Osservazioni.... 3 (kilometrike)

Gian Carlo Ariosto ariosto a WINCOM.IT
Sab 10 Gen 2004 02:18:43 CET


At 23.31 09/01/04 +0100, avv. gianluca navarrini wrote:
>Diciamo che quel che invio non è un capolavoro e, soprattutto, non è
>completo... ho fatto quel che ho potuto.

Non sara' un capolavoro, ma mi pare un ottimo lavoro...

>Provo ad allegare il file in formato RTF (nella speranza che arrivi ad
>Alessia).

E' arrivato anche a me, ed e' molto piu' leggibile del plain text.

>È evidente che, in tal modo, il nome a dominio non
>potrà mai essere pignorato. Anche perché, a differenza di quanto accade per
>i marchi ed i brevetti, il titolo del diritto di proprietà industriale non è
>incorporato in un certificato cartaceo (l'attestato di brevettazione o di
>registrazione, rilasciato dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi)
>materialmente rinvenibile (e pignorabile) nell'abitazione o nell'ufficio
>dell'assegnatario.

Se il Registro emettesse un attestato cartaceo di registrazione del nome a
dominio, le cose cambierebbero?

>  L'unica soluzione che, pertanto, sembra realmente praticabile è quella di
>prevedere una procedura arbitrale di opposizione...

... corrispondente grosso modo alle attuali PDR?

>Deve notarsi che mentre l'opposizione può essere promossa solo dal terzo che
>chieda la cancellazione o la riassegnazione del nome a dominio, il giudizio
>giurisdizionale - tanto cautelare quanto di merito - potrà essere promosso
>sia dal terzo (il quale chiederà l'accertamento negativo del diritto dell'
>assegnatario alla registrazione e/o all'uso del nome a dominio), sia dall'
>assegnatario del dominio (il quale agirà per l'accertamento positivo del
>proprio diritto alla registrazione e/o all'uso del nome a dominio). Ciò
>implica che l'assegnatario evocato in un procedimento di opposizione, se
>vorrà ottenere l'accertamento del proprio diritto dovrà necessariamente
>promuovere un'azione dinanzi alla magistratura ordinaria. Il che se da una
>parte è, a dir poco, assurdo, dall'altra costituirà il pretesto per azioni
>giudiziarie dilatorie che potrebbero imbarazzare non poco l'Autorità di
>Registrazione. Si consideri, infatti, la durata media di un giudizio civile
>(il solo primo grado del quale, in uffici giudiziari medio-grandi, ha una
>durata minima di un triennio circa) e si consideri che esso inizierebbe dopo
>l'avvio della procedura di opposizione (la cui durata, al contrario, non
>dovrebbe eccedere lo spazio di qualche mese, stante la natura di arbitrato).

E' quanto puo' accadere ora: se l'assegnatario perde la PDR, si puo'
rivolgere al giudice. Mi pare che sia capitato raramente...

>Nel caso in cui quest'ultima si chiuda con l'accoglimento della domanda di
>riassegnazione o di cancellazione del nome a domino, il lodo vincolerà l'
>Autorità di Registrazione fintanto che non passi in giudicato la sentenza
>che mette capo al giudizio ordinario. E nel caso in cui questa sia di
>accoglimento della domanda dell'originario assegnatario, l'Autorità di
>Registrazione si troverà a dover riassegnare per la seconda volta il nome a
>dominio, dando luogo ad un ping-pong di riassegnazioni consecutive.

Con le attuali regole, la riassegnazione del nome a dominio viene sospesa
in caso di ricorso alla Magistratura ordinaria: non e' la cosa piu' logica
da farsi?


Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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