Osservazioni.... 3 (kilometrike)

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Sab 10 Gen 2004 20:11:49 CET


Mario wrote:
[cut]
> io penso solo alle regole di registrazione sotto .it. Il mio skeleton
> di argomento è che SE  le regole di numerazione telefonica erano
> pubbliche, se ita-pe agisce/agiva per interim di un
> Ministero/Commissione numerazione, se il DNS sotto .it è numerazione
> atipica, se le regole al 90% sono state formulate in sedute presso
> enti pubblici, di fatto con risorse pubbliche (+ il contributo
> volontario di esperti), applicate da un istituto pubblico, il tutto
> in stato di monopolio, ALLORA le regole sono pubbliche.

Io penso di no. Però non vado oltre se no gli altri ci picchiano. (-:


> Per altro credo Menchetti sostenga il carattere pubblicista della
> regole
> per il DNS a livello globale (ovvero USA) (su un .ptt a
> http://www.domainday.it/interventi.html  che vedo più), considerando
> che ancora i poteri finali non sono passati a ICANN (contra un tuo
> inciso nel tuo testo)
>
>
> 2) Per l'incostituzionalità, avevo capito !!!


Evidentemente ...non avevo capito io!


> capisco che il QUINDI non ti convince fino in fondo? Sbaglio?

No. Non sbagli.
1. La tesi di Sammarco potrebbe essere tecnicamente corretta per quanto
riguarda le ricadute in tema di giurisdizione amministrativa.
Anche se a me, sul punto, sorge un dubbio:
a) ammesso che la RA espleti un servizio pubblico, nell'ambito
dell'assegnazione di una risorsa di numerazione atipica, l'assegnatario del
nome a dominio a me pare rivesta la qualità di utente, alla stessa stregua
dell'abbonato alla Telecom o alla RAI;
b) l'art. 33, comma 2, lett. f) dispone che tra le controversie devolute
alla cognizione del TAR vi rientrano, tra le altre, quelle "riguardanti le
attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese
nell'espletamento di pubbllici servizi [...], **con esclusione dei rapporti
individuali di utenza con soggetti privati** [...].

2. Non ritengo di poter invece condividere la lettura di Sammarco
sull'applicabilità della l. 241/1990.
La citata legge si applica infatti alla materia dei procedimenti
amministrativi, di quei procedimenti, cioè, che si concludono con un
provvedimento amministrativo. E un provvedimento amministrativo è tale
solo allorché incida unilateralmente sulla sfera giuridica di qualcuno (a
cui non rimane che subirne gli effetti o impugnarlo).
Ma, visto che l'azione amministrativa è ratta dal principio di legalità, non
si dà provvedimento amministrativo in difetto di una legge che attribuisca
all'ente il potere di compierlo.
In parole povere: senza una espressa previsione di legge l'amministrazione
non può agire d'imperio.
Nessuna legge fino ad ora ha previsto e disciplinato i poteri della RA.
Ti chiederai a questo punto: ma allora la RA - che è parte del CNR - in
quale veste agisce?
Agisce spendendo i poteri che le sono conferiti da un contratto (rectius: da
una rete di contratti): il contratto maintainer. Con tale atto, infatti,
volontariamente i maintainer accettano che la RA eserciti i poteri che la
NA le attribuisce nel regolamento di naming. Il regolamento di naming è un
atto privato, liberamente dettato dall'organo preposto dell'associazione NA,
alla quale (almeno fino a l'altro ieri, dopo di che c'è il MoU) li contratto
maintainer riconosce questa potestà regolamentare privata. E poi
l'accettazione delle regole di naming da parte di ogni singolo richiedente
l'assegnazione è condicio sine qua non per l'assegnazione stessa: ti dice
nulla l'acronimo LAR?


[cut]
> Il caso è quello di un cittadino/associazione che voglia appellarsi
> alla regola di un sola registrazione per persona fisica, trovando un
> canale giurisdizionale per farla revocare/abolire ecc. da una corte
> di qualche tipo.
>
> Gli scenari sono:
> - quello attuale secondo l'interpretazione ove l'IIT opera iure
> privatorum  e le regole di
> naming hanno natura di regole private;

Se hanno carattere privato, come accade oggi, il cittadino ha due
possibilità: o le accetta o... s'attacca.
Hai mai sentito di qualcuno che, senza essere socio della FIAT, voglia
impugnarne lo statuto?
Ritengo che tu stesso lo riterresti pazzo.

> - quello attuale secondo l'interpretazione che già ora l'IIT opera
> come ente pubblico  e le regole di hanno  già ora natura di regole
> pubbliche di rango regolamentare (anche se formulate da un banda
> bassoti di smanettoni, con una vecchissima delega 'a voce', ad
> interim);

La premessa nega lo svolgimento.
Lo ripeto: opera d'imperio (cioè come ente pubblico) solo l'ente a cui la
legge abbia attribuito i poteri. La LEGGE e non la delega di ICANN, di IANA,
di RIPE o di vattelappiglia!
Se le regole che definiscono le procedure che l'ente deve seguire e i poteri
che può esercitare le fa la banda bassotti... allora non siamo di fronte ad
una attività amministrativa. Anche se chi la mette in opera è
un'amministrazione pubblica.

> - quello delineato da il c.p.i.;

Il TAR.

> - quello (utopica) di una governance di .it tutta privatista, autonoma
> iniziativa di una  associazione di persone fisiche e giuridiche
> completamente privata (say, isoc.it che fa tutto, RA, NA ecc,)

Bho! e come faccio a saperlo?

> Nei diversi scenari come si può muovere il cittadino di sopra?

Da cittadino!
(scusa... ma m'è scappata).
Ciao
Gianluca Navarrini

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Avv. Gianluca Navarrini
Dottore di Ricerca in Diritto Processuale Civile - Università di Napoli
"Federico II"
Studio Legale De Propris
00137 - Roma, via U. Ojetti, 79
Tel. 06.8276309 - Fax 06.8274445
avv.navarrini a tin.it
http://www.studiodepropris.it



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