Osservazioni.... 3 (kilometrike)

Mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Sab 10 Gen 2004 18:53:33 CET


Hi,

grazie. Qualche commento e il chiarimento richiesto.

At 16.50 10/01/04, avv. gianluca navarrini wrote:

1)

>Sulla natura totalmente privata della internet governance in Italia c'è poco
>da dire. Laddove un intero settore della vita sociale non sia disciplinato
>dalla legge e non sia riconducibile ad essa neppure in via analogica...

achhh! Non sono convinto, ma non so come contro-argomentare al tuo livello
di tecnicismo.


>... per intenet. Le regole che
>ne regolano il funzionamento sono un coacervo di protocolli tecnici e di
>accordi privati, spesso transnazionali, che pur nel rispetto della legge dei
>vari stati, formano un corpus di regole che non deriva da alcuno stato.

io penso solo alle regole di registrazione sotto .it. Il mio skeleton di
argomento è che SE  le regole di numerazione telefonica erano pubbliche, se
ita-pe agisce/agiva per interim di un Ministero/Commissione numerazione, se
il DNS sotto .it è numerazione atipica, se le regole al 90% sono state
formulate in sedute presso enti pubblici, di fatto con risorse pubbliche (+
il contributo volontario di esperti), applicate da un istituto pubblico, il
tutto in stato di monopolio, ALLORA le regole sono pubbliche.

Per altro credo Menchetti sostenga il carattere pubblicista della regole
per il DNS a livello globale (ovvero USA) (su un .ptt a
http://www.domainday.it/interventi.html  che vedo più), considerando che
ancora i poteri finali non sono passati a ICANN (contra un tuo inciso nel
tuo testo)


2) Per l'incostituzionalità, avevo capito !!!

> > ... l'incostituzionalità [sostanziale] ...
> > deriverebbe ...
> > dal combinato di due aspetti di questo codice: il configurare il nome
> > a dominio come segno distintivo (quindi +/- proprietà industriale)
> [cioè B.b) sotto] e
> > la mancanza di indicazioni [di legge] su acquisto, uso ecc.[cioè B.f),
> sotto], situazione ... in contrasto tendenziale  gli articoli Cost. a
> difesa della
> > proprietà privata [B.c+d) sotto] .

>B)
>a) strutturalmente il nome a dominio, ..... va qualificato come risorsa
>atipica di numerazione ...
>b) il c.p.i., tuttavia, inserisce il nome a dominio tra i diritti di
>proprietà industriale, qualificandolo come segno distintivo ....
>c) ....... mi pare sia lecito
>ritenere che la garanzia costituzionale del diritto all'uso dei segni
>distintivi ....... sia ...... negli artt. 41 e 42 cost. ......
>d) tali disposizioni consentono di imporre limiti, ... al diritto di
>proprietà;
>e) tali limiti,... devono essere previsti dalla legge
>(in quanto solo attraverso la legge è possibile limitare l'altrui
>libertà);
>f) il c.p.i. dice solo che il diritto all'uso del nome a dominio sorge con
>la registrazione, rinviando per ogni altro aspetto (limiti, controlli,
>sanzioni, revoche, sospensioni, modi di estinzione) non alla legge, ma ad un
>*regolamento ministeriale*.
>.......


3)

>Ora, visto che sappiamo che il registro dei nomi a domino deve essere
>necessariamente unico per ragioni tecniche

geopolitiche? :-)

4)

> > ii) quale è l'argomentazione di Sammarco (telegraficamente)?
>
>L'attività di assegnazione e mantenimento del registro è di interesse
>pubblico. Sicché il servizio reso dalla RA sarebbe un servizio pubblico e
>[QUINDI]
>come tale ricadrebbe nella previsione degli artt. 33 e 35 d. lgs 80/1998,
>con conseguente devoluzione delle relative controversie (su diritti) al TAR
>e con applicazione della l. 241/1990 (sulla trasparenza amministrativa).

capisco che il QUINDI non ti convince fino in fondo? Sbaglio?

5)

>Oggi l'IIT opera iure privatorum (perché i suoi poteri derivano dalle regole
>negoziali di naming), domani opererà come ente pubblico (e le regole di
>naming - attraverso il recepimento operato dall'art. 124 c.p.i. - muteranno
>la loro natura da regole private a regole pubbliche di rango regolamentare).

NI, ma non ripetiamo.

6)
Il caso è quello di un cittadino/associazione che voglia appellarsi alla
regola di un sola registrazione per persona fisica, trovando un canale
giurisdizionale per farla revocare/abolire ecc. da una corte di qualche tipo.

Gli scenari sono:
- quello attuale secondo l'interpretazione ove l'IIT opera iure
privatorum  e le regole di
naming hanno natura di regole private;
- quello attuale secondo l'interpretazione che già ora l'IIT opera  come
ente pubblico  e le regole di hanno  già ora natura di regole pubbliche di
rango regolamentare (anche se formulate da un banda bassoti di smanettoni,
con una vecchissima delega 'a voce', ad interim);
- quello delineato da il c.p.i.;
- quello (utopica) di una governance di .it tutta privatista, autonoma
iniziativa di una  associazione di persone fisiche e giuridiche
completamente privata (say, isoc.it che fa tutto, RA, NA ecc,)

Nei diversi scenari come si può muovere il cittadino di sopra?

grazie ancora mario



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