
> regole sarebbe stato istituito e composto il PB. La frase "NA, per
> mezzo del policy board, è l'organismo [...]", era ambigua perchè
> l'espressione 'policy board', usata come fosse chiaro dal contesto a
> cosa si dovesse riferire, non aveva invece chiaro riferimento. È
> chiaro da precedenti dichiarazioni, che per lo IIT-CNR il PB è
> qualcosa di strettamente interno al CNR. \nota_3_1

Confermi la mia idea di un pastrocchio linguistico.


> \nota_3_1. Quando la mozione Monti, fissa "di eleggere un Policy Board
> [...] "  si esprime in modo difforme dal MoU, ove la NA veniva
> riconosciuto solo il ruolo di "esprimere membri del policy board".
> Ovviamente, anche senza essere un filosofo del linguaggio, si capisce
> che si gioca sulle parole, in quanto la prima espressione  presuppone
> che il PB sia eletto - nella sua interezza - dalla NA (e quindi sia
> di fatto un suo organismo), la seconda che la NA ne indichi - solo -
> alcuni membri (e quindi quello possa essere un organismo esterno alla
> NA).

E, secondo te, perché ho detto che un articolo determinativo non avrebbe
guastato!
Pensa se invece di scrivere che la "NA esprime membri del PB", fosse stato
scritto "la NA esprime i membri del PB".
Saremo bravi in informatica (tutto da dimostrare)... ma non certo in
italiano (ne abbiamo già dato prova)!
:-)

> Quando poi la mozione Monti fissa che "tale Policy Board  [...] avrà
> il compito di gestire al meglio la fase di transizione [di che? della
> NA, dei rapporti NA/IIT?] e l'applicazione  del MoU approvato in data
> 27 ottobre 2003 [ma anche dopo che questo è decaduto?]"  le ambiguità
> si  moltiplicano.


Vabbé! Continuiamo a farci del male!

Ciao
Gianluca Navarrini



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