Osservazioni.... 3 (kilometrike)

Mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Sab 10 Gen 2004 13:13:36 CET


Hello

grazie del contributo, illuminante sotto molto aspetti. Qualche
osservazione, solo per curiosità intellettuale. Scelgo un stile
telegrafico, per arrivare meglio al punto delle domande.

1-- la panoramica di situazioni europee (sotto punto 3) sembra a sostegno
della tesi che .it dovrebbe essere affidato piuttosto a un qualcosa come la
NA, vista come libera associazione di persone fisiche e giuridiche, che a
un istituto di ricerca pubblico o altra p.a.. Sbaglio?

2-- al punto 4 sembri argomentare che alcune limitazioni attuali (non
extra-comunitari,  una sola registrazione per persona fisica) sarebbero
illecite (ovvero non oggetto di decisione del Registro, per vari motivi) se
le attività di registrazione sono da configurare o cmq vengono configurate
come servizio pubblico. Sbaglio? (per me, questo sarebbe un buon motivo per
una configurazione  come servizio pubblico).

3-- Punto 5, ultima parte.
Tua tesi: Il passaggio da un sistema di 'autonomia negoziale dei privati' a
un sistema 'sotto l'egida della legge/controllo pubblico' è (forse)
incostituzionale.

Osservazioni:
i) La tesi presuppone tacitamente che il sistema attuale sia di 'autonomia
negoziale dei privati', il che è da argomentare. (su questo come noto io ho
una mia serie di osservazione, sullo status ad interim di RA e NA, già note
alla lista e che mi piacerebbe vedere analizzate con la tua competenza
giuridica)

ii) se capisco bene quel che scrivi, l'incostituzionalità non deriverebbe
tanto dall'imporre tale passaggio (cioè dal contrasto con un principio del
tipo: se un serie di attività e servizi si sono organizzate e funzionano
grazie all'autonoma iniziativa privata allora non si può avocarle alla
potestà pubbliche/p.a.), ma piuttosto dal combinato di due aspetti di
questo codice: il configurare il nome a dominio come segno distintivo
(quindi +/- proprietà industriale) e la mancanza di indicazioni su
acquisto, uso ecc., situazione che vedi come in contrasto tendenziale  gli
articoli Cost. a difesa della proprietà privata. Sbaglio?

4- Punto 6. Questa è una questione che mi sta a cuore. Ogni ulteriore
spiegazione  è benvenuta.
Cito e chiedo. Scrivi, circa a metà del punto 6:

"La convinzione che il Registro [rectus: lo IIT-CNR] non eserciti [rectus,
nella logica del tuo argomentare: non eserciterebbe più, se passasse il
codice] attività di diritto privato [seguirebbe/dovrebbe seguire] dalla
mancata soluzione [della situazione] di monopolio di fatto di attività
economicamente rilevante [...] ";

Inoltre citazione testo Sammarco, che sostiene "la [già oggi] natura
amministrativa del registo"

Inoltre proponi che
"[Tale situazione di monopolio di fatto] verrebbe risolta - anche se non
brillantemente  - costituendo il Registo come ente pubblico non economico"

Domande:
i) Mi sembra che il presupposto della tua osservazione sia un principio
(del tutto condivisibile) del tipo (all'osso :-)):
* se l'attività bla bla  è di diritto privato (ed economicamente
rilevante), allora non è tollerabile un monopolio; e conversamente:
* se il monopolio è inevitabile, allora l'attività dovrebbe essere assunta
da una p.a. e regolata dal diritto amminitrativo (con tutti i paletti del
caso, a incominciare da quelli art. 97 Cost.). Sbaglio? Commenti ulteriori?

ii) quale è l'argomentazione di Sammarco (telegraficamente)?

iii) La soluzione che proponi (ente pubblico non economico) è tale di per
se da assicurare che le attività del registro possano essere considerate di
diritto privato (pur mantenendosi il monopolio)? Perchè? E se le attività
sono cmq economicamente rilevanti, come può essere un ente non economico? O
non lo sarebbero più? e come (leggo ma non seguo bene  quel che dici sulla
giustificazione dei costi)? Inoltre, perchè qui proponi pubblico, se ai
punti precedenti hai mostrato come positivi  tutti esempi tutti (not-for
-profit)?

5. Punto 8. Interessante (anche se molto tecnica) tutta la questione. Ma
forse riscrivendo con più attenzione gli articoli in questione si potrebbe
trovare una soluzione di come evitare incongruenze troppo palesi tra
giustizia ordinaria e canali arbitrali e/o conciliatori.

Piuttosto mi interessa capire meglio la questione di come un cittadino può
ricorrere contro una regola di registrazione nei vari scenari. Facciamo un
esempio, a un certo punto il Registro, o la Commissione, emana una regola
che riserva i nomi di personaggi biblici alla Chiesa Cattolica. Una
associazione di fedeli di altre confessioni bibliche come può ricorrere?
Io capisco:
-- nello scenario del proposto Codice, al TAR Roma (se la Commissione
interministeriale avrà sede a Roma)
-- nella situazione attuale, modulo interpretazione, say, Sammarco al TAR
Toscana (perchè la NA ha sede presso lo IIT di Pisa, o perchè lo IIT ha
sede a Pisa?)
-- nella situazione attuale, modulo varie interpretazioni privatiste, spero
almeno alla giustizia ordinaria (ma allora sulla base di quali specifiche
norme civilistiche?)
-- nello scenario che proponi al punto 6 (ente pubblico non economico), non
mi è chiaro.
Commenti welcome.

spero che la lettura di un non esperto possa cmq aiutarti
grazie
mario



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